Soldi e guerra; come l’odio e la cupidigia. Noi ne siamo gli artefici e non lo sappiamo

Correva l’anno 2016 e sul finire spuntava dal nulla la volontà del governo italiano di chiedere al popolo se modificare o meno la Costituzione. Et voilà, il referendum dove il pupazzo di turno (parlo di Renzi) accompagnato dalla pupazza banchiera, lady Maria Elena Etruria, promettevano di dimettersi dalla politica e di non farsi più vedere. Giurin, giurello…

Dopo il referendum la Maria Etruria cambia ministero e il pupazzo Renzi prende il treno per andare a trovare gli italiani, il suo amato popolo, per ricandidarsi alle prossime elezioni. Che uomini tutti di un pezzo!

Ma il referendum lo ha proprio proposto il governo italiano?

A scanso di essere ripetitivi, ma “repetita juvant”, riportiamo il servizio che ci parla del vero promotore del referendum e del suo perché:

Ora analizziamo un po più nel dettaglio la faccenda perché solo comprendendo la genesi degli eventi li possiamo incasellare e scoprire che in fondo agiscono sempre con il medesimo timbro. Così facendo riusciremo ad anticipare le loro mosse partendo da questo assunto.

Di Luca Spoldi
Andrea Deugeni

Morgan Stanley International, in compenso, ha offerto all’ex ministro del Tesoro Domenico Siniscalco prima la carica di managing director e vicepresidente e poi quella di Country head per l’Italia, mentre Jp Morgan si avvale dal 2014 di un altro ex ministro del Tesoro, Vittorio Grilli, come presidente del Corporate & Investment Bank per l’area Europa, Medio Oriente e Africa.

Fonte: www.affaritaliani.it

(NOTA: su Domenico Siniscalco consigliamo la lettura dell’articolo “Dottor Jeckill & Mr Hyde”)

E sempre attingendo da www.affaritaliani.it vediamo quali altri nomi noti sono, o sono stati, dipendenti diretti degli interessi degli erogatori di debito (nome corretto di qualsiasi banca, anche quelle dal nome buono come Banca Etica).

Gli anglosassoni li chiamano “door opener”, ossia coloro che sono in grado di aprire le porte dei palazzi del potere

  • Mario Draghi: ex direttore generale del Tesoro dal 1991 (governo Andreotti VII) al 2001 (governo Berlusconi II), il 28 gennaio 2002 venne nominato Vice Chairman e Managing Director di Goldman Sachs International
  • Romano Prodi. Nel 1982, all’epoca della nomina a presidente dell’Iri da parte di Giovanni Spadolini, Prodi dirigeva la società di ricerche economiche Nomisma e decise di rimanervi con la carica di presidente del comitato scientifico. Successivamente Prodi, dopo essere stato nel 1990 advisory director di Unilever, tornò a guidare l’Iri (pur continuando a prestare alcune consulenze a Goldman Sachs e General Electric), che nel 193 vendette Cirio-Bertolli- De Rica alla stessa Unilever.
  • Sono “uomini Goldman Sachs” anche l’ex premier Mario Monti (international advisor dal 2005 al 2011), l’ex sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta (membro dell’advisory board dal 2007) e l’ex sottosegretario all’economia Massimo Tononi (partner ed advisor director dal 1988 al 1993 e poi nuovamente dal 2008 al 2010), che in carriera è stato anche presidente di Borsa italiana dal 2011 al 2015
  • Per Goldman Sachs lavora dal 2016 l’ex presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso col ruolo di presidente non esecutivo e advisor
  • …mentre nell’international advisory board di Unicredit sono stati nominati nel corso degli anni l’ex alto rappresentante per la politica estera Ue, Javier Solana, l’ex presidente polacco Aleksander Kwasniewski, l’ex ministro degli Esteri e vice cancelliere tedesco Joschka Fischer, nonché (a titolo gratuito) gli ex premier italiani Giuliano Amato (nominato dal 2010 senior advisor di Deutsche Bank) e Romano Prodi che dal 2015 presiede il board.

…e l’elenco potrebbe continuare ma ci dobbiamo limitare per motivi di spazio e vogliamo finire l’articolo senza addormentare il lettore con un freddo elenco di anime vendute al demonio. E sia chiaro il demonio NON È IL DENARO; quello è solo un mezzo per altri fini che può essere usato anche dal Bene.

Ma andiamo avanti e il tempo passa, così siamo nel 2017 e i venti di guerra si avvicinano impetuosi come da copione di Hollywood. La Russia è accusata di ingerenze nelle ingerenze degli USA, in Europa e specialmente in Italia. Scusate il giro di parole ma pensiamo si capisca… Quindi cosa di meglio se non scatenare le ire belliche delle quali gli USA, nostri coloni dal 1945, sono esperti? Ed ecco un nuovo “consiglio”, ma questa volta non è più una banca a chiedere la modifica o la promulgazione di nuove leggi ma lo stesso Pentagono (QUI per approfondire sul Pentagono) a nome del Sig. Stoltenberg (cognome onomatopeico in italiano, nomen omen) e dalla sua portavoce Oana Lungescu:

“Gli alleati stanno modificando le leggi nazionali per permettere agli equipaggiamenti militari di transitare più rapidamente attraverso le frontiere, e stanno lavorando per rafforzare le infrastrutture nazionali.”

Fonte: www.luogocomune.net

Tratto da https://www.rt.com/news

Si possono fidare gli Alleati americani (anche se siamo noi ad essere alleati a loro). Le nostre strutture sono già pienamente operative ed in linea con gli standard di robustezza richiesti:

 

Cosa possiamo trarre da queste considerazioni? Dominio del terrore, leva sulla cupidigia… Sono attitudini distruttive che ci animano per prime, e Loro lo sanno e le stimolano come degli interruttori per renderci inermi, indecisi, incerti, incapaci di decidere con ragionamenti lucidi.

Portiamo alcuni esempi: se ci minacciano di portare via i soldi depositati in banca come espresso in questo articolo, prima ci arrabbieremo poi avremo paura per l’incertezza che ne deriva, vero? Ci sentiremo la terra mancare sotto i piedi, “oddio, e un domani come faremo…?”. E se a questo poi uniamo la possibilità di un conflitto, che avvenga o meno poco importa, basta che prima sia generato come una possibilità nella nostra mente, noi vivremo con un perenne stato di stress senza vederne l’uscita.

Come fare allora? Beh, in QUESTO ed in QUEST’ALTRO articolo abbiamo provato a dare una risposta :^)

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