Aforismi

OM

Come il corpo fisico anche l’Anima ha bisogno di cibo per crescere.

Frasi che allietano il cuore, risuonano come armoniche frequenze in accordo con le nostre più intime vibrazioni.

Come promemoria, per non dimenticarci che “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” (W. Shakespeare) ossia pura energia imbrigliata in una densa terza dimensione materiale:

“L’essere umano è parte del tutto che chiamiamo universo, una parte limitata nel tempo e nello spazio. Egli sperimenta se stesso, i propri pensieri e sentimenti come qualcosa di separato dal resto, una specie d’illusione della coscienza. Questa illusione è come una prigione per noi, che ci rinchiude dentro i nostri desideri personali, e ci fa amare solo le persone più vicine a noi. Il nostro compito deve essere di liberarci da questa prigione, allargando il raggio della nostra compassione affinchè abbracci tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua bellezza.” – Albert Einstein

…E DOPO UN PO’ IMPARI…

Dopo un po’ impari la sottile differenza
tra tenere una mano e incatenare un’anima.
Ed impari che amare non significa possedere
e che stare insieme non significa sicurezza.
E incominci ad imparare che i baci non sono un contratto
e i doni non sono promesse.
E incominci ad accettare le sconfitte a testa alta
ad occhi aperti con la grazia di una donna
e senza il dolore di un bambino.
Ed impari a costruire la tua strada giorno dopo giorno
perché il terreno di domani è troppo incerto per fare un programma
e i piani futuri falliscono spesso a metà strada.
Dopo un po’ impari che il sole può scottarti, se chiedi troppo.
Così coltivi il tuo giardino e fai bella la tua anima,
senza aspettare che qualcuno ti porti i fiori.
E tu impari che davvero puoi farcela,
che sei davvero forte, e che davvero tu vali qualcosa.
E tu impari, tu impari e impari. Nonostante gli addii tu impari.

V. A. Shoffstall


…NOI SIAMO COME IL MARE

…noi siamo come il mare che riceve acqua da tutte le parti e la ritorna a distribuire a tutti i fiumi.
A. Manzoni, Promessi sposi, cap. 3


I RACCONTI E LA FELICITA’

Claudio Tomaello spiega come già gli antichi si fossero accorti del nesso tra felicità e racconto. Tanto da codificarlo nella parola stessa che significava “racconto”…

Ho passato molti anni a cercare di essere felice, dando per scontato di sapere cosa fosse la felicità e che essa fosse l’obiettivo della mia vita.
Non avevo ancora incontrato due storie che mi hanno aiutato a cambiare prospettiva: la prima me la raccontò un libro, la seconda un gattone.
Il rapporto tra uomini e libri è in genere chiaro e inequivocabile: sei tu che leggi loro. Con alcuni, però, questa relazione si inverte, come ebbi modo di scoprire qualche anno fa in una libreria. Quel pomeriggio, di fronte a uno scaffale inzuppato di volumi, la mia mano ne scelse uno, le mie gambe lo portarono a casa e i miei occhi iniziarono a guardarlo.
Quel libro mi mostrò la potenza dei racconti.
Lo fece illustrandomi che in ebraico biblico il termine “felicità” si scrive  e si pronuncia gad. Se a questo vocabolo si antepone la lettera  he, la parola diventa  haggad che significa “la felicità”. Se si aggiunge un’altra  he alla fine della parola, essa diventa  haggadah, ovvero “racconto, storia”.
Alla lettera  he la cabala associa il numero 5, che è il numero delle dita di una mano. Quindi le due he che racchiudono la parola “felicità” sono due mani e ogni grande “racconto” ci mostra questo: che la felicità è nelle nostre mani.
Fu per me una rivelazione meravigliosa, che mi nutrì per molto tempo.
Ogni traguardo, però, è anche un nuovo punto di partenza, così pian piano si fece strada dentro di me una nuova domanda: cosa dovevo fare per raggiungere la felicità?
Una mattina, mentre spazzavo il cortile di casa, vidi un gattino intento a rincorrere la sua coda. Girava come una trottola, senza fermarsi mai. Ad un certo punto passò di lì un gattone che, incuriosito, si avvicinò al gattino, domandandogli: “Come mai corri dietro alla tua coda in questo modo?”.
Il gattino gli rispose: “Ho sentito dire che la cosa migliore per un gatto è la felicità e che la felicità è la mia coda. Ecco perché la rincorro e, quando l’avrò afferrata, sarò felice”.
Allora il gattone meditò per qualche secondo e replicò: “Figliolo, anch’io ho considerato i problemi universali e sono giunto alla conclusione che la felicità è nella mia coda, ma ho notato che ogni volta che mi metto a rincorrerla essa mi sfugge, mentre quando percorro la mia strada essa mi segue”.
Il gattino restò immobile, stupito, e anch’io rimasi fermo per un po’ con la scopa in mano.


Il cuore ha ragioni che la ragione ignora

Blaise Pascal


Il segreto della felicità consiste nell’esigere molto da se stessi e molto poco dagli altri.

Per vedere non bastano gli occhi; c’è bisogno di luce.

Troppa Luce acceca, troppo Fuoco brucia


L’UOMO E LA DONNA

L’uomo è la più elevata delle creature.
La donna è il più sublime degli ideali.
Dio fece per l’uomo un trono, per la donna un altare.
Il trono esalta, l’altare santifica.

L’uomo è il cervello. La donna il cuore.
Il cervello fabbrica luce, il cuore produce amore.
La luce feconda, l’amore resuscita.
L’uomo è forte per la ragione.
La donna è invincibile per le lacrime.
La ragione convince, le lacrime commuovono.

L’uomo è capace di tutti gli eroismi.
La donna di tutti i martìri.
L’eroismo nobilita, il martirio sublima.
L’uomo ha la supremazia.
La donna la preferenza.
La supremazia significa forza;
la preferenza rappresenta il diritto.

L’uomo è un genio. La donna un angelo.
Il genio è incommensurabile;
l’angelo indefinibile.
L’aspirazione dell’uomo è la gloria suprema.
L’aspirazione della donna è la virtù estrema.
La gloria rende tutto grande; la virtù rende tutto divino.

L’uomo è un codice. La donna un vangelo.
Il codice corregge, il vangelo perfeziona.
L’uomo pensa. La donna sogna.
Pensare è avere il cranio di una larva;
sognare è avere sulla fronte un’aureola.

L’uomo è un oceano. La donna un lago.
L’oceano ha la perla che adorna;
il lago la poesia che abbaglia.
L’uomo è l’aquila che vola.
La donna è l’usignolo che canta.
Volare è dominare lo spazio;
cantare è conquistare l’Anima.

L’uomo è un tempio. La donna il sacrario.
Dinanzi al tempio ci scopriamo;
davanti al sacrario ci inginocchiamo. Infine:
l’uomo si trova dove termina la terra,
la donna dove comincia il cielo.

Victor Hugo


NON C’È PRESA DI COSCIENZA SENZA SOFFERENZA
…la gente arriva ai limiti dell’assurdo per evitare di confrontarsi con la propria anima.
Non si raggiunge l’illuminazione immaginando figure di luce, ma portando alla coscienza l’oscurità interiore.
Chi guarda fuori sogna,
chi guarda dentro si sveglia

Carl Gustav Jung


NON PREGARE PER AVERE VITA FACILE…
prega per essere forte
Non pregare perchè il tuo compito sia pari alle tue forze
prega perchè le tue forze siano pari al tuo compito
Allora l’opera tua non sarà un miracolo, ma tu stesso sarai un miracolo
Ed ogni giorno ti  meraviglierai di te stesso e della grande energia che è entrata in te


SORVEGLIATE LA VOSTRA CONDOTTA GIORNALIERA,

le vostre parole, i vostri pensieri,
 in modo da renderli innocui.


Coltivate pensieri su voi stessi e sugli altri 
che siano positivi e costruttivi, quindi non 
solo inoffensivi ed innocui, ma anche benefici 
nei loro effetti. Studiate le vostre influenze emotive 
sugli altri in modo che, né il vostro 
umore, né la vostra depressione, né le vostre 
condizioni emotive, possano nuocere a 
coloro con cui avete a che fare.

L’innocuità rende cauti nel giudizio, 
reticenti nel parlare, capaci di 
frenare le azioni impulsive 
e sopprime la tendenza alla critica.

A. Gentili


ORGOGLIO

Brutta bestia l’orgoglio.
L’orgoglio non dialoga.
L’orgoglio divide et impera.
L’orgoglio fomenta e nutre la paura.
L’orgoglio istiga l’ira e il risentimento dei quali si fa scudo.
L’orgoglio è nemico della magia, distrugge i sogni, irrigidisce la mente essendo essa la sua casa.
L’orgoglio ci rende statici, inamovibili.
L’orgoglio non conosce la parola scusa ma nel contempo si dispiace.
L’orgoglio non perdona perché non concepisce la sconfitta, nonostante sappia affliggersi.
L’orgoglio non sopporta la felicità ma vive di auto commiserazione, della quale si compiace.
L’orgoglio trasforma la saggezza in presunzione, la discrezione in vanità, la gratitudine in pretesa.
L’orgoglio non conosce gentilezza ma coltiva l’arroganza.
L’orgoglio sempre giustifica.
L’orgoglio non cede ed è spietato soprattutto nella persona in cui alberga.


IL VERO VIAGGIO DELLA SCOPERTA

Il vero viaggio della scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi

Marcel Proust


234678VITA DA GUERRIERI

“È difficile percorrere la strada del guerriero perché egli si allontana dalle scelte comuni. Non cerca la sicurezza, né la comodità. Si sente imprigionato dalle azioni ripetitive, dai sentimenti tiepidi e dalle consuetudini.
    Cerca sempre l’intensità, anche nelle piccole cose, nei dettagli, nelle sfumature. Ma per lui l’intensità non è legata alle esperienze estreme, ma alla qualità di ciò che vive. I profani invece si illudono di dare sapore alla vita attraverso gli eccessi. Gli eccessi servono a coloro che sono diventati insensibili e devono penetrare la loro corazza con esperienze forti.
    Preferisce una vita disagiata al compromesso e all’ipocrisia. Ma non ne fa una questione teorica di principi; bensì semplicemente gli nasce dall’anima un malessere così insopportabile che lo obbliga ad allontanarsi da tutte le acque stagnanti.
    Il guerriero è spesso accompagnato da nostalgia. C’è una nota struggente nel suo cuore che lo spinge a cercare senza sosta tracce e riflessi del tesoro nascosto nella grotta. Da millenni i guerrieri sono in viaggio con l’anelito di bere alla coppa della vita sublime”


Desiderata intestazione

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SE – Rudyard Kipling

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Rudyard Kipling

Se riuscirai a non perdere la testa quando tutti
la perdono intorno a te, dandone a te la colpa;
se riuscirai ad aver fede in te quando tutti dubitano,
e mettendo in conto anche il loro dubitare;
se riuscirai ad attendere senza stancarti nell’attesa,
se, calunniato, non perderai tempo con le calunnie,
o se, odiato, non ti farai prendere dall’odio,
senza apparir però troppo buono o troppo saggio;

Se riuscirai a sognare senza che il sogno sia il padrone;
se riuscirai a pensare senza che pensare sia il tuo scopo,
se riuscirai ad affrontare il successo e l’insuccesso
trattando quei due impostori allo stesso modo
se riuscirai ad ascoltare la verità da espressa
distorta da furfanti per intrappolarvi gli ingenui,
o a veder crollare le cose per cui dai la tua vita
e a chinarti per rimetterle insieme con mezzi di ripiego;

Se riuscirai ad ammucchiare tutte le tue vincite
e a giocartele in un sol colpo a testa-e-croce,
a perdere e a ricominciar tutto daccapo,
senza mai fiatare e dir nulla delle perdite;
se riuscirai a costringere cuore, nervi e muscoli,
benché sfiniti da un pezzo, a servire ai tuoi scopi,
e a tener duro quando niente più resta in te
tranne la volontà che ingiunge: “tieni duro!”;

Se riuscirai a parlare alle folle serbando le tue virtù,
o a passeggiar coi Re e non perdere il tuo fare ordinario;
se né i nemici o i cari amici riusciranno a colpirti,
se tutti contano per te, ma nessuno mai troppo;
se riuscirai a riempire l’attimo inesorabile
e a dar valore ad ognuno dei suoi sessanta secondi,
il mondo sarà tuo allora, con quanto contiene,
e – quel che è più, tu sarai un Uomo, ragazzo mio! 

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