La parola

Il Verbo crea: “Il principio era il Verbo. Il principio del tempo era il verbo. Il principio dello spazio era il verbo. Tutto esisteva, ed esiste, perché esisteva il Verbo, ed il Verbo era posto oltre a Dio, ma presso Dio. Il Verbo era distinto da Dio, ma era presso Dio, essendo la sua coimmagine. Il Verbo è il movimento, la prima e superiore separazione, da cui ogni dualismo discende.”

E fino a qui tutto chiaro :^)

Ma siccome non viviamo più i tempi dell’ermetismo ma quelli dell’Apocalisse o Rivelazione,  è d’obbligo fare chiarezza su tutto ciò che ci può condurre all’evoluzione e ad uscire dalla ruota delle ricorrenze.

Tutto quanto sopra prescinde dal credere o meno ad un Dio perché riguarda anche un ateo. Tutti noi siamo forniti di capacità comunicative (gestualità, sguardi, pensieri) delle quali la parola è la più evidente. Posto che ogni emissione sonora sottende alla emissione di frequenze ben definite, che possiedono a loro volta una intensità energetica, possiamo affermare che ogni parola abbia la capacità di modificare gli eventi, creando o distruggendo. Le trombe che abbatterono le mura di Gerico sono un esempio della potenzialità energetica del suono così come la capacità di Caruso (noto tenore) di mandare in frantumi un bicchiere di cristallo con i suoi armonici. Qui non si tratta di potenza, di volume, meri indici di volgare forza bruta con gran dispendio di energia a fronte di un risultato decisamente scadente.

Si tratta di “ri-sonanza” ossia la capacità di entrare in sintonia con il suono preciso che tiene coese le particelle atomiche che formano la materia, in questo caso il cristallo del bicchiere.

Le vibrazioni, sonore dell’apparato fonatorio o elettromagnetiche del cervello e del cuore, modificano la materia, anche quella nella quale abitiamo e che chiamiamo “corpo”. Il ricercatore Masaru Emoto con i suoi esperimenti di cristallizzazione dell’acqua ci da chiare indicazioni.

La parola riveste ampia importanza soprattutto in ambito sociale; essa è Arte oratoria nell’individuo che ricerca il bello nel dialogo. Egli sa, altrimenti non sarebbe artista, che il bello trasmette energie costruttive, positive, creative fintanto che non sia narcisismo. Attraverso l’esempio stimola a sua volta al bello chiunque, di animo sensibile, ne sia coinvolto, stimolando stupore, meraviglia. Ad ascoltare certi oratori si rimane quasi incantati e ci si carica di energie positive.

All’opposto le parole scurrili sono pregne di energie dense, pesanti, ed essendo esse tali, tirano giù, riducendo il grado di sensibilità.

In tutto questo contesto rientra il grado di consapevolezza che ognuno di noi possiede con il quale può plasmare il proprio destino oppure subirlo: “chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia (Carl Jung)”.

La parola crea; un insulto, una imprecazione, oltre ad allontanare e dividere, oltre a selezionare coloro che ne fanno uso accomunandoli tra loro in modo che come uno specchio si possano rivedere per riflettere, si espande nell’etere e rimane registrata nelle onde elettromagnetiche cosmiche dell’Akash. Come una macchia su di un vestito bianco.

Libero arbitrio; “Chi è causa del suo mal pianga se stesso” e non possiamo lamentarci se siamo circondati da persone volgari, arroganti, prepotenti perché essi sono noi stessi. Sono da noi attratte perché a noi affini.

Ma se possiamo scegliere, cosa fa sì che noi cadiamo nel parlare volgare? Quale forza ci spinge a farlo? Tra l’Ego e la Coscienza certamente la prima, la quale vuole il predominio per sopravvivere. Quante giustificazioni esprimiamo a noi stessi e agli altri per scusare una terminologia pesante. Si menziona quindi l’intenzionalità della parola: la giustificazione più comune è “ma non è importante la parola in sé quanto l’intenzione che la accompagna. Se negativa diviene insulto, offesa”. Ma, dato che abbiamo visto che la parola è suono, è energia, è chiaro che essa acquista valenza positiva o negativa a seconda dell’espressione usata. Proviamo a meditare: siamo propensi a lamentarci, a piangerci addosso quando sopravviene un’imprevisto oppure riusciamo a stare al di sopra e a non farci coinvolgere? Il più delle volte la prima delle due :^(

E, sì, perché per cambiare valenza energetica da negativo a positivo occorre fare uno sforzo e per farlo dobbiamo lottare contro quella forza antitetica che si chiama Ego e che si esprime con la pigrizia. Il collaterale è la conoscenza di noi stessi e l’annichilimento dell’Ego stesso.

Il fatto di usare termini ricercati porta in sé anche l’utilizzo degli emisferi cerebrali nella loro interezza. Quello sinistro è normalmente utilizzato per esprimere il parlato; recenti studi lo confermano. Ma è chiaro che per usare il parlato in modo creativo dobbiamo attingere alle capacità del emisfero destro coinvolgendo così tutto apparato cerebrale.

Un altro fattore importante nel contesto è il coinvolgimento delle ghiandole di secrezione interna e nella fattispecie la tiroide, collegata al chakra Vishuddha. Ogni chakra/ghiandola vibra in sintonia con il suo “proprietario”; essendo esse neutre risentono degli stati d’animo e reagiscono di conseguenza. Gli studi del dott. Otto Warburg relativi all’equilibrio acido/basico e lo sviluppo delle malattie come il tumore, danno conferma di quanto affermato.

Lasciamo le cose facili a chi non vuole evolversi, dai ;^)

Sul fatto che la parola crea a tutti gli effetti proviamo a vedere come è strutturato il l’apparato fonatorio/uditivo:

 

Organo riproduttivo femminile
apparato riproduttivo femminile

apparato-fonatorioovaie

 

C’è un’altra variabile nel contesto: cosa trasmettiamo a chi ci ascolta, che impressioni diamo? Quale forma di rispetto verso gli altri e verso noi stessi attuiamo?

Per concludere in bellezza voglio condividere questo pensiero di A. Gentili che calza a pennello:

Sorvegliate la vostra condotta giornaliera,
le vostre parole, i vostri pensieri,
in modo da renderli innocui.
Coltivate pensieri su voi stessi e sugli altri,
che siano positivi e costruttivi, quindi non
solo inoffensivi ed innocui, ma anche benefici
nei loro effetti. Studiate le vostre influenze emotive
sugli altri in modo che, né il vostro
umore, né la vostra depressione, né le vostre
condizioni emotive, possano nuocere a
coloro con cui avete a che fare. L’innocuità rende cauti nel giudizio,
reticenti nel parlare, capaci di
frenare le azioni impulsive
e sopprime la tendenza alla critica.

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2 pensieri riguardo “La parola

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