Equitalia a chi?

È tempo di pulizie di primavera. Anche se la neve chimica fa capolino sulle nostre montagne dandoci quello che l’inverno, chimico anch’esso, ci ha negato, mettiamo mano alla nostra volontà e laviamo i panni sporchi con la giustizia come detergente. È efficace e non necessita di ammorbidente, anzi.

Questa è la storia di Equitalia, l’associazione a delinquere di stampo fiscale che miete vittime tra i contribuenti italiani. Che poi a cosa contribuiscono non si sa bene… Forse a tenere viva la paura, quella forma energetica di bassa frequenza ci fa tenere un basso profilo e temere per i nostri possedimenti?

Equitalia è nata dalla fusione di Agenzia delle entrate e INPS, ente quest’ultimo indebitato all’inverosimile al punto che nel 2017 i pensionati avranno una preoccupazione in più.

Ma è curioso il fatto che la sua sede non sia in Italia, no, no.

Questa è la schermata “rivelatrice” tratta dal sito in cui è registrata (clicca per ingrandire):

Il sito è nel Delaware, uno Stato degli USA dove vige un regime fiscale da Paradiso, fiscale appunto. Per approfondimenti consiglio di leggere QUI.

Circa un’anno fa è esploso il caso dei 767 dirigenti fasulli su circa 1000 che hanno firmato gli ordini esecutivi  a carico di contribuenti morosi; peccato che questi dirigenti tutto potevano fuorché coprire il loro incarico essendo di fatto elevati a tale rango senza concorso, come la Costituzione prevede. E, di fatto, le cartelle esattoriali da loro firmate sono nulle. Lo prevede una serie di procedimenti che scredita Equitalia tra i quali il pronunciamento del TAR del Lazio con sentenza n. 07636/2011, e il Consiglio di Stato con sentenza n. 5451/2013 del 18.11.2013, che confermano la incostituzionalità dei loro atti ed incarichi.

Quello che spiace è l’ipocrisia dei nostri governanti e dirigenti di alto rango, o di bassa lega a seconda della prospettiva, che fanno di tutto per alimentare la paura, lo sconforto, la sfiducia con il fine di togliere speranza e rendere apatici e remissivi i cittadini.

Alla signora Rossella Orlandi chiederei se di lei conosce il lato oscuro; sia mai che scopre qualcosa di veramente terribile.

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