L’amato razzismo, arma di dissociazione sociale

A ben vedere le armi utilizzate per la disgregazione sociale sono raffinate ed efficaci. Loro stanno lavorando da tempo ad un Nuovo Ordine Mentale (non è un errore ortografico).

Il recente evento di Macerata ha fatto balzare agli onori della cronaca nera il capoluogo marchigiano e naturalmente stiamo parlando dell’onnipresente Traini, il novello Misseri, o Pacciani.

“Sbatti il mostro in prima pagina” (ci scuserà Donati, lo scrittore dell’omonimo film del ’72) e, aggiungiamo noi, evita di parlare della vera vittima. Che se no sei razzista.

Non vogliamo far rimbalzare l’eco degli altri sul caso “Traini” perché ci esce dalle orecchie peggio di Sanremo. Vogliamo fare notare la pressione mediatica analizzando le notizie riprese dai media perché se non le raggruppiamo non riusciamo a renderci conto della ridondanza che serve a riempirci la testa e a produrre l’egregora  sociale che i commenti dei dormienti perbenisti creano.

Intanto andiamo a far notare che il nostro serbatoio di notizie del Sistema chiamato Repubblica.it, fotocopia degli altri con rare esclusioni, ha, fino a ieri, inserito nella sua home page anche la sezione “Razzismo”. Cliccando su questa voce di menù si filtrano tutte le notizie relative; e qui di seguito ecco cosa mostrano:

 

Lo dobbiamo scrivere; è una velata ridondanza sugli eventi di Macerata, quello con Traini come protagonista. Ma poi scopriamo che a Macerata nei giorni precedenti è successo un altro evento che ha avuto un epilogo molto più tragico, che ha coinvolto una ragazza di 18 anni.

Pamela se l’è cercata, certo. Ma questo non sminuisce il gesto sadico, criminale, da rituale satanico che l’ha coinvolta suo malgrado.

Il tutto parte da un nigeriano e da altri suoi compatrioti suoi complici. Ma le indagini sono ancora in corso e un colpevole certo ancora langue, come i tempi biblici dei processi sebbene corra l’anno 2018 ed il progresso nell’analisi del DNA dovrebbe incastrare il colpevole in meno di ventiquattr’ore. Ma sentiamo l’opinione di un esperto:

«La devastazione del suo corpo può essere parte di un rito tipico della mafia nigeriana, come il cannibalismo rituale, il fatto che nel cadavere di Pamela non ci sia il cuore e il fegato ha come ipotesi più probabile che quegli organi siano stati mangiati, rituale della mafia nigeriana per acquisire forza e potere». Queste le affermazioni di Alessandro Meluzzi, psichiatra, scrittore, politico e accademico italiano.

Lo sentiamo integralmente qui:

È una esposizione da brividi e dovrebbe lasciare basiti ed allertati tutti, ma non è così perché a quanto pare anche questo evento rientra nel cliché iniziato in Italia con la terapia dell’assuefazione: da Pacciani (ricordate il “mostro di Firenze”?), per finire con Michele Misseri, passando dalla Franzoni di Cogne, senza dimenticare Garlasco.

Nel recente omicidio di stampo rituale, a ben vedere sembra proprio che ci sia qualcosa da nascondere in un continuo “va tutto bene” ripetuto alla nausea dai mass media. 

Va tutto bene

E così, grazie agli antefatti, l’omicidio è un omicidio “normale”, il razzismo è un intollerante segno dei tempi contro il quale poco si può fare per fermarlo (ma molto si fa per fomentarlo), la famiglia sta cambiando da etero a omo, il linguaggio delle nuove generazioni, volgare e sgrammaticato, va assecondato altrimenti con loro non si comunica (paiono alieni, e un poco lo sono). Tutto cambia e dobbiamo adattarci a questo cambiamento, senza sapere da dove arriva e chi lo gestisce, come se arrivasse portato dal vento.

Il continuo adattarsi ad una normalità che non ha misura ne ragione è l’andamento che da anni come uno stillicidio riempie le nostre teste rendendo accettabile l’inaccettabile.

È così che ci troviamo a scandalizzarci per l’ennesimo omicidio passato in TV, rigorosamente accaduto al di là dell’Oceano, in Florida, per poi ricadere un attimo dopo nell’apatia offerta dalla De Filippi o a commentare le vincite concorrenti ai quiz televisivi.

Ma intanto la strategia della tensione va avanti perché in Italia a marzo gli elettori scalpitano e queste notizie servono a polarizzare la nostra psiche, i nostri pensieri e di conseguenza le nostre scelte. Accade così che la data del 24 febbraio, prevista dai movimenti per la libertà di cura, venga “per caso” scelta anch’essa per una marcia antifascista, anti-razziale. Così i media riprenderanno una folla composta dalla somma dei due gruppi e servirà loro per trasmettere il messaggio da tanto tempo previsto.

L’appello dei promotori: “Fascismi e razzismi hanno provocato nel 900 le più sconvolgenti tragedie della nostra storia. Solidarietà e libertà siano il perno della democrazia di oggi e di domani”

“Solidarietà e libertà“. Soprattutto libertà per il nigeriano, poverino, che ha solo avuto la malaugurata sorte di incontrare una ragazza con la quale perseguire le sue tradizioni tribali, frutto della cultura della sua terra; cultura che dobbiamo rispettare come il crocifisso, tolto, dalle aule delle classi ormai multietniche. Questa è integrazione.

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3 pensieri riguardo “L’amato razzismo, arma di dissociazione sociale

    1. Grazie per la segnalazione Tiziana. È una notizia ridondante passata anche in altri blog. Credo che ne verrà fuori un articolo di analisi, più approfondita, che stiamo valutando di postare. Se non altro abbiamo già anticipato la cosa in ambito nazionale con un articolo del 2016 (https://traterraecielo.live/2016/01/27/omofobo/) evoluto poi in questo del 2017 https://traterraecielo.live/2017/09/19/gender-lultima-frontiera-per-distruggere-levoluzione-delluomo/
      Stiamo parlando solo del Belpaese perché nel frattempo https://traterraecielo.live/2017/10/27/lgbt-spudorati-e-sfacciatamente-chiari/
      Ma se vogliamo andare direttamente nella fucina di Vulcano allora all’ONU ha assurto a esperto della questioni LGBT Viti Mountarbhorn, omosessuale thailandese. Nell’articolo che può trovare qui, https://traterraecielo.live/2017/02/06/onu-la-liberta-di-religione-e-di-espressione-non-e-assoluta-va-ridotta-se-si-oppone-ai-lgbt/, si legge: “Lui, ha promesso, farà cancellare le leggi anti-sodomia e anti matrimonio kulandro dai codici di tutti gli stati; vieterà per legge che si parli di ogni tendenza LGBT come “disordine” o “turba”. Integrerà la simpatia per il gender e la diversità sessuale fin dall’infanzia, eccetera.”

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