Imposimato lascia la scena. Il 2018 iniziato nella lotta tra il Bene e il Male

A cura di Andrea Pilati

Partiamo dall’assunto che il corpo è un veicolo, nulla più, legato al pianeta e alla terza dimensione spazio-temporale. Prova ne è che invecchia e deperisce fino a ritornare ad essere parte della Terra, alla quale rende tutte le sostanze chimiche cedute dal pianeta per la sua formazione quando aveva la forma di un neonato. La differenza sta in chi lo abita, o anima, che dir si voglia.

Per cui dentro ci possiamo trovare coscienze evolute, in evoluzione, involute ed in procinto di evolversi. Queste ultime stanno conoscendo le forze antitetiche al Bene, espresse nella densa energia dell’Ego, manifestazione delle forze del Male.

Un esempio lo abbiamo avuto l’anno scorso, alla morte di David Rockefeller prima e di Zbigniew Brzezinski dopo (vedi qui).

 

Poi, verso fine anno è toccato a Salvo Mandarà e oggi a Ferdinando Imposimato, che hanno scelto strade opposte lottando per far prevalere il Bene.

 

 

Posso osare dire che ognuno ha portato a termine il suo compito, chi nel grande, chi nel piccolo, chi nel Bene e chi nel Male, per l’evoluzione delle nostre Coscienze. Tutti noi siamo in fondo attori in un teatro dove l’unica cosa che dovremmo sapere è la parte da recitare, e a volte nemmeno quella; e in questo caso ci serve il suggeritore, che spesso è pessimo perché odia il teatro, lo vorrebbe crollato. Forse perché è lì da tempo immemorabile e gli sta stretto; lui, chiuso nella buca come dentro a un buco nero dove la luce non esce e lui si accompagna del buio, la sua natura. Del teatro conosce i meandri, sa dove sono i costumi, gli abiti, le abitudini e vede sempre girare la stessa scena con personaggi sempre uguali sotto indumenti diversi nella forma e nel colore. Sa perfettamente le parti; sono sempre le stesse, forse cambiano le parole, le dinamiche della voce, le diecimilaquattrocento personalità, ma l’intento è lo stesso. Ormai è avvezzo ai trucchi, alle maschere, alle parrucche, e accompagna lui stesso il singolo attore al camerino dove, oltre alle battute, gli suggerisce anche l’abito e gli fa credere di essere solo dalla sua parte. Lo fa con tutti e tutti ci cascano. Perché è anche regista, lui, è costumista, scrive le parti, allestisce le scene…

E gli attori, non si accorgono? Come possono, delle mummie dormienti, accorgersi di essere condotte, dirette, create ed eliminate a scena conclusa? Lui le fa entrare al teatro facendo credere loro che recitare è qualcosa di importante, è il senso del loro esistere. Così crea il Tempo e lo distribuisce agli attori, ad ognuno in parti differenti, tanto non fa differenza poiché essi dormono e non sanno che la clessidra gira nel momento in cui calcano la scena, loro non la vedono e si chiedono, sì, perché qualcuno lascia il teatro prima del solito, ma cos’è “solito”?

Poi succede che qualche attore si accorge che qualcosa non va e allora apre gli occhi e vede una realtà che non è come quella che gli è sempre stata raccontata da quella voce nella testa, e inizia a recitare la sua vera parte, che in fondo conosce molto bene, l’aveva imparata prima di entrare in scena, solo che ha ricordi vaghi e allora a volte sbaglia la battuta; poi si riprende mentre gli altri attori, dormienti, vedono di evitarlo, incapace lui di recitare come si deve.

Solo; solo si sente, inevitabile follia alzare le palpebre, guardarsi intorno e poi, folle lui, porsi delle domande, perdere le tradizionali battute e percorrere il palco contro corrente evitando le mummie, a volte scuotendole ma dentro il vuoto risuona.

È in quel momento che l’attore sceglie: svegliarsi e svegliare oppure approfittare del loro sonno?

Così hanno fatto Brzezinski, Rockefeller, Rothschild, Kissinger, Obama, Kim Jong Hun, Boko Haram, Papa Francesco, la Regina Elisabetta e nipoti, Mario Draghi, Papademos, Erdogan, Merkel, Hollande, Macron, Rajoy, Junker, Van Rompuy… Gente sveglia, eccome.

Ma altrettanto hanno fatto Imposimato, Falcone, Borsellino, Moro, Papandreou, Putin, Trump, Aung San Suu Kyi, Mandela, John Coleman, Nigel Farage, Paul Hellyer… Altra gente sveglia.

E tu?

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