Banche e pignoramenti; siamo agli estremi della delinquenza.

A cura di Andrea Pilati

Conosco di persona Antonio Marocco e la sua storia è una delle tante che, in silenzio, avvengono nella società italiana. Italiani di natura poco avvezzi alla solidarietà se non per togliersi lo sporco dalla coscienza, molto opportunisti e doppiogiochisti. Basta dare uno sguardo in Parlamento per vederne lo specchio. Ma non dispero…

Di storie come quella di Antonio ce ne sono a centinaia, se non migliaia, ma toccano solo quando ci toccano di persona. Come per i risparmiatori gabbati dall’Etruria, Banca Marche, CariChieti, CariFe; di loro si sono occupati solo i parenti mentre gli altri risparmiatori si sono preoccupati del loro gruzzolo. “Loro”? Proprio sicuro che sia vostro?

Ma torniamo ad Antonio e andiamo  a raccontare cosa è successo prelevando da una intervista rilasciata a “La Provincia Pavese”:

PARONA. Il prossimo 18 gennaio, la casa nella quale vive, valutata 320mila euro, verrà messa in vendita a partire da 26.429 euro…

La storia di questo ex imprenditore di Parona, assistito da Giovanni Pastore dell’associazione “Favor debitoris”, inizia nel 1994. In Italia c’è ancora la lira e Marocco, insieme alla moglie, contrae un mutuo ipotecario da 200 milioni di lire. I soldi gli servono per sistemare una palazzina su due piani, in via IV Novembre, nella quale si trasferirà con la famiglia. Marocco paga regolarmente le rate del mutuo sino a quando, per una serie di disavventure, la sua attività imprenditoriale entra in crisi e viene dichiarato fallito.

L’incubo inizia a questo punto. Alla data del 10 settembre 2009, l’uomo dovrebbe ancora versare 11mila euro di residui del mutuo, ma ben presto, alla somma iniziale, si aggiungono gli interessi di mora. E così, al 31 agosto 2010, l’ex imprenditore si trova debitore di 49.304 euro. Nel frattempo, il suo debito è stato ceduto dall’istituto con il quale aveva originariamente acceso il mutuo a un’altra banca. Alla fine della parabola, cessione dopo cessione, Marocco vede il suo creditore assumere le “sembianze” di cinque banche diverse. E il debito, come la classica palla di neve, rotolando su sé stesso ha assunto le proporzioni di una valanga. L’ultima banca si rivolge al giudice per rivalersi sulla casa del 74enne. La casa viene valutata da un consulente tecnico, che conclude per un valore di 320mila euro, anche se, con la detrazione di una serie di voci previste dalla legge, l’immobile viene messo all’asta a partire da 264mila euro. A questo punto siamo a fine 2014. Iniziano le aste e, a ciascuna sessione, nessuno presenta offerte per acquistare la casa. E di volta in volta, come sempre accade nelle aste, il valore si riduce progressivamente. Questo accade per sette volte…

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Ma non basta ed Antonio è un tipo tosto. Dato che chi più urla più si sente decide di mettere in atto una protesta visiva davanti al tribunale di Pavia. Ricordiamo, a chi non conosce le notizie nel dettaglio, che lo stesso tribunale è indagato dalla Procura di Brescia per corruzione.

La protesta di Antonio viene registrata da alcune televisioni e da giornali a tiratura nazionale

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Antonio Marocco davanti all’entrata del tribunale di Pavia

Il Giorno scrive così:

Pavia, 3 gennaio 2018 – Rischia di perdere la sua casa che vale 320mila euro per un debito di 9.900 euro e interessi per 38.500. Antonio Marocco, ex imprenditore 75enne di Parona, oggi ha cercato di far conoscere la sua storia a tutti i pavesi. Con un cartello scritto con un pennarello rosso è stato per ore davanti al tribunale in cui andrà all’asta la palazzina in cui attualmente vive con la moglie, la figlia, il genero e due nipotini. Tra 15 giorni, infatti, il 18 sarà battuta all’asta la sua proprietà. Sarà l’ottava volta in cui si cercherà un nuovo compratore che ora avrà la possibilità di acquistare l’immobile a 26.500 euro. “Chi non la comprerebbe a quel prezzo? – ha domandato Marocco – Lo farei anch’io, se avessi i soldi, visto che è stata valutata molto di più”.

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Vista la palese illegalità della vicenda, dato che, per legge, alla quarta asta andata deserta il procedimento si chiude (vedi qui) mi viene il sospetto che anche questo giudice sia “leggermente” colluso e complice della banca pretendente. Ma, a scanso di ritorsioni dei bimbi permalosi della giustizia e della finanza, la mia è solo una supposizione priva di fondamento.

Auspichiamo che la cosa si risolva nel migliore dei modi, e sicuramente andrà così.

In bocca al lupo Antonio!

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Un pensiero riguardo “Banche e pignoramenti; siamo agli estremi della delinquenza.

  1. Grazie per la condivisione e il sostegno. La mia famiglia,forse per Karma,ha dovuto sostenere sempre lotte titaniche contro i poteri forti,ma questa volta siamo avanti nell’età e il peso ci sembra eccessivo.
    Ma penso che anche questa volta ce la faremo con il vostro aiuto e con l’aiuro soprattutto della Giustizia: quella vera.
    Gli anziani,i bambini e gli animali dovrebbero essere rispettati e sostenuti e soprattutto amati. I primi ,una volta ,erano considerati l’espressione della saggezza e della memoria storica delle famiglie e delle nazioni. Ora siamo considerati un peso che va”eliminato” in tutti i modi.Che tristezza…che società malsana!..
    Se non avessi fede salda in un futuro; a breve, sereno e luminoso per l’Umanità,ci sarebbe di che disperarsi,ma non sono io quella che è mai caduta in depressione o disperazione!
    Grazie ancora.

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