L’ossimoro tra gli sprechi alimentari e la depopolazione planetaria

A cura di Luca Roverselli

E’ ormai da qualche tempo che siamo messi in guardia dai media sul fatto che il nostro pianeta soffre di una preoccupante sovrappopolazione per cui le risorse alimentari disponibili saranno presto insufficienti per mantenerci tutti in vita… e quindi la catastrofe è imminente; questione di pochi anni, o al massimo di un paio di decenni! E se vogliamo dirla tutta, non si tratta neppure di un allarme di recente “ideazione”. Il Sistema di potere ripete infatti il mantra del rischio di un’eccessiva popolazione della Terra fin da tempi abbastanza remoti, tempi nei quali la presenza umana sul pianeta era dell’ordine di un decimo di quella attuale. Il pianeta dispone di risorse limitate – ci spiegano con cura – e dunque, se cresce ancora il numero di esseri umani ad abitare il nostro piccolo mondo, essi saranno destinati inesorabilmente a morire di fame. Ebbene pare proprio che le cose stiano in tutt’altro modo. A questo proposito è apparso in data 9 luglio 2017 su “La Stampa” un interessante e illuminante articolo. Solamente nel nostro Paese lo spreco di alimenti è talmente titanico che rende addirittura molto arduo presentare i dati in un modo comprensibile e visualizzabile dal lettore. Si tratta di una cifra da capogiro, reggetevi forte: 5 milioni e seicentomila tonnellate di alimenti gettati via ogni anno! E’ difficilissimo riuscire a visualizzare una tale mole di derrate alimentari, ma ci metterò tutto l’impegno per rendere possibile l’impresa. Ho riflettuto a lungo per scegliere quale oggetto prendere ad esempio per rendere l’idea e penso che il più adatto sia un grande edificio universalmente noto e che molti hanno avuto modo di ammirare anche dal vivo. Tour Eiffel.jpg

Si tratta della Tour Eiffel, la grande torre d’acciaio creata a Parigi nell’anno dell’Esposizione Universale del 1889, in occasione del Centenario della Rivoluzione. Si tratta di un edificio talmente imponente da essere stato capace di imporsi come icona della città, scavalcando monumenti storici come Notre Dame. La sua altezza raggiunge i 320 metri, circa il doppio della Mole Antonelliana di Torino, dominando in tal modo l’intera capitale. E ora veniamo al dunque, che massa ha la grande torre parigina? Presto detto, il suo peso è di ben 7400 tonnellate. E adesso non ci resta che prendere carta e penna e fare un po’ di conti: proviamo a calcolare quante Tour Eiffel ci vogliono per eguagliare la massa degli alimenti gettati nella spazzatura ogni anno in Italia. Il conto è presto fatto, sono 756 Tour Eiffel! Immaginate, se ne siete capaci, un tale numero di gigantesche torri accatastate una sull’altra, e poi pensate che vengano buttate via per sempre, ogni anno che trascorre. Sarebbe un enorme danno anche se si trattasse del ferro che costituisce la loro struttura, come se ogni anno sparissero 5 milioni e seicentomila tonnellate di ferro dal nostro pianeta senza poter essere più recuperate; ma quella gigantesca massa di spreco non riguarda ferro o sabbia o altri minerali, si tratta del nostro cibo. Ben inteso, è bene ricordare nuovamente che questo è ciò che avviene nel campo dello spreco alimentare solo nel nostro Paese ed è perciò da moltiplicare per tutte le nazioni occidentali, cosiddette evolute.

Spreco-alimentare.jpgE ora è il momento della domanda amletica: perché dunque viene insistentemente diffusa l’idea che si debba ridurre con ogni mezzo la popolazione umana del pianeta? Rimane infatti piuttosto incomprensibile il motivo per cui chi governa le nazioni che generano tali sprechi ritenga che il problema si trovi altrove, quando la produzione alimentare sarebbe di fatto in grado di sfamare una popolazione tripla di quella odierna.
Poi, quando risulta evidente che uno spreco c’è ed è cosa reale, allora ecco apparire la spiegazione ad hoc. Pare infatti che la colpa sia delle massaie che gettano via ogni anno milioni di tonnellate di yogurt scaduti a di insalate appassite. Mi domando invece se abbia una qualche responsabilità la filiera elefantiaca della grande distribuzione che genera per forza di cose un’ ingente perdita di beni causate da problemi di conservazione durante le sue varie tappe, come pure se l’altra grande responsabilità non sia per caso da individuare nelle leggi che costringono i coltivatori a schiacciare con i trattori una enorme quantità di frutta e di agrumi. E questo solo per citare due note cause di sprechi alimentari. In conclusione notiamo che esiste una volontà persistente di ridurre la presenza del genere umano sulla Terra ma non è chiaro quale ne sia il motivo, come non è chiaro il motivo per cui vengano poste in essere condizioni tali da incentivare la perdita di enormi quantità di risorse alimentari, con lunghe filiere che fanno acqua da tutte le parti, come pure ignoto è il motivo per cui vengano create leggi che pare non abbiano altro scopo se non quello di distruggere una immane quantità di cibo.

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