Ora vi mostriamo la nostra visione del quadro generale… Pronti? (parte prima)

Era da tempo che stavamo pensando di riassumere il tutto in un solo, sintetico intervento. Ma obiettivamente anche la sintesi più stretta non sarebbe servita a nulla se non a creare ulteriore confusione, discriminando coloro che meno sanno e che avrebbero ottenuto solo incomprensione.

Mi sono incontrato con un collega di avventure, anche lui su questo pianeta per fini evolutivi (come tutti, d’altronde, ma c’è chi se ne accorge e chi no) e ci siamo confrontati sul tema “alimentazione” in quanto ne gestisce la vendita come proprietario di un supermercato del biologico e del consumo consapevole di ogni prodotto.

Eravamo partiti con il dialogare sulla percentuale di persone incoscienti che si sono fatte comprare dal bancomat e lo usano in modo indiscriminato anche per gli acquisti più banali, salvo poi entrare in panico se si è smagnetizzato oppure persi in un vuoto di memoria del codice segreto “…e ora come faccio a pagare!?”.

Ippocrate 2.jpg
…fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina il tuo cibo – Ippocrate

Il confronto poi è scivolato nell’alimentazione, argomento legato a filo stretto alla salute psico-fisica; come diceva Ippocrate “Il cibo sia la tua medicina, la medicina il tuo cibo”.

E da lì è partito il discorso che ha avuto una genesi turbolenta sul filo della diatriba (cosa non faremmo per difendere a spada tratta le nostre idee) ma che l’intelligenza ha dirottato verso un più diplomatico confronto per trovare quello che è anche il fine di questo blog: IL BENE COMUNE.

E così auguriamo a tutti i lettori un buon viaggio; mettetevi comodi e e noi cercheremo di rendere accattivante questo escursus in più parti, certi che avremo fatto un passo avanti per comprendere l’intero quadro.

 

Quello che segue è la sintesi del lavoro fatto in campo alimentare nel comparto della carne, dall’allevamento fino al piatto da portata. Il file originale esteso lo potete scaricare qui: SULLA CARNE

L’unica critica che mi permetto di fare personalmente è nel punto “Emissione di gas climalteranti” dove la FAO contesta all’allevamento intensivo l’eccessiva esalazione di gas responsabili del riscaldamento globale. Addirittura per il 51%!

E questo cozza con le dichiarazioni del climatologo Michael Grubb, riportate QUI. Ed iniziamo a mettere sul tavolo un tassello…

La FAO e le altre organizzazioni filo governative del Governo dei governi inoltre, si guardano bene dal metterci al corrente delle attività di aviodispersione di nanoparticolato di ogni tipo.

Per il resto abbiamo deciso di riportare gli stralci del lavoro, punto per punto.

Ricerca e stesura a cura di Armando Raccone

Perché se andiamo in un supermercato troviamo la carne a prezzi apparentemente così bassi?

Non vi è logica deduttiva che tenga per giustificare tale evidente discrepanza.

Ebbene ciò avviene perché i costi reali del ciclo produttivo della carne ricadono sull’ambiente e successivamente, debitamente occultati, sono riversati a carico della collettività mediante sussidi e sovvenzioni.

Sussidi e sovvenzioni. Sussidi da parte di chi? E perché? Una persona intelligente dovrebbe porsi queste domande. Vi siete mai chiesti perché questi prezzi paradossali e contro ogni logica? La risposta è proprio in questo ambito. Come può costare così poco una lattina di qualsiasi bibita dopo che, dalla produzione alla commercializzazione, ha girato mezzo mondo? Come può costare così tanto un’autovettura utilitaria quando il costo per produrla di aggira a circa un terzo? E vogliamo parlare dell’elettronica di consumo? Televisori, tablet, cellulari…

Carne in vendita.jpgIl tutto sotto l’egida suicida delle regole sancite dalle “politiche agricole comunitarie europee”. Insomma, quello che noi paghiamo dal macellaio mentre acquistiamo carne, è un prezzo falso. In realtà i costi indiretti legati al ciclo di produzione della carne, la rendono di fatto il prodotto sicuramente più caro di tutto il comparto agro-alimentare e la cosa più sconvolgente è che siamo proprio noi cittadini, più o meno consapevolmente, ad esserne i sostenitori.

VI chiediamo ora di fare uno sforzo immaginativo; proviamo a guardare la popolazione del pianeta come la guardano i Governanti dei governi, come un unicum, una singola entità. Per tenere soggiogata una popolazione, che sia di miliardi di persone o una singola persona, non importa, basta agire sul suo lato più rapido, incisivo, che agisce in profondità e nel profondo lascia ferite difficili da rimarginare. Lo fanno attraverso il centro emozionale perché è migliaia di volte più rapido del centro intellettuale ed inoltre è la porta di accesso ai sensi di colpa. Inoltre sanno benissimo che, prima che intervenga la logica deduttiva a dissipare le nebbie emozionali, passerà del tempo; e di quel lasso di tempo approfitteranno per agire indisturbati con le loro azioni criminali forti della nostre impasse e parziale inamovibilità creata dalla Paura. Ad un essere umano da poco nato basta inculcargli la responsabilità delle sue colpe, ancor meglio se senza speranza, attitudine utilizzata nei rapporti tra il sadico ed il masochista, tra il carnefice e la sua vittima. E tra Dio ed i peccatori… o almeno così ci hanno detto.Dio.jpg

Occupazione di suolo. Deforestazione per lasciare spazio agli allevamenti e soprattutto alle coltivazioni vegetali occorrenti all’alimentazione animale. Il 70% delle coltivazioni agricole mondiali serve a questo scopo, un terzo delle terre emerse!

Pensiamo a quanti esseri umani potrebbero sfamarsi con tali risorse!

E a questo punto altre domande dovrebbero sorgere nelle nostre menti. Precisiamo che non si sta demonizzando il consumo di carne “tout court” perché vi sono persone che necessitano di nutrirsi di tale alimento ed intere popolazioni, come gli Inuit, non potrebbero sopravvivere senza. Stiamo cercando di portare l’attenzione non solo sullo spreco della risorsa ma sul PERCHÈ dello spreco. Perché sovraprodurre per poi letteralmente buttare migliaia di tonnellate di cibo all’anno? (vedi questo articolo: https://traterraecielo.live/2017/07/19/lossimoro-tra-gli-sprechi-alimentari-e-la-depopolazione-planetaria/)

Ma perché puntare sulla produzione di carne oltre ogni limite, oltre il reale fabbisogno tanto da buttarne tonnellate di cibo? Abbiamo fatto un ragionamento: ma perché non puntare prevalentemente sulla produzione di vegetali? Meno dispendioso, più remunerativo, più facilmente manipolabile…

In un mondo equilibrato il fabbisogno di cibo verrebbe soddisfatto anche solo con il consumo di alimenti vegetali e chi volesse assumere carne se la potrebbe procurare cacciando o pescando. Ma c’è un ma…

La carne in sé agisce a livello emotivo, stimolando la nostra parte animale istintuale. “Siamo ciò che mangiamo” (Platone) e quindi assumere per esempio carne di maiale significa incarnarne le caratteristiche. Incarnare, appunto. Sarà la motivazione di tanta volgarità anche a livello verbale? Da dove arriva la parola se non da un pensiero, e da dove viene generato il pensiero se non da una mente istintiva; oppure raffinata, in base al controllo della propria Coscienza. Viene da pensare che chi ha organizzato tutto il nostro banchetto mondiale abbia pensato nei minimi dettagli al risultato da ottenere. Una umanità soggiogata dagli istinti, poco propensa al dialogo, con pensieri pesanti come i sogni che diventano incubi… Stiamo facendo voli pindarici?

Trasporto di mangimi. L’Europa, in riguardo al comparto cerealicolo, sarebbe autosufficiente quanto a produzione e fabbisogno per l’alimentazione umana. Importiamo però dall’estero quasi altrettanti cereali rispetto a quelli prodotti, destinandoli agli allevamenti industriali. Con tutte le conseguenze del caso (aumento delle problematiche a livello fito-sanitario, dell’inquinamento, del traffico veicolare, ecc.). Riflettiamoci sopra.

Allevamento industriale. Di gran lunga il più inquinante, spietato, disumano e rischioso per la salute pubblica (vedasi mucca pazza, ovini dalle lingue blu, polli con l’influenza, ecc.). Ma anche il più sovvenzionato. Va ricordato che solo in Italia, tra il 2001 ed il 2007, fra BSE, SARS ed Aviaria sono stati spesi dalla collettività 550 milioni di euro, 223 dei quali per il solo abbattimento degli animali e la conseguente distruzione delle loro carcasse. Tanto paghiamo noi, a volte anche con la vita.

…continua 

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