Preparazione della società della nuova età dell’oro

A cura di Andrea Pilati

Leggo su una chat di amici questo testo che ho piacere di condividere:

Più le regole sembrano restringere la libertà, più io mi sento libera.
Non mi sono mai sentita libera di essere ciò che sono come in questo periodo.
Perché la libertà è qualcosa che hai o non hai. E se ce l’hai e perché te la sei conquistata a duro prezzo, lavorando sodo per distruggere le tue personali prigioni. E ora che le hai viste e lasciate andare sai cos’è la libertà. Quella vera, quella interiore che nessun divieto potrà mai annullare.
Se aspetti che qualcuno te la dia quella libertà, non sei già libero. Sei nelle mani di qualcuno che può decidere per te.
Sei nella mani di qualcuno da cui puó dipendere il tuo stato d’animo.
Come umanità siamo chiamati a diventare adulti, ad uscire dal tempo della fanciullezza in cui dipendiamo da un’autorità e ad assumerci le nostre responsabilità. I tempi sono maturi per farlo e non si può rimandare questa crescita.
Chi sta facendo il gioco dell’oscurità ha i tempi contati e dipende da noi metterli in difficoltà. E lo possiamo fare continuando a dire il nostro No interiore senza arretrare di un millimetro.
Non aver paura di perdere tutto perché quel tutto fra qualche tempo non esisterà comunque.
Non esisterà il tuo lavoro come lo intendi oggi, non esisteranno le scuole per i tuoi figli a cui ti aggrappi, non esisterà la medicina a cui oggi ti affidi.
Smetti di aggrapparti a qualcosa che comunque crollerà nella forma in cui oggi la conosci.
È tutto da ricreare. È Tutto da trasformare.
Ci aspetta un mondo nuovo e siamo chiamati ad esserne creatori.
Puoi scegliere se aggrapparti alle rovine di una società che sta crollando o mettere insieme i cocci per costruire una nuova opera d’arte.
È il tempo degli artisti, della
Bellezza, della cooperazione, di una Nuova Età dell’Oro. E ognuno di noi è chiamato a piantare il suo seme di una nuova realtà.
Non preoccuparti di chi fa una scelta diversa. Ognuno avrà ciò che gli spetta secondo il suo grado di coscienza.
Nessuno migliore degli altri, semplicemente abitanti di realtà vibratorie diverse.
Scegli dove stare e sentiti creatore del mondo che verrà.
Il nuovo mondo si sta creando e ti sta aspettando

(Monica Grando)

Mi è piaciuto perché riflette lo spirito con il quale confrontarsi con il nuovo mondo, tutto da creare e tutto nostro, o di coloro che hanno deciso di volerne fare parte. Come una casa crollata, il precedente non ci appartiene più e va rifatto da capo, dalle fondamenta, proprio quelle che prima hanno ceduto. Non c’era più altro da fare, nemmeno i puntelli avrebbero tenuto, come pezze sulle falle del Titanic. I giochi sono fatti, e solo i ciechi e i sordi non li possono vedere. Gli stati d’animo fremono e tremano nello stesso tempo perché è ora di perdere, di abbandonare il vecchio per vestire il nuovo. In molti stanno ancora sperando che il quindici ottobre il governo dica “scusate, abbiamo scherzato. Si torna come prima”. E tutto questo per tirare un respiro di sollievo e destarsi da un brutto sogno per non tornarci mai più; meglio le catene, meglio la paura latente che la libertà accecante.

A questo punto mi vengono alla mente le parole del mio psicanalista preferito, Carl Gustav Jung:

Non c’è presa di coscienza senza sofferenza. In tutto il mondo la gente arriva ai limiti dell’assurdo per evitare di confrontarsi con la propria anima. Non si raggiunge l’illuminazione immaginando figure di luce, ma portando alla coscienza l’oscurità interiore. Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia

E mai come ora risuonano in tutta la loro cruda realtà. Abbiamo messo insieme un gruppo di persone che auspichiamo a breve prendano le redini di se stesse e si trasformino in individui, concependo il presente come fosse vissuto su di un isola deserta, dove tutto và riorganizzato e costruito. Questo gruppo ha l’obbiettivo di creare una società il più possibile indipendente, autarchica, che si possa sostenere soprattutto dal punto di vista psicologico, perché è lì il terreno di battaglia, mica fuori. E per effetto dell’entanglement la stessa cosa accade in altre parti d’Italia (ma credo che avvenga anche nel resto del mondo), senza mettersi d’accordo, nello stesso lasso di tempo. Incredibile, ha dell’incredibile… e nello stesso tempo è meraviglioso, entusiasmante!

Per comprendere meglio consiglio al lettore di consultare anche questi altri due articoli, scritti alcuni mesi fa:

La sensazione è quella di non essere soli e sentirsi comunque chiamati a fare parte di questo progetto; senza una logica spiegazione, allo stesso modo con il quale agivano i prescelti nel film “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, ricordate?

Incontri ravvicinati del terzo tipo

Poi ci sono i segni, i continui incontri con questi segnali che altro non possono che indicare che il posto in cui ci si trova è quello perfetto per il proprio percorso, quasi un indizio per indicare la strada corretta. Per esempio un animale mitologico che è apparso a tutti gli stretti organizzatori del recente FireFest di Ville di Corsano e che ancora oggi ci accompagna, presentandosi nei posti più impensati.

Da un amico in sintonia
Beh,sì, avrei preferito un posto migliore… ;^)

A dire il vero ci era già apparso l’anno scorso quando andammo a Roma per la presentazione di R2020. A partire da Milano, prima di prendere il treno, fino a farsi vedere su di una borsa a tracolla portata da una passeggera del treno per Ostia… Poi ancora ultimamente sulla spiaggia del lido di Rosolina mare… Qui siamo ben oltre il concetto di “caso”. Come diceva Agatha Christie: “Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, tre indizi una prova”.


Un pensiero riguardo “Preparazione della società della nuova età dell’oro

  1. Mi dici che la pensi come me, perché fai le mie stesse scelte, hai i miei stessi valori, applicheresti la mia stessa giustizia. Però se qualcuno la pensa diversamente da te (e da me) lo insulti, ti agiti, lo metti nella schiera dei nemici che non meritano ascolto né confronto.

    Ecco, non la pensi come me. Se fosse così, propugneresti il mondo nuovo, ma senza accusare quello vecchio, e useresti la necessità del momento come un ponte per costruire e non come una bomba da far esplodere.

    Vedi, un conto è avere idee chiare e prendere posizione, un altro è farsi dominare dalle frequenze del giudizio e della rabbia con la scusa di combattere in nome della luce, mancando così di cogliere l’obiettivo, che è la pratica della luce stessa, la trasformazione della coscienza.

    Certo, ci sono strutture che vanno fatte cadere per far spazio a ciò che deve emergere, ma questo a maggior ragione richiede di assumersi la responsabilità della realtà di cui si fa parte, invece di sentirsi superiori o esenti dai suoi lati ombra.

    La guerra all’oscurità si vince accendendo una luce (a partire da dentro di te) e non agendo in modo oscuro contro l’oscurità stessa. La prima modalità richiede tempo, lungimiranza, saggezza, e spesso richiede anche di mettersi da parte, agire non da protagonisti ma da servitori di un intento superiore. La seconda è più facile, più allettante, perché fa leva sulla sete di giustizia e sulla voglia di controllo, ma ha conseguenza nefaste perché alla fine nutre ciò che vuole combattere.

    Non ti chiedo di pensarla come me, non è questo che renderà il mondo un posto migliore. Ti chiedo, invece, di pensarla come quel te che vuole costruire un nuovo mondo ma seguendo i dettami dell’anima.

    Allora ci incontreremo, senz’altro, da qualche parte, su uno dei ponti che avrai costruito tu, che avrò costruito io, e su quei ponti incontreremo anche i nostri nemici, invece di scontrarci con loro, e questa sarà la vittoria più grande.

    Camilla

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