11/09/2021 – FIREFEST – il rito del distacco dal periodo del terrore per iniziare a meritarsi quello della Luce

A cura di Andrea Pilati

Correva l’anno 2001 mentre a Mahattan migliaia di persone correvano via, al riparo dal crollo “controllato” delle due gemelle torri in procinto di rovinare al suolo, colpite, forse, da un paio di aerei guidati da provetti piloti musulmani con alcune ore di volo alle spalle. Roba da ragazzi… È stato forse l’unico attentato nel quale non è stato trovato il tipico documento d’identità bruciacchiato nei punti giusti e dimenticato sul sedile del guidatore. O forse mi sbaglio?

Ops, mi sono sbagliato…

Iniziava così il periodo delle farse, con morti veri e falsi, manichini e attori truccati da feriti, attentatori inseguiti e uccisi, in una escalation di terrore strisciante, fin dentro le case dei “guardatori di TV”, fin dentro le loro menti, nelle loro anime, per spegnerne la naturale propensione a evolversi, come virgulto di gemma diviene fiore. Poi i tempi si sono fatti pressanti per i Governatori del mondo delle Tenebre, tenebre che portiamo dentro noi, che Loro altro non fanno che attivare, su nostra richiesta. E lo facciamo ogni volta che li menzioniamo, sia come forma di sottomissione sia in forma di protesta stimolando odio, vendetta, rivalsa, invidia…

Oggi, 19 settembre, il tempo volge al termine, ma non solo per Loro; soprattutto per noi, o chi di noi ha deciso di non farsi risucchiare dal Loro nero vortice, attraente come il buco nero attrae e inghiotte tutto intonro a sé, trattendo persino la luce.

Molti hanno percepito che qualcosa andava fatto e hanno messo in pratica ciò che da dentro doveva essere portato fuori, a manifestarsi. Così, tra le tante iniziative, è nato il FireFest e la sua emblematica e volutamente simbolica data, quella dello scadere del ventennio del terrore, l’11 settembre 2021.

I Governatori del mondo delle Tenebre ci hanno spesso mostato i loro rituali, prima in forma discreta, poi sempre più sfacciata, in proporzione al grado di ottundimento delle masse da Loro governate tramite le stimolazioni dell’amigdala e il sistema simpatico.

La paura rende immobili, ciechi, volutamente ciechi. È troppo spaventoso ammettere che tutto ciò possa essere reale e soprattutto funzionale. Meglio non pensarci, distrarsi, fare come dicono e passare il resto del tempo a dimenticarsi di sé.

Ma la cosa non sta bene a tutti; alcuni hanno deciso di reagire e creare una propria rituale manifestazione, che mostri invece quanto sia viva la voglia di riscatto, di spargere nell’etere particelle di alta carica energetica facendo da connessione con le forze di Luce che da altra dimensione osservano e percepiscono la volontà degli esseri viventi che vogliono emanciparsi da questo girone infernale che tanto ci ha dato e tanto ci ha temprato. Ha reso forte la nostra fede, forza necessaria per chiedere di essere ascoltati dagli Esseri superiori. Quando Loro ascoltano questa voce senza suono non risparmiano aiuti ma li danno a piene mani arrivando anche a proteggere luoghi e individui, aprendo loro porte inaspettate affinché abbiano la strada spianata per arrivare a concretizzare la manifestazione del loro sentire, e questa venga portata nella materia. E allora l’opera stessa diviene miracolo e chi, come noi, ha operato per portarla a compimento si sente come veicolo e percepisce Loro, come artefici.

Voglio con questo affermare che ognuno può operare in modo da stupire se stesso e gli altri di conseguenza. Certo, non basta la volontà, ci vuole fede. Prima di tutto in sé stessi… Certo, siamo ancora un poco acerbi in questa parte di crescita interiore. Ma sono convinto che la strada sia giusta; lo si vede dai fatti.

L’11 di settembre, a Ville di Corsano, in provincia di Siena, abbiamo portato a termine il nostro sogno, così come era nella nostra immaginazione ed è stata una emozione incredibile vederla realizzata dopo tante difficoltà e bastoni tra le ruote, scherzi del destino per provare la nostra convinzione e la nostra tenacia. Alla fine tutto è andato per il verso giusto, il programma rispettato nei minimi dettagli; le tempistiche degli interventi, da un iniziale ritardo, si sono allineate stranamente, come se il tempo, ad un tratto si fosse dilatato! Per chi non c’era sembra il racconto di un folle… Poi la parte goliardica dell’evento ha lasciato il posto a quella rituale e introspettiva. Lasciato il luogo di festa, dopo un percorso di un chilometro, fatto a piedi in direzione del lago, le note del reggae si sono affievolite per lasciare il posto al canto sacro di Ildegarda che accompagnava chi si avvicinava per assistere all’accensione del fuoco, acceso da una freccia infuocata scoccata dalla riva, verso il bersaglio galleggiante sul lago.

Fuoco e acqua, simboli sacri allo spirito umano, mentre dall’alto campeggiava, attenta, la pieve dedicata a San Giovanni, legato anch’esso al fuoco sacro e all’Apocalisse che tutto svela.

Abbiamo voluto iniziarlo così questo periodo, con questo esplicito e potente messaggio. A noi ha dato forza e ci ha legati nell’intimo. Auspichiamo di prendere questo evento come punto di partenza per poggiare tutte le nostre intenzioni sul sentire interno, quello che sarà la comunicazione della prossima umanità. Se vogliamo meritarci di farne parte non possiamo fare altro che seguire la nostra voce interna; e iniziare a fidarsi di noi.


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