Tamponi per diagnosi Covid; l’I.S.S. non sa se funzionano

A cura di Andrea Pilati

Un buon giornalista, prima di scrivere qualsivoglia articolo deve riportare la verità, secondo il codice deontologico, sulle notizie che pubblica. Inoltre, per riportare una notizia, deve prima verificare che la stessa sia conforme alla realtà, ma non sempre è così. Peccato che, a quanto pare, l’Ordine dei giornalisti protegga, civilmente e penalmente, i venditori di notizie altrimenti le carceri non basterebbero.

Abbiamo telefonato a un direttore di un giornale locale chiedendo uno spazio affinchè il fattaccio accaduto al liceo Avogadro di Biella venisse rivisto alla luce di un contraddittorio circa l’oggetto del contendere, il tampone basato su PCR (Polymerase Chain Reaction). Su quale base si dichiara una persona “positiva”, asintomatica o meno, quando nessuno ha certificato lo stesso test e nemmeno i laboratori che lo dovrebbero usare? Sarebbe come se si potesse acquistare un’auto di una sola marca e modello senza avere la certezza che i freni funzionino e nessuno ne dia certificazione. Il direttore del giornale ha sorvolato sulla nostra richiesta di redigere un articolo ad hoc “perchè non è una notizia”. Gli abbiamo chiesto:

“Ma se trovassimo i riscontri per cui i tamponi non solo non sono certificati ma riportano anche altissime percentuali di falsi positivi?

Ci ha risposto: “Ah, ma quella è una notizia di respiro nazionale, dovete sentire La Stampa, La Repubblica, per esempio…

Dunque, se un giornale qualsiasi può avvantaggiarsi di uno scoop, lo prende al volo perché significa alte vendite certe e gratificazione circa la reputazione e l’affidabilità del giornale stesso. Ma se l’argomento è così scomodo e si rischia di alzare un polverone allora, beh, si lascia perdere; meglio non compromettersi nel dire le cose come stanno, meglio continuare a mentire. Come si può chiamare questo atteggiamento? Codardia? Opportunismo? Prostituzione? Al lettore la scelta del termine migliore.

Così noi ci siamo messi al lavoro, pur non essendo il nostro mestiere, per ora, e abbiamo assillato l’I.S.S. chiedendo di parlare con chi ci avrebbe potuto dare informazioni circa le certificazioni sui tamponi, dati alla mano. E chi più di loro potrebbe darli? Sono loro che hanno fornito i dati circa la pericolosità del Sars-Cov 2; li potete trovare in questo documento, scaricabile di seguito.

Questa invece la pagina dello stesso documento relativa ai decessi e alla mortalità di questa nuova peste:

Da notare che lo stesso I.S.S. , nonostante tiri per i capelli i dati sulla mortalità, basata sul riscontro del famoso “tampone”, riporta la mortalità della fascia in età scolastica da 0 a 19 anni. Lo leggete anche voi? Quanto è? È “zero”, leggo bene? Ecco, allora le scuole non sono ambienti pericolosi e vanno tenute aperte e senza restrizioni; e non venitemi a dire “I dati sono bassi grazie alle mascherine e al distanziamento”.

Ma torniamo al “tampone, questo sconosciuto”; è affidabile?. Quella che segue è l’opinione dell’Istituto Superiore (a chi?) di Sanità nella voce del suo ufficio stampa che, da noi contattato tramite numerose telefonate e invio di PEC, ci risponde con un documento. Quando è arrivato, il sottoscritto ha sperato in una analisi dei dati sulla falsariga del documento riportato appena sopra. Anzi, la logica impone che proprio questa analisi avrebbe dovuto essere accompagnata da asseverazione che certificasse l’affidabilità perchè proprio da questo tipo di test è iniziato tutto e tutto continua a procedere. Invece…

Qui un estratto di due pagine dove ho evidenziato affermazioni che sconcertano. Nemmeno le ditte che forniscono il test hanno l’onere della certificazione!

pagina 2
pagina 3
Questo il documento completo

Poi, non contenti, abbiamo telefonato ed ecco i chiarimenti pieni di “non saprei, magari dovrebbe sentire il ministero…”

Vi lascio ascoltare la telefonata perché si tratta di un organismo di rapporti con il pubblico, pagato dal pubblico e al quale sono state chieste informazioni pubbliche:

Che altro aggiungere?


Circa la divulgazione di notizie false, bisogna rimarcare ancora una volta che NÉ L’OMS NÉ ALCUN ALTRO ORGANO ha ufficializzato la pandemia. Non basta pubblicare una dichiarazione con il condizionale nella frase. A quel tempo vi erano in ballo i “Pandemic bonds“, le scommesse sui morti da pandemia, perdute qual’ora essa fosse stata dichiarata entro la scadenza; ma ne abbiamo già parlato. E quando un atteggiamento, o una parola come “pandemia”, diventa consuetudine allora nessuno ci fa più caso, nemmeno voi giornalisti, vero? L’avete alimentata voi quella parola che dice tutto e niente ma spaventa quel tanto che basta per fare notizia; “pandemia”. E nemmeno vi siete premurati di indagare se aveva attinenza con la realtà; quello lo dobbiamo fare noi. Ma tranquilli, come abbiamo visto nemmeno l’ufficio stampa dell’I.S.S. è riuscito a fornirci i dati circa l’attendibilità dei tamponi (d’altro canto è un ufficio stampa, in relazione con i giornalisti). Adesso penso che chi, a inizio anno, ha apposto un lenzuolo con la scritta qui a fianco non avesse poi tutti i torti.

NOTA: Veramente una prova circa l’attendibilità dei tamponi è stata fatta l’anno scorso. L’abbiamo inserita nel filmato sulle dichiarazioni pubbliche del presidente tanzanese, presente in questo articolo: https://traterraecielo.live/2020/12/28/dal-27-dicembre-pronti-al-v-day/

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