Tamponi covid-19 una prassi sanitaria non così scontata

A cura di Giuliano C.,

Avevamo già in parte affrontato l’argomento “tamponi” in questo post → L’asintomatico, il nuovo mostro da combattere – 2° parte dove abbiamo riportato il documento della Commissione Europea che in sostanza riporta che le la performance dei tamponi dichiarata dai produttori dev’essere validata presso laboratori di riferimento, istituzioni accademiche, o agenzie regolatorie nazionali ma non è legalmente obbligatoria, tuttavia è fortemente raccomandata per l’assunzione di decisioni sulla salute pubblica…” Da qui si può anche solo intuire in che situazione grottescamente kafkiana versiamo noi poveri ignari cittadini ormai sudditi di uno pseudogoverno burattinato.

Oltretutto non si capisce bene cosa trovino questi taponi visto che ad oggi non esiste nessun marker specifico del sars-cov-2 e quindi nessuno standard che possa rendere i tamponi affidabili.

Cominciamo col dire che effettuare un tampone è un trattamento sanitario e, come tutti gli altri, ha bisogno del consenso del paziente o presunto tale per poter essere effettuato. Non esiste alcuna normativa di rango primario che imponga il tampone obbligatorio anche perché sarebbe incostituzionale.

Tanto è vero che nella guida del Istituto Superiore di Sanità a pg.12 al paragrafo “Effettuazione del tampone per la ricerca di SARS-COV-2 nei contatti”, in base alla quale sono scaturite tutta una serie di delibere delle varie giunte regionali italiane, si riporta che:
“(..) e’ opportuno considerare di effettuare un tampone”
non c’è scritto “è obbligatorio”.

E’ d’altra parte vero che in molti ambiti lavorativi questa prassi è posta come un ricatto, in quanto essendo avallata da norme, per lo più regionali, diventa con minacce più o meno velate, vincolante per poter conservare il proprio posto di lavoro o, nella migliore delle ipotesi, per salvaguardare la “tranquillità” dell’ambiente di lavoro, “chiamando tranquillità la schiavitù e del resto di questa tranquillità non c’è modo di godere se il delitto sconfiggerà la giustizia e l’onore” [Sallustio Historiae: Discorso di Licinio Macro tribuno della plebe].
E’ altresì vero che se si è soli a difendere i propri diritti, inalieanabili per tutti coloro che ne sono consapevoli, si rischia di fare la fine degli eroi e come disse Bertold Brecht “Se abbiamo avuto bisogno di eroi vuol dire che non eravamo pronti”.

Condivido dunque, qui di seguito, una serie di indicazioni in merito all’argomento Tamponi, del Dr. Luca Scantamburlo  laureato nel 2006 con tesi in Bioetica (laurea in Lettere triennale, indirizzo formazione umanistica):

Rientro in comunità dopo la quarantena o l’isolamento
Se durante la quarantena di 14 giorni dei contatti non sono insorti sintomi compatibili con COVID-19, è opportuno considerare di effettuare un test (tampone) alla fine del periodo di quarantena (10).
È importante inoltre informare la persona su come continuare a proteggersi da COVID-19, in particolare attraverso il distanziamento fisico, il lavaggio delle mani, e indossando una maschera.
Per i contatti che hanno sviluppato sintomi (e che hanno quindi iniziato un periodo di isolamento), le attuali indicazioni nazionali raccomandano, per il rientro in comunità, di attendere la guarigione clinica (cioè la totale assenza di sintomi) e ottenere la conferma di avvenuta guarigione virologica mediante l’effettuazione di due tamponi a distanza di 24 ore l’uno dall’altro (10, 16). Se entrambi i tamponi risulteranno negativi la persona potrà definirsi guarita, altrimenti deve continuare l’isolamento (10).
Recentemente l’OMS ed altri organismi internazionali hanno suggerito che per interrompere l’isolamento di pazienti COVID-19 si considerino criteri clinici e temporali invece che criteri di laboratorio. Tuttavia, al momento attuale, tali indicazioni non sono state recepite a livello nazionale (17-18)
L’Appendice A9 mostra alcuni esempi di come gestire situazioni particolari che potrebbero verificarsi quando uno o più contatti convivono con un caso. ”

Tratto da: “Guida per la ricerca e gestione dei contatti (contact tracing) dei casi di COVID-19”
Versione del 25 giugno 2020
Antonietta FILIA, Alberto Mateo URDIALES, Maria Cristina ROTA
Dipartimento Malattie Infettive, Istituto Superiore di Sanità

«Da nessuna parte si dice che e’ obbligatorio
Ma anche se fosse, in assenza di norma di rango primario, sarebbe illegittimo.
Ma anche se vi fosse norma in tal senso, comunque varrebbe il principio consensualistico»

Luca Sc.

Il tampone – ma qualunque trattamento sanitario invasivo, diagnostico o terapeutico o farmacologico – e’ un trattamento sanitario. Invasivo e rischioso, così come lo e’ la vaccinazione, atto sanitario profilattico che presenta il rischio di reazioni ed eventi avversi.
Il modulo del consenso libero ed informato deve essere presentato per la firma del paziente o del suo rappresentante legale, deve essere libero ed informato.
Se non e’ presente, ed il paziente non e’ informato e libero di scegliere, l’atto di accertamento sanitario non e’ conforme al principio consensualistico, gia’ recepito da anni da pronunciamenti di giurisprudenza costituzionale, e di Corte di Cassazione.
Ci si può rifiutare. E’ un principio cardine dell’ordinamento giuridico italiano, nonché della prassi sanitaria.
Voglio proprio vedere quale dirigente sanitario o scolastico o di una azienda pubblica o privata, avrebbe da eccepire o contestare un dissenso scritto agli atti, firmato per il rifiuto di un trattamento sanitario.
Il fatto, ad esempio, che la legge 119 del 31 luglio 2017 abbia omesso di riconoscerlo, non significa che non esista.
Infatti si viene invitati dalla Asl al rispetto del calendario vaccinale obbligatorio, per i propri figli.
Invitati, non e’ un atto di coercizione.
Il modulo del consenso o dissenso viene sempre presentato.
Cosi’ similmente, prima di essere sottoposti ad una operazione chirurgica, prima di una anestesia, ecc ecc..
La lettera del dottor Lavra di Roma, dell’ottobre 2017, spiega bene a riguardo in cosa consista il principio consensualistico.
Dice “qualsiasi attività sanitaria”, il dottor LAVRA.
Qualora un cittadino si trovasse dinanzi ad un presunto abuso di potere, ad un medico che non voglia ricordare le proprie prerogative ed il proprio codice deontologico, sarà utile averla in tasca (la lettera e’ datata, ma e’ firmata da medico di un ufficio deontologico e legale).

P.S. oltre, alla lettera in se’, bisogna acquisire, sviluppare una precisa consapevolezza del proprio ruolo e della questione giuridica che si pone, nelle reciproche responsabilita’, perché quello che fa la differenza e’ l’atteggiamento con cui ci si relaziona al potere sanitario, oltre all’elemento oggettivo di cura genitoriale del minore.

Luca Scantamburlo


TRATTAMENTI SANITARI OBBLIGATORI E PRINCIPIO CONSENSUALISTICO

Il principio consensualistico – sancito per la prima volta dalla Convenzione di Oviedo all’art. 5 (anno 1997) trova fondamento e legittimazione nelle più recenti sentenze di Cassazione e della giurisprudenza costituzionale, che si basa sul rispetto dell’ultimo comma art.32 Cost., in combinato disposto con gli artt. 2-13 Cost., ed anche con le garanzie del diritto comunitario (art.117 Cost., che obbliga il rispetto dell’ordinamento comunitario), le cui libertà e diritti sono sanciti dalla Carta dei Diritti Fondamentali della Unione Europea (CDFUE), già Carta di Nizza, soprattutto dagli artt. 3-6-52.
L’art. 3 della CDFUE – in particolare – tutela la integrità psicofisica dell’individuo, il quale sempre deve essere libero nel suo consenso o dissenso rispetto ad un trattamento medico-terapeutico, ed i cui rischi devono essere illustrati.
Questa difesa della sovranità del proprio corpo avvenuta recentemente a Verona, ove una donna ha rifiutato l’accertamento del tampone rino-faringeo (sulla base della autodeterminazione del singolo), e’ stata possibile soprattutto grazie ad una delle poche carte fondamentali che ancora riconoscono diritti inalienabili della persona umana: la legge fondamentale dello Stato, la nostra Costituzione, al vertice della gerarchia delle fonti.
Le garanzie costituzionali a favore del singolo, dell’individuo, vengono prima degli Stati e del loro diritto positivo.
Pensateci, alla Costituzione della Repubblica italiana.
Soprattutto a chi l’ha scritta per noi decenni fa, ed oggi e’ morto: i nostri padri e le nostre madri costituenti.
Non dimentichiamoli e non dimentichiamo il loro esempio morale e filosofico (non solo giuridico) e l’eredità dei valori che ci hanno trasmesso con questa carta, patto fra popolo (sovrano) e Stato.

Luca Scantamburlo
5 ottobre 2020

Fonte chat Telegram “Uniti in Verità e Giustizia”


Inoltre si propongono di seguito alcuni audio contributi 4 dei quali, in merito ai Tamponi, sono strettamente inerenti all’argomento dell’articolo. Sono considerazioni ed informazioni, di vitale importanza in questi tempi bui, sempre di Luca Scantamburlo che ringraziamo fortemente per la sua gentile disponibilità.

Scuola e quarantena. Non abbiate paura. Bioetica Giuridica – Luca Scantamburlo

SCUOLA – Audio per tutti. Scuola, e ritorno in classe, a fine quarantena fiduciaria 14 gg senza sintomi e senza tampone (legittimo dissenso all'atto sanitario).
  1. Scuola e quarantena. Non abbiate paura.
  2. Oviedo Convenzione 1997, Carta di Nizza 2000
  3. Chernobyl 1986 scuole aperte, coronavirus 2020 scuole chiuse
  4. Incostituzionalita Cortecostituzione poteri istruttori
  5. Diritti Stato eccezione weimar Art.48
  6. Scuola, tampone, diritti e consenso
  7. Covid-19 una sfida epocale
  8. Tampone normativa e principio consensualistico
  9. Carta di Nizza e diritti costituzionali
  10. Proporzionalita, principio, violazione riserva di legge

Clicca qui → Speciale Scuola e quarantena. Non abbiate paura.

Di seguito la circlare “COVID-19: indicazioni per la durata ed il termine dell’isolamento e della quarantena.”

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Come funziona una PCR?

Biologo molecolare alle prese con il termociclatore per produrre cicli di PCR.

Come abbiamo già detto, i campioni prelevati coi tamponi, vengono analizzati tramite una tecnica che si chiama RT-PCR (Real Time – polimerase Chain Reaction evoluzione della PCR inventata da Kary Mullis, nda).
In sostanza questi vengono analizzati da un macchinario che ne amplifica la codificazione genica e fa avvenire una reazione di polimerizzazione attraverso una serie di cicli caldo-freddo in cui il virus si replica (il virus non è un entità viva che vi attende dietro l’angolo per farvi un agguato, nda). Man mano che la reazione avanza la codificazione genica del campione aumenta di numero in modo da poterlo rilevare. Ma la rilevazione di “qualcosa” non ci dà comunque la certezza di un contagio o di un infezione in atto o che potrebbe presentarsi come tale perché questo test:

“Non ti dice se sei malato e non ti dice che la cosa che hai preso ti avrebbe davvero danneggiato o qualcosa di simile”

Kari Mullis (inventore della PCR)

In pratica si amplifica una particolare sequenza genica per poterla rilevare, capite il livello di follia in cui ci hanno sparato in pochi mesi? Questa è la moderna guerra preventiva alla malattia prima che essa si presenti in forma sintomatica e come in ogni guerra ci sono vittime che non interessano mai o quasi mai le alte sfere di comando.
Normalmente con questa tecnica i cicli non superano i 100 e attualmente l’OMS considera infette quelle persone la cui PCR presenta dei cicli di replicazione da 0 a 40. Tutto quanto viene rilevato al di sopra dei 40 cicli viene considerato materiale sub molecolare o frammentario che, senza scendere ulteriormente nel dettaglio, è praticamente incapace di replicarsi.

Altri comuni coronavirus oltre al sars-cov-2

Ora vi renderete conto che i risultati dei tamponi andrebbero letti proprio in funzione del numero dei cicli di replicazione poiché se un tampone è positivo con una PCR dopo, mettiamo, 30 cicli sono considerato infetto, poiché la sequenza genica del virus (che ricordiamo non è stato ancora isolato, al netto delle sue migliaia di varianti, ne abbiamo scritto qui →
L’asintomatico, il nuovo mostro da combattere – 1° parte, chissà qual’è mi vien da dire) è stata identificata con pochi cicli di amplificazione e pertanto è infettante, poiché è stata subito rilevata. Quindi sarei contagioso.
Se invece la positività viene intercettata per esempio al 60mo o 70mo ciclo vuol dire che siamo in presenza di particelle virali frammentarie considerate non infettanti, con una carica virale molto bassa o clinicamente insignificante (ricordate Zangrillo? «il virus è clinicamente morto», non parlava certo a vanvera come ho letto in tanti social, ndr).
Ma anche ammesso e non concesso che il pangolinovirus sia stato identificato, visto che muta, chi mi assicura che ciò che sto cercando non sia già sorpassato, così tanto per dire?

Fin qui la parte tecnica. Ma la grande presa per i fondelli, fake o bufala che dir si voglia sta nel fatto che questo test di biologia molecolare (da qui il nome fico di “tampone molecolare” usato dalla stampa generalista. ndr) dovrebbe essere usato per confermare una diagnosi dedotta in base ad un accurata anamnesi. Ho tosse, raffreddore, febbre… sono malato… presumo di avere il pangolinovirus, faccio la PCR e confermo la diagnosi.

No non funziona così perché invece, come abbiamo già evidenziato, questo esame viene usato e abusato per discriminare persone sane da persone malate! Vi rendete conto delle implicazioni di questa cosa? Questo test che dovrebbe essere usato per confermare la presenza del Sars-Cov-2 è invece utilizzato per confermare l’assenza del Sars-Cov-2! E basta vedere i numeri per capirlo:

60.000 tamponi;
210 positivi; di cui
► 199 in maniera molto modesta e probabilmente non erano infettivi;
► 11 positivi con segnale chiaro, di cui 4 asintomatici e 7 sintomatici;
► 3 casi in cui la carica virale è paragonabile a quella nella fase acuta dell’epidemia
fonte secondaria – fonte primaria

Infatti l’OMS, di grazia, sta ragionando sulla diminuzione del periodo di quarantena portandolo da 15 a 7/10 giorni proprio perché i “tamponati” oltre il 7 giorni dall’ultima positività mostrano percentuali ridicole di presenza del virus, qualunque cosa si intercetti.
E se pensate che la cosa finisca qui vi sbagliate perché in questa categoria di “infettati” con quantità ridicole di frammenti virali di codice genetico rientrano i portatori sani! Perché hanno, non hanno, non si sa in che misura, una certa carica virale che c’è ma non si vede… e se c’è forse non è nemmeno del virus cercato.

Questa è la farsa in cui tutti noi siamo invischiati, perché ignoriamo con quali assurdità pseudoscientifiche ci tengono ingabbiati certe scelte politiche che poco o nulla hanno a che fare con la medicina seria. E i mass-media, complici e collusi, operano affinché il popolo resti sotto l’incantesimo del virus killer, agitando lo spauracchio dei mesi bui del lockdown.

Fonti:
https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/real-time-rt-pcr-assays-for-the-detection-of-sars-cov-2-institut-pasteur-paris.pdf?sfvrsn=3662fcb6_2
https://it.wikipedia.org/wiki/Accertamenti_medici_idonei_ad_incidere_sulla_libert%C3%A0_personale

Approfondimenti:

Il candidato Premio Nobel: “VIRUS MAI ISOLATO: dittatura basata su tamponi fake” – Stefano Scoglio

https://www.scienzainrete.it/articolo/confronto-fra-diversi-test-sars-cov-2/rossella-petrantoni/2020-06-03

Aggiornamento 23 ottobre 2020:

dal profilo dell’Onorevole Sara Cunial

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