Italia svendesi; iniziamo dalla scuola

A cura di Andrea Pilati

Sono uno studente del corso serale, all’ultimo anno di meccanica e meccatronica, Istituto tecnico Quintino Sella, Biella. La scuola è divenuta una succursale di un ospedale, una clinica dove è meglio mantenere le distanze, come da protocollo. Quest’ultimo anno ho frequentato in presenza un solo giorno, poi divieto di accesso senza mascherina ne rilevamento di temperatura. Come da protocollo. Non ci si prende più la responsabilità, è più facile cedere alle direttive del ministero, che ci si creda o meno. Lo hanno dimostrato in qualche giorno fa in n liceo cittadino…

Ma questo aneddoto e questa informazione personale non vuole essere il fulcro del problema ma uno dei tasselli dal quale partire per arrivare al quadro finale. Chi fa informazione, e chi la cerca, ha già più o meno compreso il tracciato della pista che Loro hanno deciso di imporre a chi li vuole seguire a mo’ di mandria.

Per le vie della città si legge il termometro della situazione sociale; sguardi sempre più chiusi, timore, se non terrore, verso chi entra nei negozi a viso scoperto, molte più mascherine indossate. E si capisce che alla TV hanno detto che la situazione epidemiologica sta peggiorando, corroborata dal sindaco, poverino:

Ma perché tutto questo? Molti sperano (ancora?) che si torni quanto prima alla normalità, mentre la normalità, ci hanno detto e fatto capire, quasi a urla, che sarà una diversità che porterà a un’altra normalità. Se ce la descrivessero di colpo, nessuno, credo, l’accetterebbe, perché significherebbe accettare la privazione della dignità e della possibilità di vivere secondo la nostra natura umana, rendendoci disumani e mettendoci contro la Legge universale evolutiva dell’Amore, o contro Dio, nel gergo religioso.

Ma torniamo a noi, alla scuola e prendiamo in mano la nostra mitica sfera di cristallo. Prendiamo le recenti affermazioni del recente ministro dell’istruzione. Esso è lì (“esso” è voluto) per sostituire la precedente persona perché il suo programma era stato portato a termine. La ricorderemo per i banchi a rotelle e nulla più. Quello attuale ha il solo compito di portare una po’ di speranza negli affranti animi dei genitori che continuano a portare al macello i loro figli. “Speriamo che questo porti buone novità ai nostri studenti“; e così ha fatto. Perché agli italiani basta cambiare l’attore per far credere loro che la trama cambi.

Questa sera, a lezione, sono stato tacciato di essere un uccello del malaugurio nell’affermare quanto segue. Ma quanto ho affermato non l’ho detto io, giuro!

Patrizio Bianchi è il sostituto del ministro Azzolina. Fonte: https://www.money.it/Ministro-Istruzione-conferma-DAD-dopo-Covid

Ho solo riportato quello che è il progetto, il Loro progetto. Ma siccome ho la sfera magica vi dico quello che sarà il proseguimento del progetto, quello dello smantellamento del comparto scolastico.

Gli istituti scolastici sono comprensivi di stabili che vanno mantenuti, riscaldati, aggiornati, con personale da pagare; un costo gravoso per le casse dello Stato. Sulla scia del Mario Monti del 2013 e degli altri successori che hanno smantellato ciò che di italiano ci era rimasto, ora bisogna fare i conti con i debiti e attuare i prossimi tagli. Tutto ciò che non è produttivo dovrà essere reciso. Lo hanno dimostrato con la sanità, da anni, e l’anno scorso è stato dimostrato. Questa la solita scusante, i soldi e la loro penuria.

La DAD quindi ci viene in aiuto. Tenendo a casa gli studenti, che senso ha mantenere gli stabili scolastici e il relativo personale? Ricordate il Grande Reset? Ne ho parlato qualche giorno fa. Vediamo… Il programma che permetterà di risparmiare sulla scuola sarà:

Vittorio Colao, ministro alla Innovazione tecnologica e alla Transizione digitale. QUI il suo curriculum
  • Didattica a distanza al 100% per tutto l’anno scolastico
  • Licenziamento e ricollocamento del personale parascolastico
  • Riduzione dei docenti poiché le classi ora non avranno più il problema della capienza
  • Relativa riduzione delle spese per gli stipendi
  • Chiusura degli edifici scolastici e messa in vendita all’asta degli stabili
  • Per gli studenti degli istituti tecnici che necessitano di attività di laboratorio, stage di formazione presso ditte che avranno agevolazioni e manodopera a costo 0 (verrà chiamata “attività tecnico/formativa di indirizzo”)
  • Necessità di maggiore flusso di dati sulla rete internet; chi è il ministro alla Innovazione tecnologica e alla Transizione digitale? EW quale sarà la rete preferenziale che vorranno implementare?

Se è tutto così, e mi pare così evidente da non lasciare adito a dubbi, spero vivamente che avvenga nel più breve tempo possibile. Tutto funzionale a ottenere il minimo livello culturale possibile, senza il quale non è plausibile pervenire a un ragionamento sillogistico perché la logica deduttiva verrà spazzata via; non serve, è rischiosa.

Noi ci stiamo preparando da tempo, abbiamo famiglie che hanno scelto scuole alternative per i loro figli, che hanno scelto di non sottoporli e sottoporsi a vaccinazioni (il sistema immunitario è il migliore farmaco che abbiamo), che hanno negato il consenso al tampone e hanno perso il lavoro, ma hanno mantenuto la loro integrità e dignità, che valgono una cifra inestimabile e l’Universo lo sa e sta dando loro una mano che nemmeno si sarebbero aspettati, con portoni che si aprono. Abbiamo individui che hanno deciso di mettersi a collaborare in gruppi di sviluppo e tutela legale, monetaria, energetica, psicologica, ambientale… Stiamo sforzandoci di fare crescere una nuova umanità sulle ceneri di quella che tra non molto, ahimè, ci lascerà. Ma è il libero arbitrio e va rispettato; questa è parte della Legge dell’Universo, quella che gli esseri delle tenebre infrangono spudoratamente ogni giorno di più. Ma ben presto alle tenebre anche Loro torneranno, usciranno di scena e porteranno con sé tutti i loro seguaci, coscienti e incoscienti. Perché la Legge dell’Amore, quella sì, non ammette ignoranza.

9 pensieri riguardo “Italia svendesi; iniziamo dalla scuola

  1. Buongiorno,
    sono mamma di una ragazza di 15 anni che “frequenta” il secondo anno delle suole superiori.
    Sono amareggiata e arrabbiata per tutto quello che stanno facendo alla scuola, ai nostri ragazzi e a tutti noi.
    Stanno lobotomizzando i nostri pensieri e le nostre azioni e questo distanziamento sciale non aiuta il confronto con gli altri.
    Visto che nessuno si vuole prendere nessuna responsabilità , più vado avanti più credo che siamo noi che dobbiamo fermare tutto; fermarci per creare dei movimenti, delle manifestazioni che ci permettano di riprenderci in mano la nostra libertà di azione e pensiero, .
    Paragonano il covid alla guerra !!!
    Allora viva la rivoluzione !!!

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    1. Gentile Elisa grazie del suo commento che rivela una volontà di non conformarsi a questo paradosso della società. Condivido quanto riferisce circa la violenza che viene fatta sui ragazzi; violenza che si porteranno nel cuore come futura generazione ma che noi, come adulti, abbiamo la possibilità di trasformare in comprensione attraverso l’esempio, forti di una informazione che ci faccia vedere veramente le cose come stanno. Non condivido invece la manifestazione di piazza, avendo già passato questa esperienza, perché ho notato che non arriva alla risoluzione del problema ma diventa un semplice sfogo sociale. Consideriamo che tutto ciò che il sistema permette lo è semplicemente perché è controllabile e innocuo. Ritengo invece efficace ed efficiente fare delle scelte radicali che possano fare la differenza. Togliere i propri figli dalla scuola è, per mio conto, la scelta migliore per non vedere le loro menti inquinate da paure, discriminazioni, ghettizzazioni. Ci vuole coraggio, lo ammetto, ma questi anni sono un momento di selezione fra gli individui di questa umanità e saranno quelli che faranno la storia, quella vera, non quella raccontata e manipolata che leggiamo sui libri di testo scolastici.
      Un caro saluto

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  2. Leggo sempre con piacere i tuoi articoli che condivido a pieno.
    Credo che abbiamo davanti delle enormi opportunità, ad esempio chiudere con una scuola che non fa vera scuola, quella di vita, ma è puro indottrinamento. Era già così 20 anni fà, a mio avviso, e forse lo è sempre stata.
    Se vuoi sapere qual’è la strada migliore per una buona salute “il sistema immunitario è il migliore farmaco che abbiamo”; ma lo devi capire , non studiare. Per fortuna molti medici lo sanno, altri non hanno interesse a dirtelo. Soprattutto non c’è ancora consapevolezza su questo da parte di molti, anche se glielo dici. Manca la semplicità, a mio modo di vedere, a questa società. L’evoluzione passa attraverso le cose semplici, secondo Natura, e io la vedo già in atto per molti di noi.
    In fondo, da un lato i “lorsignori” dobbiamo ringraziarli perchè stanno accelerando il processo. Ad esempio adesso stanno coinvolgendo tutti con la dittatura sanitaria. Dal 2017 all’anno scorso erano coinvolti solo una parte di genitori (vaccinazioni obbligatorie della Lorenzin) ma era solo una questione di tempo che tutti fossero coinvolti. Così come sarà solo una questione di tempo che la crisi economica coinvolga tutti, non solo le P.iva.
    Un’altra enorme opportunità che ci stanno dando è nelle energie alternative (ma ne vedo in tutti gli ambiti). Non parlo di “green economy” ma della riscoperta della free energy o overunity, basta solo la curiosità e volontà di sperimentazione. D’altronde il proverbio dice che l’uomo fa della necessità virtu’ e la scuola queste cose non le TRASMETTE. Volutamente preferisco non usare, almeno in questo commento, la parola insegnare. E’ poco educativa e condiziona il pensiero delle persone a non mettere in discussione la fonte e l’informazione trasmessa.
    Parole di grande verità, dalla prima all’ultima, quelle che hai scritto nel commento a Lisa e nell’ultimo paragrafo del tuo articolo.
    Grazie di esistere 🙂

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  3. Penso da ex insegnante inorridito da questa scuola di oscenità che la via possa essere già stata indicata da Ernst Junger, nel suo “Passaggio al bosco”, tradotto e titolato in italiano in “Il Trattato del Ribelle”, Adelphi ed.
    Occorrono scelte quotidiane in totale e netta controtendenza; occorre tornare ad essere Signori e Padroni della propria vita, dalle scente alimentari, coltivandosi il proprio cibo a quelle di un’autonomia energetica. Lasciare le città, tornare alla natura, educare i bambini e i ragazzi a stretto contatto con la terra, l’aria, l’acqua; i numeri e la grammatica saranno degli strumenti, non più di quelli x scoprire l’altro, nella condivisione degli intenti, nella cooperazione e nella suddivisione dei compiti secondo ognuno i propri talenti.
    Occorre creare una realtà parallela che adombri l’altra odiosa e anti umana, semplicemente ignorandola, non dandole potere, distogliendo totalmente interesse, scopo e attenzione. Una nuova umanità luminosa e creativa è possibile. Basta volerlo cominciare

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    1. Un vero ribelle, sì.

      Non appoggiò il Partito nazionalsocialista di Adolf Hitler e rifiutò di dirigere l’unione nazista degli scrittori. Joseph Goebbels scrisse, nei propri diari: «gli facemmo ponti d’oro che lui sempre si rifiutò di attraversare».
      fonte wikipedia

      Anche il figlio crebbe coi suoi valori e purtroppo perì qui da noi sul fronte italiano:

      Il 29 novembre dello stesso anno il figlio Ernstel, inviato sul fronte italiano in un battaglione punitivo (aveva manifestato opinioni antinaziste), cadde in combattimento a Turigliano, presso Carrara-Avenza.
      fonte wikipedia

      La volontà è un potente mezzo che la maggiorparte dei nostri giovani non conoscono e pochi ancora sono coloro che gli mostrano le immense potenzialità di cui sono dotati.
      Il sitema fa di tutto per tenerli imprigionati in una «prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore, una prigione per la [loro] mente», un mondo ipertecnologico che non fa altro che allontanarli dalla vita e sentimenti reali.
      Ciò che possiamo fare è insegnare i nostri figli e i giovanni che lo vorranno a dominare le loro paure e guardare al mondo che verrà con coraggio e limpidezza.
      Sono esseri divini e nessuno glielo dice, nessuno glielo insegna.

      Grazie per il tuo pensiero Luca,
      devo ammettere che on conoscevo Jünger.

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    2. Caro Luca sono parole sagge che noi di traterraecielo approviamo e condividiamo appieno; espressione di concetti nel totale spirito che anima questo sito. Come giustamente affermi è il periodo degli eretici, quelli che hanno il coraggio di fare delle scelte, responsabili, lungimiranti e a favore della evoluzione delle coscienze, a partire dalla educazione (ex ducere tirare fuori) e dalla didattica

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  4. Caro Andrea, citando giustamente l’etimo latino dal verbo e-ducere, che è ciò che dovrebbe limitarsi a fare l’e-ducatore, mi viene in mente Michelangelo Buonarroti, il quale, quando si recava alle cave di marmo di Campocecina sopra Carrara per scegliere il blocco che reputava secondo venatura, colore e materia quello più idoneo alla sua opera, diceva essere l’opera tutta già inscritta e imprigionata nella materia; occorreva solo togliere il sovrappiù che la nascondeva… Cosi occorrerebbe con la materia psichica ed emotiva dei ragazzi, e dei bambini. Portatori di una loro missione nel
    mondo materico, da quelli più sottili da cui provengono, possono essere accompagnati ed aiutati a tirar fuori ciò che già è dentro in loro, quell’entusiasmo che è propriamente Dio in loro e che è la cifra più bella e spontanea delle loro giovani vite, nonostante possano essere anime antiche che hanno solo necessità di “ricordare chi sono”. Questa scuola, l’unica scuola che ha senso di essere chiamata così ha ancora da venire, nonostante abbiamo già avuto esempi eccelsi di educatori veri, poco noti alla massa, spesso emarginati, che hanno lasciato semi di luce nei cuori di coloro che hanno toccato!
    Volgendoci all’altra sponda del guado possiamo, come fece Francesco di Assisi, ricostruire pietra su pietra una nuova società, una nuova comunità di uomini-angeli, trasformando poco a poco le nostre fragilità in virtù, passando dal “mio e tuo” al “nostro”. Dallo sforzo di vivere secondo etica, all’amore incondizionato e senza sforzo.
    Considerando sempre che non tanto l’obiettivo è importante, quanto il percorso che ci si appresta a fare, passo dopo passo, portatore di nuovi doni, di nuove intuizioni e comprensioni. La vita continua, abito dopo abito, esperienza dopo esperienza, nell’eternità di un tempo senza tempo, al di fuori del tempo, come attimo di Presenza infinita.

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      1. Caro Andrea, sei in gamba! Pubblichi articoli sempre molto interessanti e condivisibili. Ho conosciuto personalmente Nino Galloni e mi fa piacere che tu abbia lavorato con lui. Hai visto il mio blog è fatto molto in casa… Anch’io improvviso al pianoforte e scrivo poesie. Ho pubblicato un libro con ilmio libro.it… Ora vorrei pubblicarne un altro con poesie inedite, ma non più con quelli del gruppo L’Espresso…
        Chissà, magari ci sentiamo in privato. Un abbraccio. Luca

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