TAR del Lazio boccia l’AIFA

A cura di Giuliano C.

Potrei stare qui a raccontarvi che è da maggio che certe cose si sapevano, che abbiamo riportato più volte le dichiarazione del Medico-sindaco Szumsky, che chi doveva sapere non poteva ignorare certe informazioni e che se lo faceva o era per incompetenza o per malafede e tra le due, ancora oggi, non sappiamo cosa sia peggio.

Le implicazione di tale sentenza sono, al momento, di una portata potenzialmente devastante per tutto il sistema sia sanitario che politico.
Di seguito potete leggere, scaricare soprattutto diffondere ai quattro venti la sentenza in oggetto dell’articolo perché ne sono pressoché convinto non ne sentirete parlare in TV, né sui giornali o sulle radio se non con brevi accenni o come notizia “veloce” sulla quale meglio non soffermarsi troppo a pensare, che i pensieri fanno male si sa.

Un quasi irriconoscibile Fabio Durante (nel senso che non si lascia andare, probabilmente trattenendo la gioia e la soddisfazione, ad una delle sue ormai mitiche invettive) commenta la notizia assieme ad uno dei medici che coraggiosamente hanno portato avanti il ricorso avverso l’AIFA.

È ufficiale: i protocolli​ del Ministero che riguardano le linee guida che i medici​ di base dovevano seguire rispetto ai pazienti Covid sono ora sospese. Le disposizioni sulla ‘vigilante attesa’ e sull’impossibilità dei medici di somministrare farmaci sono state annullate da una #sentenza​ del Tar​. È stato accolto il ricorso​ presentato dai medici Fabrizio Salvucci, Giuseppe Giorgio Stramezzi, Riccardo Szumsky e Luca Poretti contro la nota AIFA​ del 9 dicembre 2020 a proposito di “principi di gestione dei casi Covid​-19 nel setting domiciliare“.

Il cambiamento è già in atto e va di pari passo col grande reset perseguito dalle élite finanziarie mondiali, ma sarebbe bello che in Italia vi fossero più sindaci di tale spessore e con la schiena dritta, che volgono le loro attenzioni verso la propria cittadinanza e non verso i propri protagonismi e mere opportunità politiche.

C’è bisogno di gente coraggiosa, che dimostri di valere, di essere “uomini”, di non essere corruttibile, manipolabile, che non cavalchi l’onda del momento per un briciolo di effimera notorietà solo per affermare quello che è consentito ed accettato, che scomodi, in chi amministra, la capacità di porsi delle domande. Eh, sì, sarebbe bello…
Certo, un sindaco così salirebbe alla ribalta proprio per avere coraggiosamente osato ribaltare i dogmi divulgati dai santuari mediatici attraverso l’uso di quella ormai rara facoltà che rende l’uomo diverso dalle bestie: l’intelligenza. Chissà, esiste ancora?

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