Effetti collaterali

A cura di Giuliano C.

Contagio Mentale – L’altra faccia del Coronavirus

Sicuramente col coronavirus stiamo imparando che, a fronte della vita reale ed i messaggi passati dai media, il contagio è più mentale che fisico. Con ciò auguro almeno un recupero della tranquillità e del buon senso della collettività. Certo i morti – per il virus oppure no – purtroppo ci sono come è sovente accadere nella vita, ma la peculiarità di questa emergenza indotta è il fatto che faccia leva sulle nostre paure più o meno profonde e pertanto ci si convince che questo virus in particolare sia speciale e per questo bisogna combatterlo e prevenirlo in tutti modi possibili. Le misure con cui si sta cercando di attuare questi proprositi le abbiamo tutti sotto gli occhi e meglio di noi lo vedono tutti gli operatori sanitari che sono in prima linea, come medici ed infermieri ai quali pare nessuno prestare attenzione. Persone dall’animo grande che si fanno in quattro per servire, ripeto ser-vi-re il prossimo. I quali oltre alla “normale” (non lo è mai, ndr) routine del lavoro quotidiano devono sobbarcarsi anche i malefici effetti collaterali di questa straordinaria offensiva mediatica che sta portando nei Pronto Soccorso vagonate di malati immaginari a causa di qualche starnuto o linea di febbre. Invito ad approfondire le definizioni di caso sul sito istituzionale qui. Si tratta della definizione clinica europea di Ili (Influenza like illness) o sindrome simil-influenzale, che include le manifestazioni acute con sintomi generali e respiratori (adottate dal 2014).

Ma forse l’unica sindrome che stiamo veramente vivendo è quella di Robinson Crusoe che si aggrappava a cose date per scontato fino al giorno prima. Mi riferisco al Dpcm 1 marzo 2020 che limita drasticamente i contatti sociali, quelli sani però, ovvero:

Raffaele Morelli: “Non rinunciate a vivere”
[questo video è stato rimosso già 1 volta da youtube presumibilmente a cusa del suo
messaggio potenzialmente pericoloso]

📌 cinema
📌 teatri
📌 musei e luoghi di cultura
📌 cerimonie religiose
📌 discoteche
📌 attività di bar, pub, ristorazione.

In alcuni casi consentiti solo se si rispetta la distanza di 1 metro tra gli astanti… Beh ma allora in un momento di crisi come questo si potrebbe approfittare per andare a fare una psseggiata in montagna o al mare, in posti che non siano un locale chiuso o il centro commerciale ma luoghi all’aperto, come lo sono le nostre meraviglie naturali! E invece cosa accade? ore e ore incollati agli smartphone per rincorrere l’ultimo starnuto del signor nessuno solo per soddisfare la nostra brama di malato voyeurismo.

Tutto questo ci distrae. Non c’è più nulla di scontato.

l’unica spiegazione strumentale e vagamente razionale che riesco a darmi a questa paradossale situazione è scritta in questo articolo dell’Avvenire (leggi Chiesa Romana) per il quale tutte queste “precauzioni”, condite da ignoranza, paura, incompetenza e pusillaminità della nostra dirigenza politica che sembra più interessata alla propaganda che alla salute dei cittadini, sono giuste ed opportune per difendere la forza lavoro del paese.

Ma non è il caso di polemizzare, serve a poco o nulla se non a dispendere energie che possono essere incalanate per altri scopi più pratici ed efficaci. Abbiamo capito che questo virus, nonostante sia di tipo inluenzale, è comunque più virulento dei soliti stagionali (che sia virulenza naturale, artificale, programmata ad hoc è ininfluente e ne abbiamo già parlato in altri post). Adesso, ma lo dovrebbe essere sempre come condizione normale del viver civile, è importante mettere in atto misure di ragionevolezza che riducano la capacità del virus di propagarsi. Questo perché anche se il virus non è la peste nera come vorrebbero farci credere resta comunuque una patologia che mette a rischio la popolazione più cagionevole, abbiamo tutti una persona cara che potrebbe essere “a rischio” in tal senso e se il numero di ospdalizzazioni cresce troppo, tutti i reparti di terapia intensiva si riempirebbero velocemente rendendo di fatto le strutture sanitarie incapaci di aiutare chi ne ha veramente bisogno.

Il coronavirus infatti c’insegna anche questo: ad oggi siamo in una situazione tale che i nostri (insisto sul nostri perché queste strutture PUBBLICHE le abbiamo costrutite coi noi nostri soldi, CONE LE TASSE che ci vengono trattenute dallo stipendio tutti i mesi) posti letto per la terapia intensiva sono poco più di 5mila, sembrano tanti? No. Capite dunque perché la classe politica si prodiga con l’emanazione di norme sempre più stringenti? Temono il collasso del Sistema Sanitario Nazionale, temono… loro. Ma qualcuno lo auspica da tempo sennò come si spiegano questi dati? Nei grafici sottostanti si palesa inequivocabilmente la demolizione controllata della sanità (di cui abbiamo accennato qui) avvenuta sotto i nostri inconsapevoli nasi durante gli ultimi 30 anni:

Nel 1980 contavamo 922 posti letto, nel 2013, 275 posti letto. QUI si può vedere nel dettaglio l’ottimo lavoro fatto nella regione Emilia Romagna che recentemente ha eletto Bonaccini come presidente.

Ma la situazione è nota anche se si resta a guardande inebetiti:

Così notiamo che invece di porci domande sulla privatizzazione selvaggia della sanita pubblica assistiamo a video come questo:

Presidente di Regione Lombardia Fontana

Dove sostanzialmente si dice che hanno stanziato, o meglio hanno preso in prestito – e indovinate da chi, forse gli stessi che giocano coi Pandemic Bonds? ovvero con le nostre vite? ma questa è un’altra storia – ben 50 milioni per farsi aiutare dai privati! E con questi stessi soldi non pagheremo neanche più il superticket, meraviglioso! Cosa c’è da dire di più, tranne il fatto che ci siamo indebitati ancora ulteriormente di più e che questo debito non si sanerà mai e poi mai e lo pagheranno i nostri figli, i nostri nipoti praticamente per sempre! E tutto questo perché assistiamo inermi da decenni allo smantellamento sistematico del nostro fu, Glorioso sistema sanitario nazionale e non solo quello come possiamo evincere anche da questo articolo di Libera Press:

emanato nuovo DPCM dal 2 marzo 2020. All’emergenza sanitaria si aggiungono i danni economici.

che conferma quanto annunciato dal Corriere: Coronavirus, dal governo piano da 7,5 miliardi. Gualtieri scrive all’Ue: deficit al 2,5%.

Al livello di noi poveri comuni mortali, in frangent come quello attuale credo che ci vogliano veramente Amore e Ingegno, non l’amuchina, come scrive Alessandro D’Avenia in questa romantica disamina della situazione attuale, perché tra le altre cose il coronavirus:

ci ha ricordato questa impurità, sgretolando le facciate di febbrili routine e mostrandoci le fondamenta su cui viviamo, perché è di fronte alla paura della morte che si vede, tra ridicolo e ferocia, chi siamo veramente. 

(continua qui)


Questa è la realtà italiana, ma il disegno globale va ben oltre la nostra immaginazione. Se proviamo ad espandere i nostri sensi non possiamo non intravedere che la Cina in questo scenario è solo capofila di una sperimentazione e prototipazione sociale.
Oggi e non nell’alto medioevo, come richiama D’Avenia, può accadere di tutto grazie al fatto che le greggi di persone che si affannano tra gli scaffali dei grandi magazzini hanno perso il contatto con la propria natura e col proprio essere divino, con il proprio sé superiore.
Ed oggi, quasi come per una questione karmica, l’Europa e l’Italia in primis, pagheranno un prezzo altissimo per la continua indifferenza ai crimini ancor oggi perpetrati dal governo totalitario cinese nei confronti dei propri concittadini (in rete si possono trovare diverse denunce di quelli che il Partito Comunista Cinese considera dissidenti antigovernativi) e questo solo perché agli occhi dei furbi speculatori del libero mercato è vista esclusivamente come un paese col quale instaurare politiche mercantilistiche e di sfruttamento di manodopera a basso costo per la la massimizzazione dei profitti.

E così, mentre nei confronti degli italiani all’estero, in vacanza o per lavoro, risorge il termine di untore, lo stesso che era rivolto fino a ieri a bambini non vaccinati, ma in perfetto stato di salute,

Articolo di Marco Pollotti per la Provincia di Biella – 19/2/2020 pg.31

gli effetti collaterali del coronavirus camminano di pari passo con la sua espansione.

  • Coronavirus, il musicista spezzino colpito da Covid 19 si è esibito nel Biellese pochi giorni fa – Newsbiella.it

Arriveremo al punto che ci metteranno al muro perché abbiamo la febbre o il raffreddore e non ci siamo fatti la vaccinazione obbligatoria per legge? Se vogliamo un futuro simile sta solo a noi sceglierlo con i pensieri ed azioni attuati nel presente, nell’adesso

  • Sindacato medici italiani: “Sanzioni per chi viola la quarantena” «L’isolamento domiciliare deve essere come i trattamenti sanitari obbligatori con sanzioni per coloro che violano le prescrizioni del Ministero della salute». Ad affermarlo è il segretario generale del Sindacato medici italiani (Smi) Pina Onotri annunciando una lettera aperta al Ministro della Salute. «Sono state messe in quarantena solo le persone in arrivo direttamente dalle zone colpite dal Covid-19, ma l’isolamento avrebbe dovuto essere obbligatorio da subito anche per chi è arrivato in Italia attraverso voli intermedi e triangolazioni», aggiunge.

…capite adesso? Spero di si, in ogni caso restiamo calmi:


Rispetto per gli infermieri e tutto il personale medico e paramedico, per loro ed il lavoro che fanno

Approfondimenti:

Terrorizzare non aiuta nemmeno ad allertare maggiormente la gente a prendere le giuste misure di contenimento e igieniche. In effetti non fa altro che mandare in confusione le persone ed anzi proprio per questo creare ulteriori ansie, agitazione e confusione che rischiano di produrre l’effetto opposto: una minore attenzione logica alle misure da prendere… (continua qui)

https://www.fanpage.it/attualita/coronavirus-quanti-posti-letto-per-la-terapia-intensiva-ci-sono-in-italia-e-a-cosa-serve/

http://www.medicinapiccoledosi.it/medicina-integrata/coronavirus-futuro-tecnocrazia/

Riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera: i numeri Regione per Regione dato aggiornato al 14 gennaio 2013 http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?menu=notizie&id=663 non credo che vi sia stata un’inversioe di tendenza negli ultimi 7 anni…

Un pensiero riguardo “Effetti collaterali

  1. Abbiamo tutti persone anziane, in famiglia che amiamo ma invito a guardate questo video di Matteo D’Amico con obiettività prima che sia segnalato e oscurato, l’autore analizza dati epidemiologici che fanno capire quanto le informazioni sulle morti da coronavirus siano state incomplete e la sua pericolosità sia stata amplificata, guardatelo se siete preoccupati e fatelo vedere per rassicurare chi dovesse essere preoccupato, non vi allarmate e guardatelo con calma, buona visione:

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