Lo spreco approvato e la pulizia delle Coscienze

Riprendo un articolo riportato su www.informarexresistere.fr riguardante i prodotti Amazon (ma anche altre catene di distribuzione seguono lo stesso iter commerciale) ed il oro fine vita a vita non ancora cominciata. Si tratta di prodotti NUOVI portati in discarica, e non so se smaltiti, senza nemmeno essere usciti dai magazzini dalla porta principale. Oggetti nuovi, che non hanno nemmeno avuto l’opportunità di assaporare uno scontrino di vendita, di essere sottoposti a garanzia protettiva contro i guasti, perché i guasti non li vedranno, MAI.

Così vengono smaltiti gli oggetti invenduti dopo un certo periodo di tempo; portati direttamente in discarica.

Si legge nell’articolo:

Il programma Capital di M6, ripreso da Le Figaro mettono in luce una verità poco conosciuta delle vendite online attraverso la piattaforma Amazon, parlando del caso francese, ma presumibilmente ampliabile anche ad altre località nel mondo.

La distruzione dei prodotti nuovi. Scatole di Lego da 128 euro, televisori, libri, tutti questi prodotti vengono portati in discarica e distrutti nuovi, mai aperti, come testimoniato dai giornalisti che hanno effettuato pure il tracking di alcuni prodotti tramite gps e quindi hanno seguito la distruzione attraverso un drone.

Esiste un deposito dell”Ultimo viaggio” a Saran, vicino ad Orleans, dove i prodotti morituri vengono raccolti dalle cinque piattaforme francesi prima di essere distrutti, nuovi, intonsi.

Ma non è il caso isolato di Amazon, abbiamo detto. Anche gli invenduti alimentari, confezionati alla mattina e non venduti alla sera finiscono dritti, dritti nel cassonetto. Lo afferma una circolare Esselunga in parte riportata di seguito

I piatti pronti e i prodotti indicati nella lettera sono referenze delicate dal punto di vista della deperibilità (di brevissima durata e altissima rotazione e prodotte in stretta correlazione con le necessità di vendita e quindi con limitate quantità di invenduto) e non sono prodotti pre-confezionati (ossia confezioni sigillate e protette da possibili contaminazioni con l’esterno). Il pericolo che la non corretta gestione di questi prodotti all’esterno del negozio possa andare ad interrompere la catena del freddo o comunque a comprometterne l’igiene con il rischio che diventino quindi alimenti non sicuri per il consumo, non rende per ora accettabile da Esselunga la donazione.

Fonte: ilfattoalimentare.it

Ed è tutto normale, addirittura mostrato come una forma di protezione sanitaria e salutistica.

Ma andiamo a vedere cosa viene organizzato, con il beneplacito di questi supermercati, in un ben preciso periodo dell’anno, e più precisamente l’ultimo sabato di novembre, a ridosso delle festività natalizie, guarda caso:

Giornata Nazionale della Colletta Alimentare che si svolge ogni anno nell’ultimo sabato di novembre, con una raccolta di generi alimentari non deperibili presso i supermercati italiani e durante la quale si chiede ai clienti di donare una parte della loro spesa ai bisogni dei più poveri.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Fondazione_Banco_Alimentare

colletta alimentare 2015-2.jpg
Volontariato pre natalizio, multietnico e pulitore di coscienze

Geniale trovata di marketing con la quale ottenere il duplice effetto del protagonismo dei partecipanti, benefacenti solo per un giorno, giusto il tempo per essere immortalati da qualche giornalista, e l’incremento di fatturato del supermercato “buono per un giorno”.

Mentre da una parte i consumatori aggiungono soldi loro alla spesa, da consegnare a chi non se la può permettere, ma non solo per quel giorno, dall’altra la G.D.O. continua a vendere i suoi prodotti rincarati per sopperire allo scarto alimentare di tutti i giorni. Perché, a fine giornata, i pasticcini, i dolci, le torte e tutto il deperibile invece che finire alla mensa per gli indigenti viene fagocitato dalle ingorde bocche dei cassoni di metallo dei rifiuti; tanto paga il cliente…

In Svizzera sprecati 300 chili a testa di cibo ogni anno.jpg
Cibo ancora nei contenitori, gettato via

Quel cliente che, intanto che la merce deperisce nei contenitori a fine sera, acquista una mezza spesa in più per i suoi simili; con buona pace per il fatturato del supermercato. Faccio notare intanto che ogni anno solamente in Italia vengono letteralmente buttati 5 milioni e seicentomila tonnellate di alimenti ogni anno! Ma ci rendiamo conto!

E, saputo questo, abbiamo presente quanta stupidità c’è nella colletta alimentare, in gesti del genere, fatti solo per apparire i buoni di animo del momento, in quello approvato, omologato e concesso?

Saremo in grado di capire quanto falsi, perbenisti e opportunisti siamo? Quanto ipocriti nelle nostre coreografiche scenette teatrali per meritarci un posto in Paradiso? Quel posto non si ottiene mostrando e dimostrando ad alta voce ma facendo scelte intelligenti e soprattutto discrete.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...