Il Governo del cambiamento pronto a cambiare verso l’alto i limiti del 5G

Con buona pace di tutti i cittadini esposti a tali, nefaste, onde elettromagnetiche. Come appurato da ricercatori internazionali, 170 dei quali hanno portato avanti un appello da inoltrare all’ONU. Appello menzionato nella richiesta di approfondimento rivolta al governo italiano affinché ascoltasse prima di procedere. E invece…

Secondo le anticipazioni fornite da Il Sole 24 Ore e da Terra Nuova, il Governo Conte sarebbe ormai pronto ad innalzare i limiti soglia dell’irradiazione elettromagnetica, agevolando le compagnie telefoniche nell’iter procedurale per installare milioni di nuove antenne sul 98% del territorio nazionale grazie a un emendamento inserito nel Decreto Semplificazione. 

Non mancano preoccupazioni e proteste. Agostino Di Ciaula, presidente del comitato scientifico di Isde e referente dell’associazione per la Regione Puglia (ISDE Italia è tra i patrocinanti dell’incontro in programma a Vicovaro il prossimo 2 marzo), scrive sul suo profilo Facebook: «Lo scorso ottobre si è chiusa l’asta per il 5G, con la quale lo Stato ha incassato oltre 6,5 miliardi vendendo a privati le bande di frequenza che serviranno per questo scopo. Tra i ‘lotti’ era compreso quello della ‘banda millimetrica’ (frequenze superiori a 24GHz), la ‘banda pioniera per il 5G’ che permetterà di ‘abilitare nuovi modelli di business’ entro il 2020, con l’obiettivo di coprire entro il 2025 il ‘target delle aree urbane’».

Rischi per la salute

«Il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, intervenendo a un convegno sul 5G organizzato da Huawei, ha voluto rassicurare gli operatori che saranno soldi ben spesi: cercheremo di sviluppare il più possibile questa infrastruttura e ascolteremo gli operatori del settore’. Solo pochi mesi prima veniva pubblicato su una rivista internazionale un lavoro che dimostra come l’esposizione di fibroblasti umani (adulti e fetali) a 25 GHz per 20 minuti determina effetti sui cromosomi (aneuploidia) ben noti come predisponenti al cancro. È solo una delle tante evidenze scientifiche che fanno meritare l’aggettivo ‘scellerata’ alla scelta di procedere con decisione su questa strada ignorando completamente le possibili conseguenze sanitarie, l’impiego di limiti di legge che tutelino veramente gli esposti e i principi di prevenzione e precauzione».

Appello alla prudenza

«È sulla base di quelle evidenze che ISDE – continua Di Ciaula – ha promosso appelli a livello nazionale e internazionale per raccomandare prudenza. Questi e altri appelli sono stati sino ad ora raccolti da numerose comunità in giro per il mondo ma nessuna delle Istituzioni deputate alla tutela dell’ambiente e della salute di milioni di esposti sembra essere concretamente interessata a questo aspetto. Non siamo in grado di imparare dagli errori del passato e ripercorriamo periodicamente la strada dell’amianto (primo caso di tumore descritto nel 1935, messa al bando in Italia nel 1992, con effetti che dureranno ancora decenni), del piombo (tossicità nota dal 1839, rimozione dalle benzine negli anni ’80 e numerose sorgenti inquinanti ancora attive), di molti pesticidi e di centinaia di altre sostanze tossiche per le quali la scienza è rimasta inascoltata per decenni prima di provvedimenti legislativi utili. L’evoluzione tecnologica e il progresso delle infrastrutture non devono essere ostacolati o demonizzati ma dovrebbe essere cambiata l’unità di misura per valutarli. Questa, nel rispetto dell’articolo 41 della Costituzione, non può essere solo il PIL o l’interesse economico. Dovrebbe anche tener conto della salute degli esseri umani e della salubrità dell’ambiente che li ospita».

«Occorrono pareri esenti da conflitti di interesse»

Perplesso anche l’Avv. Stefano Bertone dello studio torinese Ambrosio & Commodo (sarà tra i relatori del meeting Stop 5G, è il legale della nota vicenda Marcolini, il manager bresciano a cui nel 2012 la Cassazione confermò ‘oltre ogni ragionevole dubbio’ il nesso causale telefonino=cancro):  «In audizione Tim/Wind della 9° commissione, il mese scorso, è stato affermato dal presidente che l’indagine conoscitiva toccherà anche il tema salute – sostiene Bertone – ma è indispensabile garantire al Parlamento italiano l’acquisizione di pareri diversi da quelli dell’industria o suoi affiliati. Diverse voci esistono, anche solo in Italia, e sono in grado di mettere in crisi sotto il profilo regolamentare, medico, legale, quanto finora affermato dalle persone audite in Commissione Telecomunicazioni. Centinaia di scienziati chiedono non solo una moratoria della tecnologia 5G, ma che gli attuali limiti fissati nel 2003 vengano ridotti di diversi ordini di grandezza stante le acquisizioni scientifiche più recenti. Il Governo ha tra le mani una questione estremamente delicata, con ripercussioni sulla salute collettiva di decine di milioni di persone».

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