Fallaci prove di sovranismo individuale. Io sono eterna Essenza

Io sono Eterna Essenza. Questa è la dichiarazione di un documento che è stato divulgato da O.P.P.T., acronimo di One People Public Trust, un movimento che ha avuto origine in America e che ha fatto la sua apparizione pubblica nel dicembre 2012 con l’intento di liberare tutti gli esseri umani dai debiti attraverso una dichiarazione di sovranismo individuale.

SEC logo.jpgTutto è partito dalla scoperta che l’Italia, insieme ad altri Stati, è iscritta al S.E.C. (Security Exchange Commission, paritetica alla nostra CONSOB che si occupa della vigilanza sulle S.p.A. quotate in borsa). L’Italia al pari di una qualsiasi ditta? Ma non è una Repubblica dal 1946 (dal latino: res publica, cosa pubblica)? E qui la cosa suona strana, certamente. Se poi mettiamo in conto che anche la tanto temuta ex Equitalia ha, o aveva, sede nel Delaware, uno dei cinquanta Stati americani, noto come paradiso fiscale, allora la cosa si fa fumosa…

Ma quello che è di mio interesse focalizzare è stata la mia esperienza in tale movimento che mi ha portato a dedurre che, nonostante la buona volontà nel portare benefici a un singolo individuo e di conseguenza ad una collettività, tutto ciò si è rivoltato contro per Il fatto stesso di non avere compreso in maniera profonda ed estesa il significato della parola “Essenza”. Come Essenza noi definiamo un prodotto raffinato e scremato da tutto ciò che le fa da corollario, come l’estratto di un profumo, chiamato appunto “essenza”, che altro non è che il principio attivo che determina la fragranza di quel fiore e che viene estrapolata togliendo tutte le parti che le stanno intorno, che la completano.

Prendendo ad esempio l’assioma di Ermete Trismegisto “Come in alto così in basso, come dentro così fuori”, possiamo riportare la stessa affermazione su noi stessi. La parte pura di noi stessi rimane tale se depurata appunto da tutto ciò che la inquina. E per effettuare una reale depurazione non basta redigere una semplice dichiarazione con scritto “Io sono” perché sarebbe come accreditarsi un titolo senza averne in meriti. Ogni azione volta a liberare la nostra Essenza, e di conseguenza ad espandere la nostra Coscienza, richiede uno sforzo e tanta perseveranza, anni di lavoro su di sé. Richiede il fronteggiare le paure, cambiare le abitudini, limare fino a dissolvere i vizi, cambiare il modo di parlare e di relazionarsi… Invece nelle riunioni alle quali ho partecipato ho visto solo le stesse persone di sempre con in mano la loro dichiarazione; e nulla più. Ho percepito, palpabile nell’aria, una sensazione di mitomania che si è poi palesata quando mi mettevo a dialogare con loro.

E dato che, se tutto ciò che facciamo ha solide basi ed un intento puro, esso rimane; oppure lascia indelebile traccia. Invece del movimento nulla più si sa, e nulla ha lasciato se non un cumulo di debiti non pagati e immobili pignorati, cartelle esattoriali che ritornano a bussare alla porta di casa e multe che non lasciano scampo. A quanto pare siamo di fronte all’ennesimo movimento nato per imbrigliare chi anela al risveglio ma è ancora ingenuo, con il fine di abbatterne il morale dopo averne fomentato gli entusiasmi. Ricorda nulla questo modo di operare ad effetto yo-yo? Sarà per caso anche questo movimento nato con l’intento di foraggiare energeticamente  una certa élite oligarchica?

Per comprendere cosa muove l’animo umano con le relative conseguenze, calza a pennello l’esempio della storia di due lupi, tratta da un racconto Cherokee, che in sintesi dice così:

“Dentro noi vi sono due lupi, uno bianco e uno nero.

lupo-bianco-e-nero.jpg

Il lupo bianco è buono, gentile e innocuo. Vive in armonia con tutto ciò che lo circonda e non arreca offesa quando non lo si offende. Il lupo buono, ben ancorato e forte nella comprensione di chi è e di cosa è capace, combatte solo quando è necessario, e quando deve proteggere sé stesso e la sua famiglia. Anche in questo caso lo fa nel modo giusto. Sta molto attento a tutti gli altri lupi del suo branco e non devia mai dalla propria natura.

Ma c’è anche un lupo nero che vive in ognuno, ed è molto diverso. E rumoroso, arrabbiato, scontento, geloso e pauroso. Le più piccole cose gli provocano eccessi di rabbia. Litiga con chiunque, continuamente, senza ragione. Non riesce a pensare con chiarezza poiché avidità, rabbia e odio in lui sono troppo grandi. Ma la sua è rabbia impotente, figlio mio, poiché non riesce a cambiare niente. Quel lupo cerca guai ovunque vada, e li trova facilmente. Non si fida di nessuno, quindi non ha veri amici. …Questi due lupi sono in continua lotta dentro di noi…

“E chi vince?” chiede il nipote

“Quello che nutri…” risponde l’anziano saggio

Più chiaro di così…

 

 

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