Boati, spie russe, whistleblower, attentati…

È da un po che lo si sente dire, e da un po si attende che “qualcosa” accada, travolga tutto e tutti per ricominciare da zero. Vuoi un meteorite, una guerra nucleare, il passaggio di Nibiru, tre giorni di buio e via di seguito. Tutto ciò che i profeti hanno detto va letto sotto un’altra chiave, non certo quella descritta dal nostro modo di intendere e volere.

Nella Bibbia si legge che “verremo colti come un ladro nella notte” e quale assioma descrive meglio il tempo che verrà? Reminiscenze di antiche civiltà e loro tragica scomparsa a parte, si percepisce palpabile nell’aria una sensazione di attesa. Tra chi cerca di vederci chiaro nella nebbia dell’ignoranza si sente parlare in giro di eventi ridondanti, di improvvise immagini mentali che preannunciano un evento che di lì a poco si materializza, il sorgere nei pensieri il volto di una persona che poco dopo si incontra…

E nel contempo una serie di eventi mondiali, che sono forieri di altri eventi da essi generati ma largamente previsti, si svolgono nel teatro mondiale.

  • Il caso Facebook e del suo “improvviso” crollo in borsa.

FacebookDislike.jpgEvento già annunciato poco tempo fa dal “filantropo” George Soros per frenare l’ondata di populismo che sta attraversando il globo (ossia il popolo che chiede rispetto, sia mai!) veicolato appunto dai social network.

Scrive il sito Agi.it sull’intervento di Soros a Davos a gennaio di quest’anno:

“Facebook e Google schiave del loro monopolio, ma la musica sta per cambiare”

George Soros.jpg
George Soros

 

“È solo una questione di tempo prima che si rompa il dominio globale dei monopoli statunitensi sulle tecnologie dell’informazione. Davos è un buon posto secondo me per fare un annuncio: i loro giorni sono contati, la regolamentazione e la tassazione saranno la loro rovina, e il Commissario europeo per la concorrenza (Margrethe Vestager, ndr) sarà la loro nemesi”. 

Fonte: www.agi.it

Reo di non aver censurato a sufficienza, Facebook è ora condannato a perdere profitti, e forse è anche un bene perché qualcuno comincerà a farsi delle domande e a comprendere anche le implicazioni derivanti dal delegare la gestione della propria identità e delle informazioni personali ad enti terzi, totalmente privati, che altro non sono che serbatoi di informazioni “soft”. Un bel sistema non c’è che dire. Un sistema alla Hegel dove basta creare un servizio apparentemente innocuo affinché gli ingenui umani lo usino, convinti che non vi sia nulla di male. È chiaro che il pesce non avrebbe abboccato se a chiedere i loro dati direttamente fosse stata una ditta specifica, con tanto di modulo da compilare. E no, per quello è nata l’informativa sui dati personali che dobbiamo firmare per l’erogazione di qualsiasi servizio e di cui è responsabile il garante sulla privacy; a dir poco ridicolo.
Ma perché accanirsi tanto sulle informazioni personali?
Lo abbiamo già ribadito altre volte e non ci stancheremo di ripeterlo; consiglio di andare a leggere il saggio “Il ruolo dell’America nell’era tecnotronica” scritto da Zbignew Brzezinski nel 1971 e menzionato QUI dove afferma esplicitamente “Il potere è in mano a coloro che controllano le informazioni”. In una frase la sintesi di tutto. Lo si potrebbe anche leggere in chiave scientifico/spirituale evolutiva ma è una dissertazione che richiederebbe troppo spazio.
Ed il caso “Facebook” non può non avere i suoi attori, complici di recitare la parte fino in fondo, come Steve Bannon, vice della società “Cambridge Analityca” che ha fatto affari con il social mondiale, che per tirarsi fuori smentisce la sua implicazione nella vicenda, incolpando invece il CEO Alexander Nix (fonte: www.lastampa.it). E come in tutte le buone famiglie ecco spuntare l’eroico whistleblower, o “spifferatore” in italiano, Christopher Wylie del quale Repubblica.it scrive:
L’autore della soffiata sui 50 milioni di profili Facebook trafugati, d’altra parte, non fa di professione l’agente segreto, nemmeno alla lontana come era Edward Snowden, lo specialista di software della Cia e della National Security Agency che è stato la fonte delle rivelazioni sul Datagate. Intervistato dal Guardian, lui si descrive provocatoriamente così: « Sono il gay vegano canadese che ha creato la fottuta macchina da guerra psicologica di Steve Bannon » , alludendo alle tecniche di propaganda usate dal manager della campagna elettorale di Trump per vincere la corsa alla Casa Bianca.
Come non leggere tra le righe il messaggio di compassione da portare verso gli omosessuali, altro scalino della finestra di Overton da aggiungere affinché siano totalmente accettati, normati e comuni. E come non leggere la strisciante allusione alla vittoria di elettorale di Trump a colpi di influenze mediatiche; povera Clinton.
Tutto un perfetto stile Soros&CO.
  • Il caso “Skripal”

Scrive il blog di UnoEditori:

Skripal ex spia russa .jpg

Sergei Skripal con la figlia poco prima di essere ucciso

Putin è stato riconfermato alla guida della Russia con un risultato plebiscitario e di fronte al popolo riunito per festeggiare il quarto mandato presidenziale ha parlato per la prima volta del caso Skripal: pensare che la Russia sia colpevole dell’avvelenamento «è una sciocchezza»[1], ha detto.

Le presidenziali sono state infatti precedute nei giorni scorsi da una massiccia campagna antirussa a causa della spy story che ha visto l’avvelenamento dell’ex agente russo traditore Sergei Skripal, nome in codice “Forthwith”[2], (lett. “immediatamente, senza indugio”) − a libro paga dei servizi di intelligence britannici − e di sua figlia Yulia, nella città di Salisbury dove i due vivono vicino all’ex agente britannico che aveva reclutato nel 1995 Skipral: Pablo Miller. Questi lavora anche per la Orbis Business Intelligence[3], ossia l’agenzia che ha raccolto materiale “sporco” su Donald Trump[4]. Si tratta del dossier di 35 pagine che sostiene che i russi siano in possesso di informazioni compromettenti per ricattare il presidente eletto degli Stati Uniti, da cui è partito il Russiagate.

Fonte: unoeditori.com/blog

  • Attentato a Trebes, Francia

Quattro giorni fa un estremista islamico, modello Charlie Hebdo, Promenade di Nizza, Bataclan, entra in un supermercato a Trebes al tradizionale grido di “Allah Akbar®” marchio registrato ISIS ©, emule del collega che assalì il supermercato Hyper Kasher di Porte de Vincennes nel 2015.

Il terrorista viene ucciso, sia mai che possa essere interrogato e spifferare la verità. Così come vene ucciso sul suolo italico Anis Amri, il terrorista responsabile (dicono) della strage di Berlino con il TIR lanciato sul mercatino di natale nel dicembre 2016. Ma la scena teatrale non poteva essere tanto credibile se prima non veniva coronata dall’eroe di turno, il tenente colonnello Arnaud Beltrame, offertosi come ostaggio di scambio e rimasto vittima del marocchino terrorista (dicono).

E quando si dice il “caso”, come per tutti gli attentati, dalle Torri Gemelle, alla metropolitana di Londra, all’avvelenamento della ex spia Skripas e figlia, ci sono sempre esercitazioni militari in corso, come menziona il sempre puntuale Maurizio Blondet, che sul suo sito scrive:

Arnaud Beltrame tenete colonnello.jpg
Il tenente colonnello Arnaud Beltrame

Anche a Carcassonne c’è stata un’esercitazione. E simulava proprio “una strage di massa che ha avuto luogo in  un supermercato”. E’ accaduto a Carcassonne, il 13 dicembre. E a guidare l’esercitazione coi suoi 60 uomini, era  il tenente colonnello Arnaud  Beltrame.  (Altro caso, no? n.d.r.) Quello che il  23 marzo ha offerto di sostituirsi a  un ostaggio, una donna, e il terrorista Redouane Lakdim , 25 anni, ha accettato.

E’  sottinteso  che è stato ucciso dal terrorista, ma  se invece magari dalle teste di cuoio  durante l’irruzione? Macron lo celebra, la Francia lo piange. Ci mancherà anche il suo commento su chi, come e perché  ordinò quella esercitazione profetica.

Fonte: www.maurizioblondet.it

 

  • Finale col botto; due esplosioni nel cielo del Nord Italia

Aereo supera la barriera del suono-2.jpgSono decollati dalla base di Istrana, in provincia di Treviso, i due caccia intercettori Eurofighter dell’Aeronautica militare che fra le province di Bergamo e Varese hanno infranto il muro del suono, diffondendo l’allarme fra la popolazione. I due caccia, spiega l’Aeronautica militare, sono decollati per intercettare un aereo Boeing 777 dell’Air France, proveniente dall’Isola della Reunion e diretto a Parigi, per un mancato contatto radio con gli enti di controllo italiani. I due caccia, per minimizzare i tempi, sono stati autorizzati a superare la barriera del suono.

Così scrive Il Foglio per cui potremmo chiudere qui. Se non fosse che nell’articolo non è stato menzionato il fatto che i boati si sono sentiti distintamente da Bergamo ad Ivrea fino ad Aosta. Decisamente lungo il tragitto percorso dall’onda sonora tenendo conto del fatto che essa si attenua lungo il percorso. Non ci sarebbe da stupirsi se si scoprisse la solita collusione tra media e forze governative come l’Areonautica militare italiana che ha diramato il dispaccio rassicurante sui due caccia intercettori. Un po come pretendere di avere chiarimenti sulle aviodispersioni di particolato telefonando al CNR di Bologna (provate a farlo e vi farete due risate, invece che arrabbiarvi).

Riguardo a queste anomalie occorre precisare che lo stesso boato esplosivo è stato udito nel Sud Italia il giorno stesso ma nel pomeriggio:

Dopo l’evento di stamattina intorno alle 11:15 al Nord/Ovest, pochi minuti fa, nel pomeriggio e precisamente verso le 16:30 un altro “boom sonico” è stato avvertito dalla popolazione di Bisignano, Luzzi e Acri, nella zona settentrionale della Valle del Crati, a Nord di Cosenza.

Fonte: www.strettoweb.com

Ma nessuna segnalazione di aerei dirottati e nemmeno di caccia supersonici. D’altronde il Sud importa meno del Nord. Basta vedere la copertura mediatica fatta su tutti i quotidiani per il fatto occorso al Nord, quasi completamente assente per il medesimo fatto successo in Calabria.

Per approfondire e per avere una diversa versione dei fatti consiglio l’articolo su tankerenenemy.com: Boati nel Nord Italia: false le spiegazioni dell’aeronautica militare

In tutto questo sorge una domanda: a che pro? Sarà per distogliere l’attenzione da altro creando allarmismo? Oppure creare tensioni e paure per immobilizzare la rivoluzione delle Anime?

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