Pignoramento prima casa. Una banca e un tribunale; e un privato tra l’incudine e il martello

A cura di Andrea Pilati

La storia che sto per raccontarvi ha del paradossale se non del tragico. A Parona, in provincia di Pavia, vive una famiglia che anni fa ha acquisito la casa attraverso un mutuo acceso con la banca. E fino a qui niente di strano… Ma Antonio Marocco, 75 anni, che ha contratto il prestito nel 1994 richiedendo la somma di 200 milioni di vecchie lire, ad un certo punto si è trovato in difficoltà a pagare le rate quando gli mancavano meno di diecimila euro per estinguerlo. A quel punto è scattata la mano santa della banca che ha richiesto il rientro del mutuo, cosa che Antonio non è riuscito a fare. E la casa è andata all’asta.

Passa il tempo e la casa viene proposta in vendita per due, tre, quattro aste… sempre andate deserte. La legge (ed il buon senso) direbbero che oltre queste procedure non si può andare per cui il procedimento esecutivo avrebbe dovuto estinguersi. Ma la decisione in ultima istanza spetta al giudice che, a quanto sembra, di buon senso ne abbia poco visto che siamo arrivati alla ottava asta ed il prezzo di vendita di 26.500 euro allo stesso giudice è sembrato congruo. Peccato che la valutazione del tribunale fosse di 320.000 euro! Congruo, signor giudice?

Non so, ma io sento puzza di bruciato, di collusione… Ma sto pensando male. Non per niente la procura di Brescia ha aperto un fascicolo per corruzione contro il tribunale di Pavia come riportato nel nostro articolo https://traterraecielo.live/2018/01/05/banche-e-pignoramenti-siamo-agli-estremi-della-delinquenza/

Il 18 di gennaio l’ultima asta ha visto la casa di Antonio e famiglia andarsene in altre mani, per una cifra irrisoria.

Bisogna considerare che il prestito, estinguibile all’origine della vicenda con 9.900 euro, ha maturato 38.500 euro di interessi! Ricordiamo che le banche non ci rimettono mai quando erogano denaro a debito perché esse lo creano dal nulla nel momento della richiesta di qualunque finanziamento. Il loro è solo un gioco sporco intrecciato di opportunismi, interessi, collusioni. Mafia allo stato puro condito di crimine contro la società.

Fatto sta che ora Antonio e famiglia hanno 120 giorni di tempo per lasciare l’abitazione e pochi giorni per fare ricorso contro la palese decisione illegale del giudice.

La notizia è apparsa sui giornali locali e nazionali nonché ripresa da Canale Cinque e Rete Quattro. Anche la segreteria di un alto rappresentante del Senato si è fatta sentire promettendo supporto (addirittura!) ma della sua voce non si è più levata eco. Si sa, siamo sotto campagna elettorale…

Ora altri avvocati si sono occupati della vicenda e prevedono di portare il fatto presso la Procura di Brescia che ha già avuto un precedente con il Tribunale di Pavia. In ringraziamento a “Favor debitoris” per l’interessamento.

In merito riporto quanto dichiarato dal Sig. Pastore rappresentante dell’Associazione, in una intervista:

Domanda

Lei, Dottor Pastore, è un costruttore che ha operato anche qui in zona Pavia. Come giudica la situazione del signor Marocco?

Risposta

Non entro nelle motivazioni giuridiche, dico solo che se ci sono stati degli sbagli chi ha sbagliato dovrà essere punito,  Innanzitutto dalla propria coscienza per quanto riguarda i Banchieri che permettono queste follie e gli avvoltoi che ne approfittano.  dalle leggi dello stato se risulterà che dipendenti dello Stato hanno sbagliato.

Ma vorrei porre una domanda, con tutto il rispetto del dolore del signor Marocco, che interessa tutti gli italiani:

Se quanto scritto nell’ordinanza che mi ha fatto leggere Marocco dal magistrato di Pavia rispecchia l’orientamento della magistratura italiana dobbiamo dire con chiarezza che queste posizioni sanciscono la fine del mercato immobiliare e l’impossibilità della ripresa dell’economia italiana che senza ripresa del mercato immobiliare (basti vedere l’esempio statunitense) non si riprenderà mai.

la casa  di Marocco era stata periziata dal tribunale di Pavia Il 24 ottobre 2014 per un valore di €320000

Superficie Commerciale fabbricato con sedime pertinenziale: Mq. 410,00

Superficie Commerciale terreni Mq. 1.547,00

Il magistrato che sovrintende all’esecuzione, relativamente alla richiesta di bloccare l’esecuzione stessa perché un prezzo di vendita pari a €26500 è un prezzo vile che non ristora i creditori e lascia al debitore gran parte del suo debito da cui sarà perseguitato per tutta la vita, emette un’ordinanza in cui afferma testualmente:

Osservato che il prezzo di vendita dell’immobile pignorato ad oggi pari a € 26.500,00 può ritenersi congruo rispetto al tipo di immobile e alla sua localizzazione”

Permettetemi una prima  domanda: per il tribunale di Pavia  è congruo un valore degli immobili di euro 60 al metro quadrato? Sono valutazioni valide solo a Pavia o senza che me ne accorgessi €60 al metro quadrato sono sufficienti per costruire un immobile?

Ma continuiamo

Queste essendo notoriamente le ormai stabilizzate condizioni del mercato immobiliare e riferendosi la perizia estimativa in atti a condizioni di mercato ormai definitivamente tramontate”

Permettetemi una seconda osservazione: il tribunale di Pavia certifica un crollo dei valori immobiliari del 92% in 3 anni  e tre mesi. Questo vuol dire che la ricchezza nazionale italiana, riposta per il 70% in immobili (le nostre prime case identiche a quelle di Marocco) per 6600 miliardi di euro su 9500 miliardi di ricchezza totale delle famiglie è scesa a 400 miliardi di euro  per gli immobili e la ricchezza italiana si è praticamente dimezzata.

Siamo tutti più poveri e il tribunale di Pavia certifica questo Impoverimento

Ma non è finita,

“In merito si comunica che è prassi di questo, come di altri uffici giudiziari prendere in considerazione la possibilità di estinguere la procedura per antieconomicità solo al raggiungimento della soglia di 15.000 euro del prezzo di vendita”

È vero questo? Se è vero viene certificata la morte del mercato immobiliare  e l’impoverimento a livelli Greci dell’intera società italiana.

Mi auguro che qualche voce responsabile intervenga per bloccare questa deriva.

Sicuramente tutto andrà bene, a prescindere che quella casa ritorni ad Antonio.

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