La politica la fanno le banche (ma noi possiamo cambiare gioco)

Per chi ancora non lo avesse capito a decidere chi, come e quando deve governare lo sono coloro che hanno sovvenzionato i vari partiti. Come per un mutuo, che se non paghi ti pignorano la casa anche se hai giustificati motivi e problemi intercorsi (problemi creati ad hoc e nei tempi giusti e previsti dalle stessa banche) come il caso di Antonio Marocco, anche in politica, se non ottemperi al programma indicato nelle clausole contrattuali ti tagliano fondi e gambe. Come?

Il semplice ricatto amplificato dai loro organi di stampa ed attuato nel loro ufficio contrattazioni pubbliche che Loro chiamano Borsa.

Padoan e spread su Repubblica.png
Articolo apparso sulla versione on line della nostra fonte di informazione del Sistema; la repubblica.it

Gli investitori sono i veri elettori, coloro che determinano se uno Stato deve avere o no un governo, a loro piacendo ed a loro immagine e somiglianza. Ci vorrebbe un vero politico che abbia il coraggio di distruggere tutto il sistema economico dalle fondamenta, facendo approvare una legge che tuteli gli interessi economici della sua nazione, che sleghi la politica dal cappio del denaro altrui ed emetta denaro proprio.

Anche perché é esattamente quello che fanno le banche.

Succede che un economista a nome di Marco Saba si sia fatto il giro di alcune banche intervenendo nelle annuali assemblee dei soci dove ha denunciato loro la totale mancanza di trasparenza nella creazione di denaro a fronte della richiesta di prestito.

La cosa è venuta fuori anche a livello nazionale, menzionata da un quotidiano come La Verità, a onor del vero in maniera superficiale e velatamente scanzonatoria.

Saba verso Carige e bilancio in nero.png

Il giornalista riporta la soccombenza nella sentenza si primo grado del giudice verso Saba ma sarebbe meglio se avesse puntato il dito sulla creazione dal nulla di quei miseri 25 miliardi di euro. E se, a fronte delle ricerche di Saba, in Italia ogni banca ha nei suoi armadi scheletri per qualche miliardo possiamo comprendere quanti miliardi siano stati messi in circolazione sotto forma di debiti, in virtù del fatto che di banche sul territorio ce ne sono circa 600. E il famigerato debito pubblico allora?

Già nel giugno del 2014, durante l’assemblea dei soci Unicredit, Saba afferma:

Eccepisco che il bilancio di Unicredit doveva tenere conto del fatto che le banche, oltre ad una marginale attività d’intermediazione, creano nuovo denaro ogni volta che lo prestano o investono, un fatto confermato in maniera netta – di recente – da Bernard Maris, Consigliere Generale della Banca di Francia, e peraltro ribadito nel bollettino della Banca d’Inghilterra n.1 del 2014.

Fonte: nicolettaforcheri.wordpress.com

Lo spread, lo spread!!Comparando questi fatti si può dedurre come la questione “spread” altro non sia che lo spauracchio e la minaccia ai politici tenuti al guinzaglio dai proprietari delle nazioni, esattamente come accade in piccolo con i proprietari di case che, precisiamolo, non sono gli acquirenti ma le banche che hanno erogato loro il prestito a garanzia della casa/nazione; per giunta con moneta falsa.

Di questo fatto ne parlano molti ricercatori indipendenti e giornalisti freelance che operano in quei territori in cui la stampa mainstream non si cala.

Qui una analisi dal sito www.affaritaliani.it

Spread bufala
Sul sito affaritaliani.it è riportato anche il resoconto dello spread nei principali Paesi europei che nulla differisce da quello italiano

Ci siamo forse dimenticati cosa successe nel 2012 prima sotto il dominio… ops, governo Monti? Chi non ricorda l’impennata del differenziale Btp-Bund che nel 2011 portò alle dimissione del governo Berlusconi e la discesa in campo di Mario Monti!? Con la stagione lacrime e sangue che subentrò!?

Quindi, cosa fare? Abbiamo le mani legate? Chiaramente no. Ogni debito è regolato dalla Legge alla quale ogni Istituto bancario si attiene. Dopo varie cause perdute e risarcimenti milionari restituiti a privati ed aziende, nel 2009 è stato istituito l’ABF, l’Arbitro Bancario Finanziario, organo misto che ottempera alla funzione di mediazione tra banca e cliente nel caso in cui quest’ultimo sia stato vittima di vessazione fraudolenta da parte della banca. Si parla di anatocismo e usura, illeciti civili e penali, con i quali la banca che li ha praticati è costretta a restituire una grossa percentuale degli interessi, delle spese e delle remunerazioni a qualsiasi titolo richieste al cliente. E questo a fronte di qualsiasi prestito, sia esso un mutuo, un leasing, un affidamento di qualsiasi tipo, un derivato, un finanziamento… anche chiuso da non più di 10 anni, come recita la prescrizione. Anche qui si parla di miliardi di risarcimento e chiunque potrebbe comprendere che questi soldi altro non sono che la stagnazione, voluta e progettata, dell’economia ed il nostro benessere in mano ad altri.

Le decisioni dell’ABF non sono vincolanti come quelle del giudice ma, se l’intermediario non le rispetta, la notizia del loro inadempimento è resa pubblica. Dopo una decisione dell’ABF, la parte interessata può comunque ricorrere al giudice ordinario.

In ciascun Collegio l’Organo decidente è composto da cinque membri:

  • il Presidente e due membri sono scelti dalla Banca d’Italia;
  • un membro è designato dalle associazioni degli intermediari;
  • un membro è designato dalle associazioni che rappresentano i clienti (imprese e consumatori).

Per arrivare però ad una vittoria, è consigliabile affidarsi ad un servizio di tutela da parte di consulenti esperti del settore, dipendenti certificati di ditte specializzate in questo contesto. Essi si incaricheranno di consigliare (da qui “consulente”) la strada più efficiente ed efficace per raggiungere l’obbiettivo risarcitorio.

Una di queste che consiglio di contattare è Mr Rights sul cui sito potrete trovare tutte le risposte in merito a queste procedure appena esposte.

 

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