Climatologi pro e contro sul terribile Global Warming e l’inquinamento programmato. Quello delle nostre menti

Riprendo un articolo scritto pochi giorni fa, intitolato “Ci scusiamo per la siccità, è il Global warming“, per agganciarlo ad alcuni articoli tratti dal sito di Maurizio Blondet (www.maurizioblondet.it) facendone una raccolta con senso logico per capire meglio le cose come stanno in merito al clima e tutto ciò che fa da corollario.

Iniziamo con questa diatriba tra climatologi statunitensi incentrata sulle analisi climatiche mondiali che riguardano il famigerato “Global Warming” ossia l’innalzamento repentino delle temperature causato dalla scellerata attività antropica. Su queste ultime tre parole condivido appieno; un po meno sull’innalzamento delle temperature.

Riporto parte dell’articolo di Blondet:

IL CLIMATOLOGO ALLARMISTA HA FALSIFICATO I DATI, SANCISCE IL TRIBUNALE.

Il climatologo allarmista Penn State (Pennsylvania University n.d.r.), Michael  Mann, detto “Hockey Stick” (bastone da hockey) ha commesso  disprezzo della corte nel “processo di scienze del clima del secolo”. Il noto allarmista sfida il giudice e si rifiuta di consegnare i dati per una verifica aperta del suo modello. Uno solo il possibile risultato: umiliazione, sconfitta e probabile indagine penale di Mann negli Stati Uniti.

Il climatologo canadese di 79 anni, il dottor Tim Ball, che Mann aveva trascinato in giudizio, darà probabilmente mandato ai suoi avvocati della British Columbia per ottenere sanzioni punitive  contro Mann, inclusa la pronuncia che Mann ha agito con intento criminale utilizzando fondi pubblici per mettere in piedi una frode sui dati climatici. L’imminente sconfitta di Mann è destinata a riverberarsi in tutto il mondo all’interno della comunità di scienze del clima, in quanto l’esito sarà un avallo legale e scientifico alle affermazioni del presidente Usa Donald Trump che le storie allarmiste sul clima sono una menzogna.

continua sul sito della fonte

La cosa si fa seria; se il giudice condanna Mann, il creatore del riscaldamento globale, significherebbe la rivisitazione di tutto l’indotto: non potrebbero più giustificare l’emissione del cosiddetto “innocuo vapore acqueo” dagli scarichi degli aerei, la moria delle api, lo spiaggiamento di fauna ittica di ogni tipo, l’improvvisa moria di pesci in fiumi e laghi, l’insorgenza di nuove patologie legate soprattutto alle infezione alle vie aeree, le eccessive piogge fino alle “bombe d’acqua”, gli anomali eventi climatici estremi in zone inconsuete…

I climatologi del Sistema ci dicono che l’uscita degli USA dagli accordi di Parigi sul clima determinerà un incremento dell’inquinamento da emissioni di CO2; i colpevoli indiretti saranno chiaramente gli automobilisti che non si sforzano di fare la loro parte di consumatori sostituendo le loro auto con quelle a basse emissioni ma ad alti costi, meglio se ibride o totalmente elettriche; e pazienza se dovranno svenarsi.

Altra notizia a riguardo del riscaldamento globale la troviamo su La Stampa.it dove esce un articolo che evidenzia l’errore sulla stima dello scioglimento dei ghiacci himalayani. Gli esperti dell’ONU sul clima affermavano:

Nel 2007 l’Ipcc aveva infatti previsto che, se la tendenza al riscaldamento climatico resta quella attuale, i ghiacciai dell’Himalaya si scioglieranno entro il 2035, e forse anche prima. Sconvolgendo le vite di circa 2 miliardi di persone che vivono con l’acqua che scende dalla catena montuosa più alta del mondo.

Ad oggi rivedono i dati e correggono l’errore: non si scioglieranno nel 2035; rivedremo le stime” affermano infatti oggi i climatologi dell’ONU.

Diciamo che la questione è controversa; da una parte la maggioranza degli scienziati afferma e conferma, dati alla mano, il riscaldamento globale. Dall’altra altre voci si levano sul fronte scientifico a detrazione di tale evento. La confusione regna sovrana, e questa confusione alberga soprattutto nelle nostre menti, e quando una mente è ofuscata la si può veicolare come meglio si crede, al pari di un sonnambulo.

Per questo motivo in questo blog si ribadisce sempre al fatto di tenere le orecchie e gli occhi ben aperti, adottando un atteggiamento scettico, anche nei confronti delle notizie passate da questo servizio.

Stime, dati, rapporti, rilevamenti… Si può manipolare di tutto a seconda di quello che si vuole ottenere. E per sapere se una notizia è manipolata basta guardare da altre parti, ossia cosa veicola in modo collaterale.

Riportiamo qui nuovamente quello che sono le affermazioni di John Coleman, co-fondatore di “The Weather Channel” il programma meteo più seguito degli States e ripreso da questo articolo:

Con il Global warming dovremo aspettarci rischi per la salute come annunciato o meglio profetizzato dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità già la sigla, presa parola per parola, è tutta un programma n.d.r.) come scritto in questo documento del 2015:

CAMBIAMENTI CLIMATICI E RISCHI EMERGENTI PER LA SALUTE 14-15 dicembre 2015 organizzato da ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ e MINISTERO DELLA SALUTE

N° ID: 063C15 Rilevanza per il SSN: La globalizzazione e l’urbanizzazione in atto rappresentano una sfida per la capacità di tutelare la salute pubblica a livello mondiale. L’impatto antropico sta modificando l’ambiente su scala globale. Questi cambiamenti possono avere effetti diretti e indiretti sulla salute delle popolazioni. Il corso è volto alla comprensione dei rapporti tra la salute e i cambiamenti climatici e i servizi ecosistemici come anche a esplorare la conoscenza rapida dei fenomeni e a individuare possibili soluzioni e le sfide insite nella realizzazione di tali soluzioni. Temi di prevenzione che trovano ampio spazio nel PSN. Obiettivo generale: Sicurezza ambientale e/o patologie correlate Obiettivi specifici Al termine del corso i partecipanti saranno in grado di: 1. Identificare i potenziali rischi legati ai cambiamenti climatici.

documento originale completo visionabile qui

Per chi lo leggerà invito a contare quante volte appare il temine “cambiamenti climatici” in seconda e terza pagina.

Ma non solo questo; si arriva addirittura a promuovere l’agenda “gender” sotto l’egida della lotta al global warming! Sembra paradossale ma è così, da come si evince dal documento che menziona il “Gender Policy and Action Plan”, una sorta di linea guida per parificare i sessi dando loro pari opportunità. Da qui in poi legare questo a “qualsiasi genere” il passo è breve. Ma io sono un complottista e quindi meglio no fidarsi.

Qui il documento

Ma continuando con la carrellata di notizie collaterale ci si deve anche domandare il perché si incentri tutto il discorso sull’emissione degli inquinanti da parte delle industrie e degli automezzi quando nel mare navigano tranquille e beate delle mega imbarcazioni che da sole inquinano come mezza Italia?

Qui un estratto dal reportage di Maurizio Blondet:

Sono cargo colossali, lunghi trecento metri –  Maersk ne ha di 400 metri, quattro volte un campo di calcio  –  perché più  sono colossali, più peso e containers possono trasportare, e quindi più il costo del trasporto diminuisce.  I loro titanici motori, onnivori,  bruciano  ovviamente tonnellate di carburante:  ovviamente il meno costoso   sul mercato,  residui della distillazione catramosi,  financo “fanghi di carbone”, con altissime percentuali di zolfo che alle auto, semplicemente, sono vietate.

Per questo 20  cargo  fanno peggio che tutto gli automezzi sulla Terra.  Il punto è che non sono venti;  sono 60 mila supercargo che stanno navigando gli oceani,  traversano gli stretti di Malacca, fanno  la fila per entrare nel canale di Suez,  superano  Gibilterra  e dirigono alle Americhe.

continua sul sito della fonte

Allora c’è qualcosina che non va? Anche perché, se da un parte ci bombardano con notizie di ghiacci in scioglimento, dall’altra ci occultano quello che accade in altre zone del pianeta?

9 aprile 2017 – a cura di Enzo Ragusa

Invece di sciogliersi, il manto nevoso aumenta.

L’altezza del manto nevoso a nord del 60° parallelo risulta ancora con una media di 50-70 cm (da 20 a 34 pollici) e ancora più alta in alcuni luoghi come nella zone dello Yenisei, dove la neve supera gli 80 cm (32 pollici)…

Fonte: www.meteoservice.net__________

25 aprile 2017

Terranova (o Newfoundland, in inglese), è un’isola che si trova all’estremità orientale del Canada…

Ciò che deve far riflettere, però, non è tanto la presenza di iceberg, il cui aumento in molti attribuiscono al Riscaldamento Globale Antropogenico, mentre il sottoscritto (e non solo) pensano al fatto che gli iceberg, semplicemente, non si sciolgono a causa delle acque troppo fredde, ma la notizia che la banchisa di ghiaccio che attanaglia la parte nord dell’isola, è così spessa da impedire alle navi rompighiaccio di fare il proprio lavoro… e costringendo i pescatori dell’isola a non poter uscire. Uno spessore che in alcuni punti supera i 150 cm rispetto alla media tipica del periodo. Uno stop forzato, con conseguenze anche a livello economico, che potrebbe protrarsi ben oltre la metà di Maggio.

Fonte: www.meteoservice.net

Stiamo vivendo tempi di confusione appositamente creata e questo è un dato inconfutabile. Essa è parte di ogni ambito: climatico/ambientale, politico, religioso, medico/sanitario, giornalistico, scolastico, economico… Solo la bussola interna potrà darci la giusta direzione. Questo è, a mio dire, l’unica àncora di salvezza alla quale affidarsi, coltivando e praticando l’intuizione, abbandonando le paure.

Buon viaggio!

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