Accerchiati dalle radiazioni

Riportiamo queste notizie:

16/02/2017 Centrale atomica in Slovenia. Incidente nucleare alla centrale; riguarda il malfunzionamento alle pompe di raffreddamento, allarme rientrato.

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Slovenia, centrale nucleare di Krsko

09/02/2017 Centrale atomica in Francia. Cessato allarme a Flamanville, in Normandia, nord della Francia, dopo l’esplosione e successivo incendio verificatisi in mattinata nella centrale nucleare di Edf (Électricité de France)… Allarme rientrato.

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Francia, centrale di Flamanville

Per la Slovenia intanto, la macchina censorea, che fa uso di siti ad hoc, si è messa in moto:

Bufale.net, Urbanpost.it, Davidpuente.it, e compagni.

Il sito Wired.net riporta inoltre che “non è stato necessario attivare alcuna risposta di emergenza né vi sono stati rilasci all’ambiente. L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ha continuato i monitoraggi di routine del particolato atmosferico e dell’irraggiamento in aria, evidenziando che non ci sono differenze rispetto ai livelli normali.”

Certo che se dobbiamo fidarci dei rilevamenti ARPA allora stiamo tranquilli:

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A Sannazzaro de’ Burgondi, secondo i rilevamenti ARPA i livelli di diossina sono “nella norma” quindi dobbiamo desumere che anche in Slovenia non vi siano problemi.

Per coloro che credono che siamo in malafede riportiamo alla memoria il decreto Donat-Cattin del 1987 che rendeva potabile l’acqua con la formula magica dell’innalzamento dei limiti sulla quantità di atrazina ritenuta tossica, presente nelle acque civili per via dei composti chimici utilizzati in agricoltura, quella sana e italiana.

nuclear-power-plants-in-france.png

Sempre a Flamaville, intanto, si sta costruendo un nuovo reattore di terza generazione ma, avendo già incontrato imprevisti tecnici, la sua ultimazione avverrà non prima del 2018.

 

Nonostante la pericolosità conclamata di questa tecnologia i governi continuano a supportarla; perché?

 

 

Questo perché “non di solo pane vive l’uomo”; già, perché la radioattività è presente da anni nei grani utilizzati dai grandi marchi italiani della pasta.

Riportiamo uno stralcio del sito di inchiesta giornalistica di Gianni Lannes:

Secondo l’ultimo rapporto di Greenpeace – “Nuclear scars: The Lasting Legacies of Chernobyl and Fukushima” – l’inquinamento nucleare dopo il disastro di Chernobyl dilaga in Ucraina e in Russia, proprio in zone ampiamente coltivate a cereali. Oltre 10.000 chilometri quadrati (1.000.000 di ettari) tra Russia, Bielorussia e Ucraina sono inutilizzabili per qualunque tipo di attività e i 10 (chilometri quadrati) attorno alla centrale lo saranno per 10.000 anni, a causa del plutonio che impregna il terreno. Eppure, in queste stesse zone coltivano grano contaminato e lo vendono proprio nel belpaese.

Consigliamo la lettura della intera stesura dalla fonte QUI. Però da domani promettete di boicottare Barilla & CO. Ah, pare che Barilla non produca solo pasta ma anche proiettili, così, per divesificare. Fonte: nexusedizioni.it

E per finire questa è la mappa di tutte le esplosioni atomiche effettuate come test bellico sul pianeta dal 1945 ad oggi. Sono circa 2000!

nuclear-explosions.jpg

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