Considerato che al referendum molto probabilmente vincerà il NO, occorre prendere atto che chi ha voluto questa riforma Costituzionale non lo ha fatto in modo sprovveduto ma calcolato e ben pianificato. In ogni strategia aziendale che ha la finalità di perseguire un progetto si devono valutare tutte le variabili alternative per il suo raggiungimento. Sono progetti a lungo termine non tanto per la loro complessità ma per il fatto che il tempo diluisce ogni possibile rivolta. Viene usata la tecnica dello stillicidio mentre viene imbastito il teatro già previsto per avanzare a lenti passi; vengono messe in scena le comparse, gli attori, divisi in buoni e cattivi, pro e contro, vengono allestite le scene, ingaggiati i figuranti, i facchini, allestito il teatro… Non stiamo scherzando, è la identica procedura della tragedia o commedia greca e gli Oscuri governanti mondiali la sanno usare bene da tempo immemore compresi nomi ed simboli da utilizzare. Poniamo l’accento sul fatto che il più grande fondo di investimento mondiale si chiama appunto BlackRock,
oppure leggete qui chi ha sposato la figlia di Donald Trump:
Nel 2007, padre e figlio Kushner hanno acquistato il prestigioso grattacielo da uffici situato davanti al Rockefeller Center, all’indirizzo 666 Fifth Avenue, New York City; l’hanno voluto fortemente, al punto da sborsare la cifra più alta spesa fino ad allora per un palazzo da uffici in affitto, 1,8 miliardi di dollari.
Fonte: www.maurizioblondet.it
A riguardo del piano “B”, che abbiamo menzionato in questo articolo, a quanto pare non siamo gli unici a pensarla così; vi lasciamo al resoconto di Diego Fusaro
3 pensieri riguardo “Il piano “B” del dopo referendum”