Da che parte stai?

È notizia recente la svolta filo europeista del Movimento 5 Stelle, nato proprio per contrastare i poteri che sono a capo dell’Europa così come la conosciamo.

Ricordiamo i memorabili interventi di Carlo Sibilia, di Paola Taverna, di Sorial, ecc. sul MES, sulle lobbies delle slot machine, sui think thank come Forum Ambrosetti, Gruppo Bilderberg, Associazione Vedrò, sul signoraggio bancario… senza i quali il pubblico non avrebbe mai potuto conoscere tali realtà ed i relativi risvolti nella vita di ogni singola persona. Chissà perché ricorda tanto il clima del periodo “Mani pulite”.

Ricordi appunto… Ora da quello che possiamo evincere analizzando i fatti vediamo che tutto il passato rimane passato e viene fuori un’altra tendenza. Ora, è comprensibile il cambiamento perché è sinonimo di non staticità, adattabilità a nuove realtà, ma qui si tratta di ben altro. Il governo europeo non è cambiato di una virgola da quando è stato istituito ed il potere decisionale è sempre in mano ai soliti noti; fondi di investimento e grandi gruppi bancari che controllano la BCE la quale controlla le banche nazionali le quali controllano e gestiscono i governi e le loro emanazioni (vedi l’ultimo referendum-farsa in Italia).

Detto ciò è lecito chiedersi a cosa serve spingere per rimanere in un’Europa che non è la casa dei popoli ma delle oligarchie piuttosto che attuare affinché sempre più persone-gregge possano diventare individui indipendenti ed essere informate per attuare in modo intelligente con il fine di creare, in modo pacifico, una forza magnetica repulsiva nei confronti di questi sadici governanti.

Mai come in questi tempi la domanda “Da che parte stai?” è più che mai viva e pregna di significato, in termini di emancipazione e sviluppo delle coscienze. La risposta farà la differenza. A seguire un’estratto dal blog che tratta l’argomento.


Fonte: www.controinformazione.info

di Luciano Lago

Mentre in tutta Europa crescono i partiti e movimenti sovranisti e nazionalisti che rivendicano la riconquista della sovranità nazionale e contestano le politiche suicide dell’Unione Europea, Beppe Grillo, il guru del Movimento 5 Stelle, cosa fa?
Lui propone al suo gruppo di aggregarsi in sede di parlamento Europeo a raggruppamento filo euro e filo europeista che si denomina ALDE (Alliance of Liberals and Democrats of Europe), lo stesso gruppo per intendersi a cui fanno capo personaggi come Monti, Zanetti e Prodi, sostenitore di tutte le più perniciose politiche di Bruxelles dalle politiche di austerità, alle prerogative delle grandi banche ed all’immigrazione incontrollata.

La svolta è venuta con un post pubblicato sul Blog dallo stesso Grillo in cui si preannuncia la fine dell’appartenenza al gruppo di Nicolas Farange e la possibile confluenza in questo gruppo di filo euro, anzi il più fanaticamente filo europeista.

Quella di Grillo è una scelta radicale ed improvvisa che viene sottoposta all’approvazione degli iscritti tramite la rete. Oggi stesso si vota sulla piattaforma, la discussione fra gli iscritti è in pieno corso e si nota un certo sbandamento e confusione fra molti, alcuni dei quali sono anche autorevoli esponenti del movimento, i quali però, alla riprova delle scelte fondamentali pilotate da Grillo, contano come il “due di coppe”.

Bisogna considerare che Grillo non è nuovo a queste svolte: già nel Giugno dell’anno scorso, poco prima del voto sulla Brexit, con una netta inversione di posizioni politiche, era diventato un sostenitore del Remain del Regno Unito nella UE.. “Il Movimento cinque stelle è in Europa e non ha nessuna intenzione di abbandonarla”, aveva scritto in un post lui che era stato prima un euroscettico, poi convertito e folgorato sulla via di Damasco. Si rendeva manifesta in Grillo, già da allora, una nuova e convinta professione di fede europeista, frutto forse anche del nuovo corso ‘governativo’ e ‘istituzionale’ culminato nella conquista di importanti comuni come Roma e Torino”.

“L’Italia è uno dei paesi fondatori dell’Ue”, diceva Grillo, ” ma ci sono molte cose di questa Europa che non funzionano”, “l’unico modo per cambiare questa ‘unione’ è il costante impegno istituzionale, per questo il M5S si sta battendo per trasformare l’Ue dall’interno”.
Un discorso da perfetto politico filo europeista che avrebbe potuto fare qualsiasi esponente renziano del PD.
Si nota che Grillo propende per questa scelta (quella di confluire nell’ALDE) e la giustifica affermando che, “rimanere nell’EFDD (quello di Farange), equivale ad affrontare i prossimi due anni e mezzo senza un obiettivo politico comune, insieme ad una delegazione che non avrà interesse a portare a casa obiettivi concreti”.

Già ma quello che Grillo non dice è quale sia questo obiettivo comune, se effettivamente lo stesso del gruppo dell’ALDE che ai punti 6 e 7 del suo programma testualmente recita: ” Rafforzare la governance economica dopo l’introduzione dell’euro; far sì che la globalizzazione funzioni per tutti”.
Una formazione politica quindi costituita da globalisti convinti, sostenitori ad oltranza dell’oligarchia eurocratica, della subordianzione ai grandi potentati finanziari (quelli che guidano le scelte dei burocrati europei), del vincolo dei trattati.

Peccato che in passato il movimento di Grillo era stato critico con le istituzioni comunitarie, in particolare era arrivato a criticare il ruolo dell’euro che era stato indicato come “strumento di sottomissione dei popoli sovrani”, aveva criticato i trattati europei ed il Fiscal Compact imposto in costituzione. Questo anche se in realtà il movimento su alcuni di questi temi manteneva una certa ambiguità nascondendosi dietro all’idea di indire un referendum sull’euro, per far scegliere agli italiani, pur sapendo che questo sarebbe improponibile e senza effetti reali.

Avviene però che la proposta di Grillo suscita una forte opposizione in un pezzo fore del Movimento, Carlo Sibilia, il quale ha obiettato la sua ferma opposizione alle scelte del capo, argomentando la sua contrarietà, oltre nella formula “meglio soli che male accompagnati”, ha illustrato in 5 punti i motivi per i quali Sibilia ritiene ALDE nemico dei 5 stelle:

“E’ il gruppo più europeista e federalista esistente al PE, e siamo incompatibili con la loro agenda pro-Europa”
Ha definito il M5S “profondamente anti europeo” e il suo programma “irrealistico e populista”.
“E’ favorevole alla clausola ISDS nel TTIP. E quindi al TTIP stesso”.
“Ha boicottato tutte le candidature del M5S alla presidenza e alla vicepresidenza di commissioni del parlamento europeo”. Queste le giuste osservazioni di Sibilia a cui non si può negare il dono della coerenza(quella che manca del tutto in Grillo).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...