Divide et impera e distrazioni varie

Leggo su Repubblica.it l’articolo che riguarda la reazione all’attacco alla Chiesa cattolica; colei che un tempo, in nome del dogma cristiano (dicevano loro) non solo sgozzava ma attanagliava i genitali, strappava il naso con pinze, torturava con macchine da fare invidia all’ISIS, bruciava corpi vivi (ma quello l’ISIS già lo fa, quindi niente di nuovo sotto il sole).

Quello che importa è sempre il messaggio: divide et impera e l’attenzione focalizzata là dove vogliono loro, distante da quello che invece è l’obbiettivo. Questa volta il teatro offre i cattivoni islamici contro i santi martiri cristiani.

Riusciranno a farci odiare il Medio Oriente, a guardarci in cagnesco l’un l’altro in nome di un Dio diverso, ad avere paura di andare a Roma, Parigi, Nizza, Monaco…?

Con che stato d’animo entreremo in un supermercato, in una chiesa, andremo a camminare su di una qualsiasi “promenade”?

Intanto, così distratti, ci fanno passare come notizie minimaliste quelle che, invece, solo un paio di mesi fa infiammavano le prime pagine dei quotidiani.

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Infatti nel frattempo in Italia è stato approvato il disegno di legge sulle unioni civili, tanto contestato; così i futuri Vendola avranno vita più serena ma forse un po’ meno i loro bambini acquistati all’estero. L’unica differenza la farà il prezzo.

Tenendo a mente la congettura che porta a pensare che ci deviano l’attenzione distante dal vero obbiettivo, proviamo a ragionare su questa frase, così che da congettura magari diventi certezza: Il capitale deve proteggersi in ogni modo possibile con alleanze e legislazione. I debiti devono essere riscossi, le obbligazioni e i contratti ipotecari devono esser conclusi in anticipo e il più rapidamente possibile. Quando, mediante processi giuridici, le persone comuni perderanno le proprie case, diventeranno sempre più docili e saranno tenute a freno con più facilità attraverso il braccio forte del governo al potere, azionato da una forza centrale di ricchezza sotto il controllo di finanzieri di primo piano. Questa verità è ben conosciuta tra i nostri uomini di spicco, adesso impegnati nel costituire un imperialismo del Capitale che governi il mondo. Dividendo gli elettori attraverso il sistema dei partiti politici, possiamo fare spendere le loro energie per lottare su questioni insignificanti. Di conseguenza, con un’azione prudente abbiamo la possibilità di assicurarci quello che è stato pianificato così bene e portato a termine con tanto successo.

Da dove è stata estrapolata? Ma dallo USA Banker’s magazinela rivista dei banchieri americani, in un’articolo dell’agosto del 1924.

Dividendo gli elettori attraverso il sistema dei partiti politici, possiamo fare spendere le loro energie per lottare su questioni insignificanti… Questa frase la possiamo applicare a qualsiasi contesto sociale, dalle partite di calcio, al colore della pelle…

Se solo fossimo un po’ più svegli riusciremo a percepire in anticipo il sopraggiungere di un problema. La differenza la fa il livello di attenzione che abbiamo durante la giornata, sempre più presi dai nostri pensieri, viventi una realtà pensata; pensata dal nostro ego. E c’è chi dice che l’ego serve! Sarebbe meglio dire che noi serviamo all’ego. Un ego che ci fa pure illudere di essere svegli, in grado di prendere decisioni consapevoli. Basta leggere la notizia della mamma che “dimentica” in macchina la sua creatura di 18 mesi per quattro ore! A chi stava pensando quella mamma? Alla bimba o a se? Ego o Coscienza?

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Bombe dell’ISIS su Qamishli, in Siria

In questa escalation di violenza nasce spontanea la domanda: perché ci indigniamo tanto
per la morte di un sacerdote, per quanto deprecabile e terribile il delitto, mentre non ci scuote ugualmente gli animi la morte di 50, dico 50, esseri umani sotto le bombe dell’ISIS? D’altronde è la stessa che ha rivendicato la morte del parroco francese.

 

Ma si sa, la distanza diluisce gli animi quasi vivessimo su di un altro Pianeta. Ma, se anche fosse, la morte per mano di un ego violento e demoniaco non può avere distanze.

Sarà che abbiamo perso la concezione di ciò che è veramente l’Essere Umano? Sarà che della parola “Cuore” riusciamo a riempirci la bocca al pari della parola “Amore” senza comprendere veramente il suo significato? Riusciamo a comprendere che la guerra è in atto innanzitutto dentro di noi? Abbiamo moti di stizza e di intolleranza verso che ci da dei consigli o chi ci fa notare delle nostre mancanze?

Ecco, questi moti di intolleranza non sono forse gli stessi che alimentano l’odio che sfocia in aggressioni, verbali o pratiche?

Non abbiamo scusanti.

 

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