I circuiti “pulsanti” di Celani

A cura di Giuliano C.

Abbiamo già parlato del Prof. Francesco Celani il quale lavora ormai da anni sulla cosiddetta fusione fredda, ora LENR (Low Energy Nuclear Reaction). I suoi esperimenti decennali lo hanno portato con lenta, quanto estrema precisione, alla creazione di speciali circuiti in grado di generare energia causata dal decadimento controllato di deuterio e palladio.

Avete presente la storia di Tesla che inventò gli alternatori per ottimizzare il trasporto della corrente elettrica? All’inizio la corrente trasportata era continua, con relativo surriscaldamento dei cavi e Tesla la trasformò in alternata, con minore riscaldamento e maggiore resa e quindi minore spreco di energia, consentendo così un trasporto più capillare ed efficiente di questa fonte di energia… che tradotto il soldoni significa meno costi fissi e di gestione.
Edison fiutò subito l’affare e Tesla rimase, per così dire, a bocca asciutta1.

Non vorremmo mai che una cosa simile si verificasse ancora oggi col nostro Professore il cui progetto, a cui sta lavorando da anni, sta procedendo, lentamente ma constantemente e senza intoppi, riscuotendo notevoli apprezzamenti presso gli addetti ai lavori. Ultimo in ordine di tempo, ottenuto nell’ambito del Progetto CleanHME.

CleanHME svilupperà una nuova fonte di energia pulita, sicura, compatta e molto efficiente basata su sistemi idrogeno-metallo e plasma, che potrebbe rappresentare una svolta sia per uso privato che per applicazioni industriali. La nuova fonte di energia potrebbe essere impiegata sia come piccolo sistema mobile che in alternativa come generatore autonomo di calore ed elettricità. Abbiamo in programma di costruire un nuovo reattore compatto per testare la tecnologia HME durante gli esperimenti a lungo termine e aumentare il suo livello di prontezza tecnologica. Dovrà essere elaborata anche una teoria completa dei fenomeni HME.”

Ormai è oltre un anno che seguiamo con vivo interesse il progredire di questi studi che sono portati avanti con passione e disinteresse con l’unico scopo di apportare un miglioramento delle condizioni di vita di tutti gli esseri umani.
Ed è anche per questo che riportiamo integralmente i documenti inerenti i lavori in corso, che altrimenti resterebbero sconosciuti ai più.


INFN-LNF experiments with Nickel-Copper Alloys
(01 December 2020).

Discussa nel recente (4 Dicembre) Meeting del gruppo di lavoro WP3, progetto CleanHME

La Nostra relazione è stata MOLTO ben accettata e ha destato il più vivo interesse poiché ho anche spiegato, a livello intuitivo, il principio ispiratore della nostra procedura:

  1. Prima riscaldare molto rapidamente, con tipologia impulsiva ad elevata potenza (densità di potenza dell'ordine di 5000-7000 (V*A)/g) il filo di Costantana. Durata degli impulsi tra 2 e 10 microsecondi. Il riscaldamento (oltre una certa temperatura di soglia) provoca l'emissione di elettroni dalla serie di materiali a Bassa Funzione Lavoro  (LWF) di cui abbiamo opportunamente ricoperto (ex-situ) il filo di Costantana (effetto Richardson), precedentemente "saturato" di Idrogeno o Deuterio dentro il reattore.
  2. Alla fine del breve surriscaldamento impulsivo il filo di Costantana, sotto forma di bobina (induttiva) coassiale, genera un extra tensione di apertura del circuito (in principio anche migliaia di Volt, in condizioni opportune) che viene raccolta da un circuito peak-detector (basato su diodi e condensatori HV particolarmente veloci) ed inviata, in situ, al contro-elettrodo interno alla bobina stessa. Tale elevata tensione, in condizioni di pressione (bassa, 5-50 mbar) e distanza opportune (pochi millimetri), può ionizzare il gas (H2, D2, puri o in miscela con Ar , Xe) compreso tra elettrodo e Costantana. In breve, effetto Paschen e/o DBD (Dielectric Barrier Discharge).

L'effetto finale è di avere sia un DOPPIO regime di non-equilibrio (provocato dall'impulso di potenza, che oltre a surriscaldare il filo provoca anche un effetto di elettro-migrazione particolarmente intenso) che ionizzazione del gas attivo (H2, D2) sulla "faccia" del filo stesso: ha geometria superficiale porosa con dimensionalità sub-micrometrica, quindi elevata superficie specifica.

E' ormai riconosciuto dalla comunità dei Ricercatori coinvolti negli studi LENR-AHE che il non-equilibrio sia la condizione sine-qua-non per ottenere "anomalie" di vario tipo. Nostri sono i primi esperimenti (per la componente di non-equilibrio) coronati da successo nel 1995 (pubblicati anche su PLA). Uno dei problemi è il bilancio tra l'energia spesa per generare il non-equilibrio e l'extra energia ricavata. Altro problema era la fragilità dei fili a quel tempo utilizzati (Pd, diametro di 50-100 micron) con (eccessivamente) frequente rottura catastrofica del core del reattore. Riteniamo che tale ultimo problema possa essere attenuato con la sostituzione del Pd con la Costantana: ha caratteristiche meccaniche "globali" 4-5 volte superiori.

In breve, il paragone intuitivo è il funzionamento dei motori a ciclo Otto-Benz con la prima fase (Richardson) che equivale alla compressione-riscaldamento dei gas; la seconda fase (Paschen, DBD) corrisponde alla scarica elettrica, ad elevata tensione, sulla candela di accensione.

Francesco Celani

fonte

Proponiamo di seguito il documento traddotto:

Qui un approfondimento dello studio pubblicato su ResearchGate, una rete professionale per scienziati e ricercatori con oltre 17 milioni di membri da tutto il mondo che lo usano per condividere, scoprire e discutere di ricerca scientifica e renderla aperta a tutti. Il Prof. Celani è presente sulla piattaforma con oltre 170 pubblicazioni.

Stimulation of LENR-AHE by high power electric pulses on coiled coaxial Constantan wires at high voltage and temperature

Authors:

Francesco Celani
INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare


Fotogallery dei luoghi di lavoro dello scienziato:

Note:
1https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_delle_correnti

Un pensiero riguardo “I circuiti “pulsanti” di Celani

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