VS la mascherina

A cura di Giuliano

Gracis intervista Nervuti

E’ da un pò di giorni che gira questa iniziativa lanciata da Silver Nervuti che propone di segnare le mascherine con VS che sta per versus. Un “contro” tutto quello che rappresenterebbe la mascherina, da un punto di vista sia simbolico che psicologico. Lo stesso autore spiega le ragioni dell’iniziativa in una recente videointervista fatta da Matteo Gracis (giornalista indipendente, nda).
Tutto sommato può essere una buona iniziativa, anche se all’inizio ho storto un pò il naso perché non condivido minimamente l’uso smodato ed insensato della pezzuolina, anche da soli quando non ve n’è alcun bisogno pratico né da un punto di vista sanitario (se ce n’è) né da quello normativo, visto che si parla di indossarla solo nei luoghi e situazioni ove non è possibile garantire in modo continuativo quella abominevole pratica che è il distanziamento sociale.

Certamente mi rendo anche conto che non tutti si applicano nel leggere le norme legislative che dispongono della loro vita – molti purtroppo si fermano a ciò che “dicono” in TV e che illustrano nei simpatici “fumetti” dei maggiori qutidiani – e che se leggessero bene vedrebbero che è scritto di indossare un “dispositivo di protezione delle vie aeree” che dunque potrebbe essere anche una bandana che magari trattiene anche meglio le famose goccioline e particelle di polvere. Tuttavia il governo ha specificato nel “decreto cura Italia” (fa ridere solo nominarlo) del 17 marzo 2020, n. 18 negli articoli 15 e 16, che le mascherine chirurgiche sono considerate DPI (dispositivi di protezione individuale) – in rif.to all’articolo 74 , comma 1 del D.lgs. 81/08 -, ancorché prive del marchio CE previa valutazione dell’ISS, ex articolo 34, comma 3, del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9. Purtroppo questa sembra al più un’assunzione di comodo che non ha alcuna base scientifica, anzi, in realtà ne esiste una anche recente che dimostra il contrario ed è basata su uno studio durato 10 anni (dai tempi della prima sars e della suina per intenderci) che sulle mascherine monouso giunge a questa cristallina conclusione:

“Ci sono prove limitate della loro efficacia nel prevenire la trasmissione del virus dell’influenza sia quando indossati dalla persona infetta per il controllo della fonte, sia quando indossati da persone non infette per ridurre l’esposizione. La nostra revisione sistematica non ha rilevato effetti significativi delle maschere facciali sulla trasmissione dell’influenza confermata in laboratorio.”

Studio scientifico sulle «Misure non farmaceutiche per l'influenza pandemica in contesti non sanitari: misure di protezione personale e ambientali»

fonte: Centers for Disease Control and Prevention U.S.

Stamattina passavo nei pressi di un nuovo megastore popolare inaugurato proprio oggi, che vende scarpe, abbigliamento, intimo e accessori per lo sport. Ciò che mi ha lasciato molto perplesso è stato vedere e constatare, ancora una volta, che la massa delle persone ancora non è pronta. Vederli tutti li ammassati, ma rigorosamente (cit.) ordinati in fila con la mascherina mi ha messo addosso un senso di rassegnata tristezza. Ero triste per una serie di considerazioni, che trovano poche o nessuna spiegazione nel cercare di comprendere il perché le persone acconsentano all’imposizione dell’uso della mascherina, quando in realtà chiunque, col quale ho avuto occasione di confrontarmi sull’argomento, asserisce di sapere che è quasi un palliativo psicologico, però è un obbligo di legge indossarla; ma poi quelle stesse persone non rispettano il distanziamento, che sarebbe un obbligo di legge pure quello, per fare la fila, al freddo e anche per più di un’ora per vedere un nuovo (?) negozio, che qualcuno all’uscita ha definito essere anche l’ennesima “cineseria”. Sarà perché offre il 20% di sconto su tutta la merce, che se, considerando la lotteria degli scontrini, sommata agli sconti promessi dall’App IO allora uno capisce perché in certi casi non c’è speranza di rivalsa sociale e siamo destinati a soccombere. Siamo merce di scambio e tutti hanno un prezzo e quello dell’italiano medio vale 150€, ovvero il risparmio che si otterrebbe dal cashback, che è curiosamente un affarone per lo Stato visto che il valore medio che si da ai dati personali di ogni singolo individuo è di 612€. L’italiotà furbo non ha scaricato l’App immuni per paura che gli fregasse i dati ma per l’App IO non s’è posto il minimo problema.


No, la maggior parte delle persone non è pronta per emanciparsi dal sistema malato che allo stesso tempo ci vede prigionieri e attori passivi di questa tragedia umana in atto sul palcoscenico del Covid-19.

Un pò sconfortato da queste considerazioni sulla fila di pe… rsone, l’incoerenza mista ad ignoranza, il vuoto cosmico etc., mi imbatto in uno dei tanti messaggi che girano sui social per vedere l’ennesima mascherina fashion e questa volta anche hi-tech che promette – pensate un pò! – di proteggervi contro le goccioline degli starnuti, le polveri e altre cose paurose che potrebbero trasportare il peggior virus di tutti i tempi. Manco a farlo a posta questa mascherina è stata sviluppata da esperti in DPI che letteralmente descrivono l’oggetto come:

Blanc

«una maschera facciale integrale e modulare chiamata “blanc”. Concepita come maschera protettiva, accessorio per lo stile di vita, unità di igiene digitale (?), gadget tecnologico e custode della privacy (!?), ‘blanc’ copre gli occhi, il naso e la bocca degli utenti (mica persone o esseri umani, non scherziamo!), mentre i filtri HEPA approvati dalla FDA proteggono i portatori dal 99% delle particelle, compresa la polvere, nebbie e aerosol. Questi filtri si incorporano perfettamente alla maschera insieme ad una scala di colori visiva, interna al visore, che indica quando è il momento di cambiarli.»

Purtroppo c’è ancora tanta gente che pensa che tutto questo sia solo temporaneo, perché c’è un emergenza sanitaria in atto, e che le pezzuoline servano a contenere un’epidemia di asintomatici, rintracciati da tamponi discutibili (leggi → Tamponi covid-19 una prassi sanitaria non così scontata), che nei fatti non contagiano praticamente nessuno.
Sulla base di questi fatti, indossare una maschera per disposizione governativa diventa oltremodo repressivo e lesivo della dignità umana; ma restiamo tranquilli perché abbiamo comunque la possibilità (evviva la libertà! perché questa non è dittatura) di decorare le nostre gabbie facciali con tanti colori diversi, temi e scritte anche personalizzabili! Non a caso Maria Lapuk, cofondatrice di Blanc, afferma che:

“le maschere privano le persone della loro personalità, quindi abbiamo deciso di dare qualcosa in cambio, forse qualcosa di più della sicurezza e del comfort di respirare aria pulita”

Tralasciando il fatto che l’azienda propone tali articoli e quindi cose simili rientrano nel suo legittimo campo d’azione, quando leggo cose del genere non posso fare a meno di pensare che tali concetti e visioni siano pornografia per i fautori del transumanesimo, tanto caro a certe élite di potere. Infatti. quando una simile mascherina, che definirla tale è riduttivo, viene lanciata come un gadget ipertecnologico per un “nuovo stile di vita” Hi-tech; quando un’azienda investe sicuramente tante risorse in ricerca per lo sviluppo di un simile articolo, dal quale dovrà trarre necessariamente profitto il più a lungo possibile, se ne deduce che forse questa pandemia o quantomeneo la nuova normalità che ci vogliono imporre, dovrà durare ancora per molto molto tempo. O almeno è così nei piani di lorsignori.

Qualcuno potrà osservare che questo è il futuro, non ci si può sottrarre al progresso tecnologico. Certo che no, ma ADESSO posso ancora scegliere liberamente con i miei intenti, pensieri ed azioni in quale direzione dirigere il mio futuro, per cui da realista, quale fondamentalmente sono, continuo ad indossare lo scaldacollo e quando, come mi è accaduto, mi fermano all’ingresso di un discount o un negozio, per “misurarmi la temperatura”, puntandomi una pistola alla tempia (che lo ritengo un atto lesivo della mia dignità), io senza batter ciglio saluto e giro i tacchi, tanto nulla di cui ero andato a cercare è indispensabile. Il problema grosso, se non facciamo sentire forte la nostra voce e facciamo valere i nostri diritti con ferma determinazione sarà sulla libertà di sposatmento, treni, aerei, navi e i servizi sociali…
Comunque sia, per adesso, personalmente non sto andando più nei grandi centri commerciali e sto boicottando, per quanto possibile, tutti quei luoghi ove vorrebbero obbligarmi ad indossare ottusamente una mascherina, non ritenendo una bandana o uno scaldacollo dispositivo di pari dignità. Così facendo, da abitudini pregresse accumulate in anni di abitudinaria routine, sto scoprendo tante nuove realtà nostrane che offrono prodotti e servizi migliori della grande distribuzione e talvolta anche a prezzi più convenienti in rapporto alla qualità.
tuttavia mi rendo conto che alcune scelte non possono operarsi da parte di tutti, per cui capisco l’iniziativa di Silver, anche se considero che questa possa rivelarsi un’arma a doppio taglio che tende ad un ulteriore divisione tra le persone, orizzontalizzando lo scongtro sociale, facendo il gioco dei soliti noti, perché ormai sappiamo che chi divide, impera.

fonti:
https://www.designboom.com/design/blanc-full-face-modular-mask-protection-privacy-12-09-2020/
https://traterraecielo.live/2020/11/11/vademecum-del-negazionista/
https://www.corriere.it/economia/consumi/cards/cashback-natale-150-euro-chi-compra-negozi-ecco-come-funziona-bonus-acquisti/soglia-massima-150-euro_principale.shtml
https://www.specialistidellaprivacy.it/quanto-costano-nostri-dati-personali/

5 pensieri riguardo “VS la mascherina

  1. Sono d’accordo con lei, la mascherina chirurgica e quella fashion sono il simbolo della sottomissione a prescindere, con tutto il rispetto per l’iniziativa del signor Nervuti che sicuramente avrà il desiderio di tirar fuori il coraggio di coloro che non sono totalmente assuefatti a questo intollerabile regime dittatoriale.

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    1. Grazie Francesca.
      Dei regimi dittatoriali, quelli veri, non ne abbiamo minimente idea per fortuna. Quello che stiamo vivendo ritengo però sia di una forma più subdola anche se non ancora fisicamente violento su larga scala.
      I padroni, da che mondo e mondo, sanno che è meglio che le folle si lascino governare da sole, facendole credere di essere libere, piuttosto che costringerle con la forza… e per ora sembra che ci stiano riuscendo.

      PS: dammi pure del tu.😊

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  2. Giuliá… O almeno… e non HO almeno… te possino. E poi “da che il mondo è mondo” è la frase corretta che con l’uso suona così “Da chel mondo è mondo” ma l’articolo IL c’è. Scusa le precisazioni ma non facciamoci ridere dietro per queste cose.
    Grazie e buon lavoro

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    1. 😁😂😂
      Grazie Manuel per la segnalazione!
      Il refuso è sempre dietro l’angolo nonostante il controllo a volte maniacale prima di postare.
      Ho provveduto alla correzione 🙏🏼

      Però per la frase “da che il mondo e mondo” è grammaticalmente corretta, non ho trovato riferimenti a detti o modi di dire a parte forme arcaiche (https://www.treccani.it/enciclopedia/mondo_%28Enciclopedia-Dantesca%29/).
      Che “Da chel mondo è mondo” sia Toscano?
      Perché il tal caso sarebbe “da che’l mondo è mondo” ma è una forma arcaica credo.

      Grazie ancora

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