Di cosa abbiamo paura?

A cura di Giuliano C.,

L’ultimo articolo di Andrea ha comprensibilmente suscitato diverse reazioni, così come ci si aspetterebbe quando si parla di paura e danaro.

Riportiamo con piacere, con questo articolo dedicato, una riflessione che una nostra lettrice ha acconsentito a condividere con tutti noi.

Articolo molto interessante, sarebbe interessante andare più a fondo e domandarsi: paura di che cosa?

E lì scopriremmo un universo. Perché la paura, come tutte le emozioni, è un’energia che parte dalla totalità della persona e va verso…(e-moveo=vado verso è l’etimo della parola emozione).

Secondo la medicina tradizionale cinese l’organo che nella sua attività vibratoria corrisponde all’emozione della paura è il rene, che guarda caso è anche l’organo ‘custode’ dell’energia vitale che ogni individuo si ritrova in dotazione fin dalla nascita.

Dal che si deduce che la paura è il movimento che dalla persona si muove verso…. tutto ciò che, secondo l’individuo, mette in pericolo la sua energia vitale.

Potrà essere paura della morte, ma anche della perdita dello stato sociale, della povertà, della costrizione, della perdita della libertà, oppure della sicurezza, della perdita di persone care, dell’abbandono, o anche della punizione, di contravvenire alle regole, quindi di essere emarginato perché ‘fuori legge’, paura dell’inutilità, della distruttività propria e altrui e ancora un’ infinita di altre paure, tante quante sono le persone.

Ma la cosa che è più grave e pericolosa è che fin da piccoli non soltanto nessuno ci insegna a modulare le emozioni (perché di fatto pochissimi adulti lo sanno fare) ma addirittura veniamo sgridati, umiliati, investiti da inutili e ridondanti istruzioni razionali su come smettere di avere paura!

Che assurdità!! Come se le emozioni si potessero accendere e spegnere con un interruttore!

Il risultato di tutto ciò è che ne usciamo più confusi e impauriti di prima. E siccome i bambini sono degli ottimi osservatori capiscono subito che le emozioni sono contagiose e che quindi gli adulti che vorrebbero aiutarli a modulare la paura in realtà sono più impauriti di loro.

Eppure gli adulti continuano a inneggiare al coraggio.
Ma coraggio viene da cuore e quindi il contrario della razionalità.

Il coraggio non è negare la paura, la mia, diversa dalla tua e dalla sua, ma guardarla in faccia e accettarla, accoglierla come un dono che veicola un significato, imparare a trovarle un conforto adatto.

Di solito il modo più efficace di confortare una persona impaurita è il contatto fisico rassicurante, a meno che non vi troviate con una persona che ha paura proprio del contatto fisico, e allora non resta che pregare.

Patrizia

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