Quattro chiacchiere con i robot

A cura di Andrea Pilati

È interessante considerare gli aspetti antagonisti, dei veri e propri ossimori, nella narrativa governativa che dovrebbe gestire il popolo italiano. In questi giorni si fa gran voce delle esternazioni del primo ministro Conte che inneggia alle libertà popolari promulgando decreti ministeriali che poco o nulla hanno di coercitivo, il cui gabinetto si premura di emanare un ulteriore documento che afferma quanto le sanzioni debbano essere il meno possibile comminate; quasi un invito a considerare queste norme come un semplice consiglio (c’è scritto raccomandazione nei casi specifici), che lascia un largo grado di libertà e la possibilità di non prenderle completamente in considerazione, dando libero sfogo all’interpretazione.

Circolare che integra le disposizioni dell’ultimo DPCM. In intestazione possiamo vedere che è indirizzata a tutti gli organi governativi territoriali. Quindi nessuno può dire di non esserne al corrente

Detto ciò si evince che chiunque risieda sull’italico suolo non è sottoposto ad alcuna azione coercitiva, come l’imposizione della mascherina all’aperto, o da soli in auto o in casa propria, oppure a sanzioni in caso di inadempienza perché questo documento in alcune sue parti recita così:

Raccomandazioni
Nel d.P.C.M. 24 ottobre 2020, come già in precedenti provvedimenti, si rinvengono alcune nuove previsioni di contenuto esortativo, formulate in termini di raccomandazione, le quali, benché non correlate a sanzioni, intendono sollecitare l’adozione di comportamenti ispirati alla massima prudenza e al senso di responsabilità dei singoli.

Fonte: https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2020-10/circolare_gabinetto_27.10.2020.pdf

Mentre il DPCM del 24 ottobre indica:

Art. 1.

Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale

1. Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi

Fonte: http://www.governo.it/sites/new.governo.it/files/DPCM_20201024.pdf

Certo, quello che è scritto in rosso è un po’ fumoso e alquanto interpretabile, ma va così. Basta lasciare spazio all’interpretazione e i vari organi di sorveglianza e di governo locali, per evitare di incorrere in una mala interpretazione sanzionabile, preferiscono stringere le maglie delle catene alle libertà individuali e passare così per virtuosi, al limite dell’eccesso di zelo. E così mascherine obbligatorie anche all’aperto, sanzioni di 280 euro per chi infrange la disposizione e accompagnamento coatto presso la propria abitazione nel caso di inosservanza. In corsivo quanto mi ha riferito un vigile urbano domenica 1 novembre mentre presenziavo ad una manifestazione in quel di Biella, una delle tante che si susseguono in Italia, come una valvola di sfogo, concessa dalle questure per sbollentare un po’ gli animi, ormai quasi bolliti come le rane nella pentola. Una di quelle manifestazioni dove il giorno dopo torna tutto come prima, passato, andato… E così è stato.

Allora, dicevamo. Il governo emana decreti, integrazioni e raccomandazioni, poi, gli organi statali territoriali, dai vigili urbani fino ai presidi, recepiscono tali documenti personalizzandoli nel senso più restrittivo. Facciamoci caso; in nessun documento, nemmeno nell’ultimo DPCM, si fa menzione alle mascherine; eppure se al loro posto si indossano foulard o sciarpe (dispositivi per la protezione delle vie respiratorie) si viene vessati e sanzionati, per non dire peggio. Mi chiedo, cosa si muove, oppure è inerte, dentro quelle menti? Com’è possibile non sorga una domanda circa l’assurdità della situazione? Com’è possibile avere la mente così ristretta al punto di accettare anche i paradossi (come indossare la mascherina in un vagone ferroviario completamente vuoto!). Com’è possibile che documenti governativi ufficiali vengano bellamente ignorati? Cosa spinge queste persone ad agire in modo così sfacciato, come avessero la pacca sulla spalla di papà che dice loro “Bravo, così mi piaci”?

Ci hanno preso in giro, facendo credere che il prossimo passo fosse l’impianto di un microchip. Il microchip non serve, basta la stimolazione dell’amigdala per creare automi e un monitor per dirigerli; se poi questi vestono la divisa, oppure un camice, non c’è altro da fare che annuire senza dialogare, perché sarebbe come parlare al proprio frigorifero.

La testimonianza di Anna Senatore, alle prese con un robot

Rimango basito di fronte a tanta tracotante arroganza, sprezzo dell’essere umano e quasi completa assenza d’intelligenza. È proprio vero che viviamo l’Apocalisse; ogni essere si rivela per quello che è sempre stato e che per anni ha cercato di nascondere. Ora i tempi costringono ad una vita costantemente sotto pressione, e più la città è grande, maggiori sono i problemi di convivenza. C’è da chiedersi: “alla fine di tutto, quanti di noi si salveranno?”


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