Fecce tricolori – lo spettacolo e la punizione del sabato sera contro l’evoluzione delle coscienze

A cura di Andrea Pilati

Devo ammettere di avere grosse difficoltà nel redigere questo articolo con tutta calma perché i fatti, analizzati nel dettaglio e supportati dalla cronologia e soprattutto comprovati dagli effetti, non credo possano essere interpretati diversamente.

Partiamo da un po’ prima e da un’altra città, Milano.

Nell’articolo “La fiera delle falsità – qualcuno faccia chiudere i giornali” scrivevo:

Passiamo ora alle immagini riprese e modificate, affidate alla divulgazione da Repubblica.it, il quotidiano di riferimento per le menzogne consentite e certificate, e chiediamoci perché sono state scattate volutamente artefatte. Chiediamoci anche perché un sindaco le prende per vere e va su tutte le furie minacciando i suoi cittadini, senza nemmeno verificare di persona se le cose stanno veramente così. Uscirsene con delle minacce come fossero in giro orde di delinquenti pronti a tutto e passarle alla stampa nazionale non è indice di intelligenza. Valuti le dimissioni per procurato allarme signor sindaco, per favore.

Folla ai Navigli_Repubblica_TV_Post
Articolo apparso il 7 maggio

Poi, qualche giorno più tardi, a Torino:

Frecce tricolori Torino Gran Madre 25:05:2020
Evoluzioni su Torino il 25 maggio 2020

Folta partecipazione allo spettacolo delle frecce tricolori nei cieli di Torino, molte persone a testa in su a guardare decine di migliaia di euro in fumo per pochi patriottici secondi. Ma non c’erano i soldi e ora ci sono? Mah…

Chi ha voluto offrire questo spettacolo “gratuito” lo avrà fatto per affrancare lo spirito di chi ha passato tre mesi di dannosa, interminabile, quarantena, visto che gli spettacoli di altro tipo sono tassativamente vietati per decreto fino a data da destinarsi. Almeno così penserebbe chiunque.

Poi lo sgomento, l’incredulità del governatore del Piemonte, l’indignazione del sindaco Appendino per quei pericolosi assembramenti che mai si sarebbero aspettati, MAI! E allora, facendo eco e prendendo esempio dal sindaco milanese, ecco che Cirio tuona minacce dall’alto del suo ufficio. “Faremo chiudere tutto” pare sentirlo urlare. Lui la notizia degli assembramenti la apprende dai giornali che, si sa, sono il Verbo incarnato, la Verità incontestabile, il faro illuminante della nostra cronostoria.

Ma dove sono finite le telecamere di sorveglianza che fino a poche settimane fa fiutavano ogni centimetro di città alla ricerca del fuggitivo reo di violare l’obbligo di clausura casalinga? O i droni appollaiati nel cielo a scrutare e scovare il runner untore che con il suo sudore ammorbava l’intera città, spargendo la mortale peste virale intorno a sé?

Raggi e i droni
Un sindaco dovrebbe garantire la salute pubblica non spargere il terrore

Ma possibile che un amministratore pubblico non sappia che se offri una possibilità di svago ad un popolo che arriva da un periodo buio, esso non vede l’ora di socializzare come natura umana impone?

Cirio, un cognome che dovrebbe descrivere una persona matura, a braccetto con Sala, il cui connubio richiama più una bruschetta, complici inconsapevoli (?) di una uguale reazione. A Milano controlli più restrittivi e multe ai ristoratori dei Navigli, mentre Cirio, forse preda da impeto di megalomania oppure in gara con Sala, estende a tutta la regione la giusta punizione di indossare la mascherina in città per i quattro giorni consecutivi, dal fine settimana fino alla festività del 2 giugno compreso. “Ben vi stà!” pare sentirlo dire “Vi tappo la bocca. Così imparate ad apprezzare la libertà!”.

E a me, che penso sempre male, frulla in mente un sadico pensiero. Ma è mai possibile che non si trovi un solo amministratore pubblico, tra i noti, che abbia il coraggio di non indossare il segno dello schiavo davanti alla bocca? Che la smetta di perseverare a mantenere in piedi questo carrozzone che fa acqua da tutte le parti, quest’opera drammatica ormai giunta al termine, smentita e smontata dai più illustri ricercatori? La mia idea è che ogni amministratore pubblico, sia esso sindaco o governatore, gioca la carta politica del minore sforzo perché è più facile conformarsi piuttosto che distinguersi. È più facile delegare le responsabilità piuttosto che prendersele. È più facile seguire “le linee guida”, un po’ come un treno su sicuri binari, piuttosto che farsi domande scomode e darsi risposte logiche; e agire di conseguenza. Oppure siamo addirittura davanti a casi di collusione così profondi che anch’essi fanno parte di un progetto sadico e tenebroso, che ha il fine di arrivare ad annichilire più coscienze possibile, altrimenti a rischio di evoluzione. E forse ce lo ha anche detto ma eravamo distratti…

Intanto qui a Biella anche la politica si muove, questa volta non per sanzionare e punire e terrorizzare. Il partito di maggioranza, per esempio, ha organizzato una manifestazione di protesta contro le decisioni di questo governo, quello che dice di non essere a favore delle tenebre. E lo farà in tutta sicurezza, mantenendo le distanze e indossando mascherine. Quindi protestano contro il governo vestiti come vuole il governo con le norme imposte dal governo. C’è qualcosa che non mi torna…

Lega a Biella - Manifestazione contro governo
Screenshot dell’articolo linkato. Una tranquilla ed innocua manifestazione a norma

Ma a questa congettura non è arrivato solo lo scrivente, no. A quanto pare è un ragionamento che ha una sua logica, se anche Fausto Carotenuto, del sito coscienzeinrete.net, arriva alle stesse conclusioni:

Ecco, quando vedrete dimostranti senza mascherine, che non hanno paura di abbracciarsi in pubblico, che non hanno timore delle sanzioni, illegali, illecite, allora date loro attenzione perché è il segnale che qualcosa si muove veramente.

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