Inviti alle rivolte e “strani” messaggi su La Stampa

A cura di Andrea Pilati

Oggi sembra vi sia un delirio in giro, soprattutto in giro per l’Italia. Mi sono arrivati video di proteste spontanee, notizie e video di multe comminate in modo a dir poco indecente, come questo

O notizie come questa, a dir poco vergognosa:

Articolo famiglia  multata per visita della figlia.png
Fonte: https://www.controradio.it/

Oppure questo fatto, accaduto a Genova, che mostra e dimostra come la valvola di sfogo della pazienza del popolo sia saltata, da Nord a Sud e si profila un nuovo “9 dicembre 2013”, ma con risultati a dir poco inquietanti. La posta in gioco è troppo alta e le vite hanno un prezzo troppo basso per i padroni del Sistema.

Ma la notizia più curiosa è quella di un articolo apparso oggi su La Stampa, ma redatto in modo ambiguo.

Articolo La Stampa e rivolte a Torino

Fonte: https://www.lastampa.it/torino/

La cosa curiosa è che, nell’articolo, è palese che i fatti narrati non sono andati come li hanno raccontati; nell’articolo, infatti, sono stati inseriti alcuni spezzoni video che avrebbero potuto benissimo essere omessi, specialmente quello che mostra i ragazzi con il megafono. Qui sotto il documento, estrapolato dal web, che mostra una sequenza di video incollati che riprendono i fatti, gli stessi che potete trovare sul quotidiano torinese:

Rivolte in Corso Giulio Cesare a Torino. Dovute a una rapina?

Ora, io dico. Ma se un quotidiano si permette, per la seconda volta, di passare notizie ambigue che fomentano più dubbi che certezze, dove vuole arrivare? Sarebbe stato più facile fare come ha fatto Repubblica dove, nella sua edizione online, ha inserito solo lo spezzone di filmato dell’arresto dei presunti rapinatori e non quello che mostra alcuni ragazzi che dichiarano, con il megafono, che la loro pazienza ha superato il limite e invitano tutti a scendere in strada.

Articolo Repubblica e rivolte a Torino.png
Il quotidiano Repubblica usa il condizionale. Fonte: https://torino.repubblica.it/

Potrebbe essere che La Stampa voglia tenere il piede in due staffe in modo da evitare la ghigliottina mediatica in vista di prossimi, eclatanti, risvolti che faranno pendere l’ago della bilancia dalla parte opposta?

Il dubbio è lecito…


E se invece le cose fossero messe così?

Messaggio dal Sistema. I popoli sono quasi pronti e si stanno ribellando, come previsto, in base alle analisi dei messaggi di malcontento apparsi sui nostri mezzi di comunicazione social che abbiamo messo loro a disposizione sul web. Abbiamo correttamente veicolato la giusta disinformazione e si è creata una eccellente confusione. Tra non molti giorni anche in Italia vedremo uscire parecchie persone. Anche le forze dell’ordine saranno confuse e molti di loro si uniranno al popolo. Facciamo solo caso a quanti di loro indosseranno la mascherina, meglio ancora se porteranno anche i guanti; quello sarà l’unico segno distintivo della loro paura, ancora pienamente radicata nelle loro menti. Potremmo vedere da lì quanti saranno coloro che, successivamente, ritorneranno tranquillamente nella loro gabbia. Sarà solo questione di tempo, come previsto… Se non sono disposti a togliere di dosso quell’inutile orpello vorrà dire che la nostra comunicazione mediatica avrà funzionato benissimo e saranno coloro che manifesteranno solo per dire “basta, fateci uscire di prigione a qualsiasi prezzo”; e accetteranno anche il vaccino e un pugno di soldi pur di togliere di dosso quel peso psicologico che li opprime.

Potremmo iniziare a preoccuparci solo nel momento in cui vedremo quelle mascherine volare via; quello sarà il segno della loro emancipazione e, a quel punto, noi non avremo più possibilità di riprendere le redini della situazione.

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