Cosa serve vincere se non abbiamo meriti per ricevere il premio?

Con gli animi ancora caldi per la schiacciante vittoria del NO dopo il referendum andiamo a vedere cosa si nasconde nei nostri “armadi” e se quello che c’è dentro potrebbe fare la differenza.

Perché avvenga un cambiamento occorre prima che avvenga dentro ogni singolo essere umano tramite una presa di coscienza chiamata “consapevolezza”. Questo termine è oggi usato ma soprattutto abusato alla pari del termine “amore” che ha preso tutt’altra deriva.

Una piena consapevolezza deriva dal fatto che ci si rende conto dei nostri distruttivi moti egoistici, essi ci rendono subdoli, falsamente solidali. Permettiamo che avvengano i cambiamenti a patto che non venga lesa la nostra convenienza personale, il nostro tornaconto.

In questo aforisma risulta evidente tale affermazione:

Sorvegliate la vostra condotta giornaliera, le vostre parole, i vostri pensieri,
 in modo da renderli innocui.


Coltivate pensieri su voi stessi e sugli altri 
che siano positivi e costruttivi, quindi non 
solo inoffensivi ed innocui, ma anche benefici 
nei loro effetti. Studiate le vostre influenze emotive 
sugli altri in modo che, né il vostro 
umore, né la vostra depressione, né le vostre 
condizioni emotive, possano nuocere a 
coloro con cui avete a che fare.

L’innocuità rende cauti nel giudizio, 
reticenti nel parlare, capaci di 
frenare le azioni impulsive 
e sopprime la tendenza alla critica.

A. Gentili

In ogni confronto c’è sempre un vincente ed un perdente, si sa. Ma è il fine che fa la differenza.

Ora, dopo la giornata di ieri che ha portato in Italia aria nuova cerchiamo di vedere nel passato per comprendere il presente.

Partiamo da quello che è successo in Grecia nel 2015 al tempo di Tsipras e Varoufakis, di quanta scarica energetica popolare si è riversata nell’ambiente ellenico!

piazza-syntagma-grecia
Atene, piazza Syntagma

…e poi?

Grecia, il SI del Parlamento al secondo pacchetto di riforme. Disordini a Piazza Syntagma

Vedi qui: https://www.forexinfo.it/Grecia-il-SI-del-Parlamento-al-secondo-pacchetto-di-riforme-Tafferugli-a-Piazza

Quello sopra è solo un’esempio di quello che accade se non si ha una compatta unità d’intenti scevra da interessi personali. Facciamoci caso: nel 2013 nasce il “Comitato 9 dicembre” che ha come ispiratore Danilo Calvani. Qui in Italia ce lo ricordiamo tutti: erano i giorni dei blocchi alle rotonde, dei presidi permanenti, dei “Letta a casa, fuori dall’euro, giù le tasse!”. E poi? Tutto, piano piano si è dissolto.

comitato-9-dicembre-in-piazza
Italia, comitato 9 dicembre

 

Ancora una volta tanto fervore poi sopito, e poi ancora speranza e poi ancora disillusione… un po in alto e poi giù in basso e poi ancora, come un burattino legato ai fili del suo burattinaio. Mi ricorda Collodi

Ma se invece di andare in piazza dinanzi la sede del Governo fossimo andati dentro la sede del Governo? No, no, non a Palazzo Chigi; parliamo di entrare in banca!

Per approfondire consigliamo la lettura degli articoli a riguardo digitando “banche” nella casella di ricerca.

È incredibile inoltre come le cose accadano in sintonia con gli eventi e che questa sintonia la recepiscano anche altre persone. L’idea di questo articolo è venuta cercando di valutare le cose da un altro punto di vista; quello umano, come presentato in apertura dell’articolo.

Se non siamo in grado di comprendere il vero movente in noi saremo sempre nelle mani dei nostri Governanti oscuri perché, in fondo, sono DENTRO DI NOI.

La soluzione ai mali che ci affliggono la possiamo trovare solo con la comprensione delle nostre forze negative, quelle fatte di imbrogli, sotterfugi, malafede, critiche, invidie, moti d’orgoglio… E in questi giorni quante volte si è sentito parlare di “essere orgogliosi di essere italiani”. Essere fieri è l’esatto opposto. Andare fieri è l’atteggiamento di chi si sente onorato, di chi, raggiunto un’obbiettivo con la propria forza di volontà non se ne vanta ma ringrazia l’Universo delle opportunità che ha avuto e condivide i meriti acquisiti (e non pretesi) con i propri simili.

Forse è un discorso che pare slegato dalla politica e dall’economia ma cos’altro è la politica se non il mettersi al servizio degli altri come strumento di governo per l’evoluzione dell’umanità? E cos’è l’economia se non il mezzo per dirigere in modo equilibrato e senza sprechi le energie materiali ed immateriali (costruire un mobile,  sviluppare una teoria; attività che necessitano di impegno, a prescindere dal tipo di strumento).

A corroborare quanto sopra  a riguardo della sintonia vi consiglio d leggere le affermazioni di Antonino Galloni:

IL LATO OSCURO DI UNA GRANDE VITTORIA: ITALIA IN PERICOLO?

antonino-galloniUna grande vittoria. La inaspettata partecipazione e l’atteso NO (che, personalmente ho sempre considerato un BASTA!) testimoniano di un popolo assai consapevole e che non ha votato solo di pancia contro il governo renziano o di cuore a difesa della Costituzione, ma anche di testa per impedire una deriva che avrebbe peggiorato le condizioni sociali, economiche, politiche del Paese.

La controprova sta nelle tre regioni dove il SI ha prevalso: Toscana, Emilia Romagna, Trentino; le regioni dove si vive meglio e dove ha prevalso, quindi, quell’opportunismo pessimistico che ha consentito di accettare 35 anni di peggioramenti nel timore di perdere quello che si aveva.

Finalmente il Centro-Sud ha, invece, rialzato la testa, mentre le altre regioni del Nord – quelle che hanno vissuto, in questi decenni, la perdita del primato industriale – hanno segnato la vera sconfitta della controriforma boschiana.

Adesso siamo in attesa delle reazioni internazionali e finanziarie che non saranno favorevoli a questa vittoria italiana della partecipazione e della democrazia; ma lo spread non si alzerà se la BCE continuerà a fare il suo normale lavoro; viceversa se tradisse, allora dovremo scendere in piazza qualora non ci fosse sufficiente consapevolezza in questo Parlamento, per ottenere soluzioni di difesa delle nostre istituzioni, ben diversamente da quanto accadde in Grecia (a causa della impreparazione a fronteggiare la situazione).

Ma, se al dunque, i cosiddetti mercati e la BCE attenueranno le conseguenze del voto, nonostante l’evidente conflitto con questa Europa e la grande finanza, rimane aperto un interrogativo di più largo respiro.

continua su scenarieconomici.it

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