Il dannoso 5G su La Stampa. Articolo interessante… poi rimosso

A cura di Andrea Pilati

Una lettrice ci segnala questo interessante articolo. Per mio conto lo trovo interessante non solo per il contenuto ma anche per il fatto che sia apparso niente meno che sul giornale di John Elkann, senza che avesse subito censura. Lo riporto integralmente perché l’articolo è divenuto ancora più interessante per un ulteriore fatto, da poco accaduto: È STATO RIMOSSO.


5G su La Stampa.png

Nel 2002 discussi la tesi di Laurea in Medicina Legale e delle Assicurazioni dal titolo: “La valutazione del danno alle persone da radiazioni elettromagnetiche. Aspetti giuridici e medico-legali”. La normativa era scarsa ma già era fondamentale il ruolo delle Istituzioni nella protezione dai campi elettromagnetici e si insisteva sulle precauzioni da adottare prima di acquistare o affittare un immobile. Il Professore mi riconobbe lungimiranza e mi laureai con lustro in Giurisprudenza. Già al tempo gli studi scientifici evidenziavano come i campi elettromagnetici ad alta e bassa frequenza avessero impatto sulla salute umana generando carcinomi, leucemie, alterazioni uditive, oculari e del DNA. Da allora siamo passati da semplici telefonini di plastica, che servivano solo per comunicare a distanza, a veri e propri smartphone che in molti casi hanno sostituito il nostro cervello.

Mentre in questi giorni il mondo combatte contro un virus che miete fin troppe vittime; silenziosamente e gradualmente, lo stesso mondo si riempie di ripetitori 5G, Italia inclusa.

La tecnologia 5G entra in diversi campi: robotica, intelligenza artificiale, internet of things e sensoristica, realtà virtuale ed aumentata ed in ogni ambito di applicazione digitale.

Il 5G ha sollevato proteste in ogni parte del mondo per gli effetti sulla salute ed il problema riguarda tutti perché la nuova tecnologia è capillare e prevede il posizionamento di moltissime micro antenne (a Roma ad esempio sono già state posizionate e se ne attende solo l’attivazione).

In molti si sono chiesti: perché proprio in questo periodo nel quale tutti siamo a casa ci si affretta a tagliare alberi in tutta Italia? Ebbene le foglie degli alberi rappresentano un ostacolo per le onde millimetriche del 5G, come riconoscono anche i gestori telefonici.

I colossi del 5G sono Ericsson, leader incontrastato in Europa e fornitore di rete per TIM; Huawei e Zte in Cina. Il ruolo di queste ultime è particolarmente importante negli attuali equilibri politico-economici perché a giugno 2019 hanno comunicato di rinunciare ai fornitori statunitensi di microchip e affini…così a Grosseto il 16 marzo 2020 comincia, e viene completato il primo aprile, l’abbattimento di 54 pini giovani e sani in Via Mascagni ed altri 15 risultano in fase di abbattimento. I tagli sono avvenuti durante le restrizioni da Covid-19 e dunque in violazione del DPCM dell’11/3.

A Bergamo nel piazzale Alpini gli abbattimenti sono datati 20 marzo; 13 marzo per il Parco Fratelli Locatelli; 26 febbraio per il giardino della Prefettura; il 31 gennaio viene completato l’abbattimento di tutti gli alberi di Piazza Dante. A Firenze il 17 febbraio si abbattono 17 pini a Piazza della Vittoria.

I primi di marzo a Roma ci sono abbattimenti su Nomentana, Aurelia e all’ Eur (Piazzale Asia) che si aggiungono ai precedenti abbattimenti di splendidi tigli a Monteverde; mentre ad Ostia a partire da ottobre è stata violata la Riserva di Procoio, tra proteste e manifestazioni dei residenti. Il 14 marzo il Tribunale di Roma ha posto sotto sequestro la Riserva eh ha avviato un’inchiesta.

A Forlì il 1 aprile, 36 alberi ad alto fusto vengono abbattuti in viale Gramsci; a Villanterio (PV) il 7 marzo, sono stati tagliati ontani, pioppi e salici lungo 3 Km del fiume Lambro. A Montegiordano (CS) il 29 marzo vengono abbattuti 115 pini secolari ed ai Giardini Naxos il 31 marzo numerosi eucalipti. Infine a Trieste il 30 marzo vengono tagliati via gli alberi di Viale XX Settembre ma l’elenco non è esaustivo, si continua in tutto il paese. Le motivazioni ufficiali sono sicurezza dei cittadini e malattia degli alberi ma le evidenze che l’eliminazione degli alberi sia connessa alle istallazioni delle antenne 5G provengono, tra le altre fonti, dall’ente britannico per la cartografia statale: nelle 46 pagine sulle pianificazioni geo-spaziali del 5G a titolo di manuale d’uso per autorità locali, si invita a valutare come il segnale del 5G possa essere impattato “identificando tutti gli oggetti significativi in genere con altezza oltre i 4 metri, quali ad esempio statue, monumenti […], alberi di grandi dimensioni e siepi alte”, poiché arbusti, foglie e rami devono essere considerati come bloccanti al pari di materia solida.

Ma torniamo al 5G: si tratta di radiofrequenze a onde millimetriche che comportano un’irradiazione permanente e ubiquitaria. La sperimentazione mondiale corrente porta con sé effetti termici e biologici a dir poco inquietanti. Martin Pall, Professore Emerito di Biochimica e Scienze Mediche di Base all’Università Statale di Washington, figura di spicco a livello mondiale, afferma: “Prevedo grandi catastrofi ecologiche e incendi, perché le piante soggette ai campi elettromagnetici sono più infiammabili. Possiamo essere certi che il 5G comporterà un numero di pulsazioni di gran lunga maggiore dei campi elettromagnetici attuali. Si tratterà di pulsazioni particolarmente potenti e rischiose. Potremmo avere vaste epidemie e vedere l’insorgere di 4 tipi di cecità: cataratta, distacco della retina, glaucoma e degenerazione maculare. Ci si aspetta inoltre danni ai reni”. Egli spiega anche il possibile nesso Coronavirus-5G focalizzandosi sulla molecola proteica del canale di calcio (VGCC), le cui eliche agiscono come sensore di tensione ai cambiamenti elettrici attraverso la membrana plasmatica. È stato dimostrato che le frequenze esacerbino la replicazione virale, la diffusione o la letalità della malattia.

Olle Johansson, massimo esperto delle interrelazioni fra i campi elettromagnetici e gli organismi viventi ha specificato: “5G viene introdotto senza studi anche in America, ma in letteratura esistono 26.000 voci sui rischi: sono preoccupato!”

Ronald Kostoff, della Georgia Institute of Technology, afferma “Il 5G è il più grande esperimento non etico della storia; è ormai comprovato che il wireless abbassi le difese del sistema immunitario, esponendo a virus e malattie”.

Ancora Nasrin Seyhan, direttrice del Dipartimento di Biofisica della Gazi University – Ankara, ed esperta di protezione dalle radiazioni non ionizzanti afferma: “Le radiazioni a radiofrequenza modulate a impulsi a 900 Mhz causano stress ossidativo su cuore, polmone, testicolo e tessuti epatici”. Lo stress ossidativo è stato di recente indicato dal premio Nobel Luc Montagnier come una delle cause della malattia da Coronavirus, tanto da sostenere la crucialità di assumere antiossidanti in questa fase.

Le opinioni di questi scienziati sono la Bibbia di Annalisa Buccieri, referente per il Lazio dell’Alleanza Italiana Stop5G, la quale mi riferisce: “Il 5G rappresenta una minaccia di enormi proporzioni per umanità e l’ecosistema. La scienza non è confusa in merito, si è espressa molto chiaramente. Piuttosto la distinzione fondamentale è quella tra scienza pura e scienza che risponde ai conflitti di interesse, come esplicitato nella recente sentenza della Corte d’Appello di Torino nel caso Tim-Romeo”. L’alleanza Italiana Stop5G è una rete apartitica e trasversale nata con l’obiettivo di affermare il principio di prevenzione e precauzione, promuovendo azioni sociali e politiche finalizzate alla tutela della salute pubblica drammaticamente minacciata dal ‘5G Action Plan’, recepito in fase sperimentale dal governo italiano già dal 2017. L’Alleanza appartiene all’Alleanza Europea Stop5G.

In Italia 183 Comuni sono ufficialmente “Stop 5G” e 58 Sindaci hanno emanato ordinanze per fermarlo, mentre 2 Regioni hanno approvato mozioni per la moratoria. Sempre in Italia i Comuni Bandiera Arancione Touring hanno l’obbligo di sperimentare il 5G, anche se si parla di offerta commerciale obbligatoria. Sandra Biglio, Presidente dell’Associazione Piccoli Comuni, si sta opponendo con forza.

Con il 5G si prevede di coprire tutti gli angoli del pianeta, anche con tecnologia laser, superando ogni possibile gap tra i territori.

Riuscirà il Corona virus ad anteporre il valore della vita e della salute a quello del profitto?


Link al sito de La Stampa dal quale è stato copiato l’articolo:

https://www.lastampa.it/opinioni/2020/04/06/news/il-valore-della-salute-e-quello-del-profitto-il-5g-1.38686965/amp/?__twitter_impression=true

Che ora si mostra così:

5G su La Stampa - rimosso.png

11 pensieri riguardo “Il dannoso 5G su La Stampa. Articolo interessante… poi rimosso

  1. Il vostro articolo mi ha fatto ritornare in mente i vari servizi tg che andavano in onda nei periodi di maltempo in cui facevano spesso e volentieri vedere i danni causati dagli alberi abbattuti nei centri delle città a causa dei forti venti e temporali. Altra immagine spesso richiamata era il danno delle radici di questi grossi arbusti che si facevano largo sotto l’asfalto. Non è che già allora premeditassero di farsi largo anche con questi metodi per ottenere il favore del popolo??

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    1. Salve Giorgio
      Guardi, tutto è plausibile, anche questa sua congettura. Ma, se allora, facevano passare questo messaggio sulla pericolosità degli alberi in città, oggi invece sono spudorati e sfacciati perché si fanno forza sulla nostra debolezza. Fino a quando permetteremo loro di trattarci da pezzenti?

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  2. Buongiorno, io sono seriamente preoccupata, ma leggendo l articolo mi sorge una domanda: se gli alberi ostacolano le onde, allora significa che le onde non possono arrivare ovunque come si dice. Cioè c’è un modo per fermare queste onde.. ad esempio il cemento armato..? Mi è sorta questa perplessità. Spero qualcuno di voi possa rispondermi. Grazie, Francesca

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    1. Cara Francesca,
      come tutte le radiofrequenze anche quelle del 5G non possono arrivare ovunque. Infatti una frequenza di banda bassa è capace di attraversare gli ostacoli fisici molto meglio di una frequenza alta. Le frequenze del 5G occupano tre fasce: le basse (694-790 Mhz), le medie (3,6-3,8 GHz) e le alte (26,5-27,5 GHz). Queste ultime sono quelle destano più preoccupazione in quanto non sono mai state usate prima. Sono millimetriche e per questo (senza scendere in dettagli tecnici) possono trasportare dati/informazioni ad alte velocità ma parimenti sono meno affidabili in portata perché facilmente disturbabili in generale da ostacoli fisici che possono essere rappresentati da una sempre coltre nuvolosa, fogliame vivo (quindi gli alberi – infatti studi di settore mostrano la variabilità della loro capacità di assorbire le onde millimetriche in base alle stagioni) fino alle mura delle abitazioni. Per ovviare a ciò si ricorre all’installazione di innumerevoli antenne distanziate tra loro strategicamente per ottimizzare la copertura e la stabilità del segnale. Il risultato è che bisognerà installarle praticamente ovunque e a poca distanza l’una dall’altra (a volte anche poche decine di metri) e poiché gli smartphone 5G useranno una tecnologia chiamata “Adaptive beam switching”, che permetterà loro di saltare da una banda di frequenza all’altra in modo da mantenere stabile la connessione, sarà come avere il cellulare continuamente in ricerca reti, ovverosia in quella modalità che è dannosa per la salute, sa quando le dicono che è consigliato usare le auricolari per le lunghe telefonate meglio se per tutte le chiamate? Proprio perché quel continuo irraggiamento di onde non è sicuramente un toccasana né per il cervello né per il nostro organismo in generale. Qualcuno ha ipotizzato che sarebbe come portarsi dietro un forno a microonde sempre accesso.
      Tutto questo senza considerare che le aziende di settore stanno già investendo per le connessioni di 6G (sesta generazione) rese possibili grazie alle onde Terahertz…

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    2. Buongiorno Francesca
      Le onde millimetriche sono drasticamente ridotte da qualsiasi ostacolo di natura biologica che abbia una forte componente acquosa. Il cemento armato è anch’esso di ostacolo ma molto meno, in quanto ha una struttura in ferro all’interno che funge da conduttore. Comunque, per ovviare ai problemi prodotti dagli ostacoli, basta aumentare il numero delle antenne. Se non bastano, poi, ci sono già pronti 22000 satelliti che vengono giornalmente mandati in orbita. Cosa fare quindi? Consiglio la lettura di questo articolo: https://traterraecielo.live/2018/05/13/il-guardiano-dei-campi-morfici/
      Buona vita

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    1. Grazie Marco, abbiamo sempre bisogno di eventuali correzioni e verifiche. Mi permetto però di dissentire su quanto afferma Attivissimo poiché è il classico tipo che dovrebbe fare debunking sulle sue fake. Consiglio di guardare i video di Massimo Mazzucco dove Paolo Attivissimo non riesce a smontare le tesi di Massimo sull’11 settembre 2001. Per non parlare poi di quello che sono i rilasci di nanoparticolato avio disperso; Attivissimo non ne vuole sapere, nemmeno delle prove. Lo stesso Attivissimo, nel 2017, è stato poi richiesto nella task force contro le fake news (è di moda chiamare così un gruppo di persone elette dal governo per combattere i dissidenti) creata dall’allora ministro Laura Boldrini. Per approfondimenti: https://traterraecielo.live/2017/01/04/italia-4-gennaio-2017-inizia-la-dittatura-soffice/. Ricordo, a questo proposito, il tanto decantato articolo 21 della Costituzione che mette al riparo da qualsiasi censura, in virtù di una libertà di opinione tipica di una democrazia, o che tale dovrebbe essere. Attivissimo invece la censura la invoca, alla faccia della libertà e dell’altrui opinione.
      Sempre sul sito da lei menzionato, poi, devo fare notare come l’autore chieda a gran voce la liberalizzazione della tecnologia di quinta generazione, menzionando poi i suoi alleati, ai quali ha fatto sentire le sue rimostranze; quelli che, in fondo, pagano la loro pubblicità sui quei quotidiani sui quali è apparso l’articolo incriminato. E chi sono?
      Poi, su suo consiglio mi sono anche informato sulla giornalista che ha redatto il pezzo in questione. Una bella ragazza, non c’è che dire, ma l’articolo dice di lei nulla di sconvolgente. Sempre che, poi, non si tratti di una caso di omonimia. Quindi tutto tranquillo; direi che la stesura del nostro articolo sul 5G rimane intonsa.
      Con cordialità

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    2. Grazie Marco per la segnalazione.
      Fai bene a leggere il blog di Attivissimo, non bisogna mai dare ascolto ad una sola campana. Una vera opinione scevra da condizionamenti deve nascere da te e non da altri. Noi cerchiamo di offrire sempre una visione diversa da quella che ci viene data dal mainstrema perché troppe volte ci siamo trovati spiazzati da certe notizie che venivano e continuano ad essere offerte, anzi a volte oserei dire imposte, come unica verità. Anch’io seguivo moltissimo Attivissimo, fin dai suoi primi passi, ma col tempo ho notato un suo discostamento da quello che ritenevo un comportamento eticamente ed intellettualmente corretto, ma oguno è libero di fare le sue scelte in piena libertà di coscienza. Continuo a leggere alcuni suoi post sempre per avere un termine di paragone con cui confrontarmi, così come altri noti siti di cosiddetti “debunkers” (si dovrebbe dire smacheratori, di notizie false o presunte tali fino a prova contraria) come anche BUTAC, in merito al qual consiglio questa interessante lettura:

      Bufale un tanto al chilo: storia di un sito filo/governativo, spesso querelato e anche messo sotto sequestro. Si professa la verità ma alla fine si tratta di solo articoli su commissione.

      Naturalmente poi ad ognuno di noi resta una scelta da fare ogni volta.
      Continua a seguirci! se lo ritieni stimolante per la mente e Grazie ancora.

      PS: consiglio di leggerer anche questo:

      “Wikipedia” non sempre è imparziale. Quando la manipolazione dell’informazione raggiunge l’Enciclopedia Libera.

      di nuovo grazie 🙂

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