Le parole che allontanano, le parole che avvicinano

A cura di Andrea Pilati

Già in questo contenitore di notizie, concetti e opinioni chiamato “blog” ho scritto in merito alla parola, intesa come suono e come espressione del nostro mondo dentro (concetto ribadito anche nel libro “Il mondo dentro, per cambiare il mondo fuori”). Ma non è mai abbastanza e sempre altre sfumature escono a mostrarci altre angolature e punti di vista che mostrano e dimostrano quanto il discorso sia esteso e altrettanto poco compreso.

Parto dal proporre un personaggio in sintonia con il mio sentire; Chantal Dejean.

La si può seguire in questi due video. La lunghezza potrebbe scoraggiare perciò mi permetto di descrivere il suo messaggio nelle righe più sotto.

La sua dialettica e l’entusiasmo che trasmette rendono piacevole il discorso, ed i concetti sono espressi in modo chiaro e con una limpidezza disarmante. Chiunque può constatare su di sé la realtà oggettiva di quanto Chantal asserisce. Parla di vibrazioni, sempre più sottili a mano a mano che si ha a che fare con corpi meno densi. Ma, per poter entrare in sintonia con le parti più sottili di noi e degli Esseri che vivono in dimensioni più eteree, occorre fare una raffinazione soprattutto del linguaggio. Qualsiasi forma energetica benevola sarebbe in grado di aiutarci, ma solo se parliamo il suo linguaggio. Altrimenti l’alternativa è essere fagocitati e manipolati da altre forze di tutt’altra vibrazione, di bassa frequenza e di alta densità. Sarà per questo che molti vivono una vita attorniata da personaggi invidiosi, violenti, in malafede, approfittatori, prevaricatori, sfruttatori… Dei vampiri energetici, alla fine. E la felicità tanto agognata e perseguita si allontana ogni giorno di più lasciando il posto alla insoddisfazione, prima, e alla tristezza, poi.

Usare il verbo non è cosa semplice, ma è il mezzo più esplicito per verificare che, chi abbiamo intorno, è il gruppo di personaggi a noi congeniale ed in perfetta sintonia. Per cui troviamo il carnefice che trova la sua vittima perché da quest’ultima attratto, il sadico trova il suo masochista perché esso ha bisogno di lui, ecc… Siamo nel mondo della dualità, come anche Chantal ci ricorda nel prossimo video (e spesso ce ne scordiamo).

La dualità ed i suoi effetti

Ma consapevolizzare il valore della parola ci porta anche a fare delle scelte obbligate; lasciare certe frequentazioni dense per via della volgarità è solo un atto dovuto se aneliamo ad accrescere la nostra frequenza vibratoria e staccarci dalle sofferenze della densità. È lo stesso concetto che porta l’ex fumatore, o il non fumatore, ad allontanarsi da coloro che del fumo hanno fatto la loro dipendenza. Ma allo stesso tempo il fare presente che la volgarità non è gradita, con i dovuti modi, anche con il silenzio, a seconda dei casi, è un atto di richiesta di rispetto ed una indicazione verso quelle anime che non hanno ancora acquisito la percezione della leggerezza del verbo curato e raffinato e di quanto magnetismo porta in sé, tanto da attirare altri individui alla ricerca della stessa frequenza.

Dispiace sentire ragazzi adolescenti che emettono suoni di una tale malevolenza verso di sé che non si può che provare pena per via del triste destino che si stanno attirando. Bestemmie, parolacce, imprecazioni… Non si può addossare loro tutta la colpa; coloro che li conducono sono i primi responsabili di tale scempio. Mi trovo d’accordo con il detto “Le colpe dei genitori ricadono sui figli”. Quale frase più appropriata per rendere più responsabili gli educatori delle nuove nascite? Ma se manca la consapevolezza degli effetti della parola come si può pretendere un cambiamento in questo senso? Beh, il cambiamento ci sarà, per forza, perché la vita nell’Universo è un continuo movimento; ogni coscienza presente sul pianeta è venuta in questo mondo per portare a compimento il proprio obiettivo per cui “tutti i nodi verranno al pettine” e, presto o tardi la Giustizia si farà sentire. Peccato però che, quando interviene l’Universo, la cosa non è di certo gradevole perché Egli, essendo Amore puro, non conosce pietà ma solo equilibrio ed equità. Tanto meglio intervenire prima con il nostro libero arbitrio.

Quanto affermato nel titolo è frutto di esperienza personale che chiunque può fare e chiunque può confermare. Quando, anni fa, ho iniziato a correggere il mio modo di esprimermi, ho notato che alcune persone si sono “misteriosamente” allontanate, scremando la cerchia di frequentazioni. Altri individui, invece, si sono avvicinati ed io a loro, per empatia e per attrazione. La comunicazione è la prima porta che ci permette di entrare in un contesto o di uscire da un altro; e, chiaramente, cambiare, in una certa misura, anche il nostro destino.

Non stupiamoci, quindi, se qualcuno ci fa notare il nostro modo di parlare perché è come se qualcuno continuasse a fumarci in viso; ne va della nostra salute. O ci correggiamo oppure rischiamo di perdere un valido individuo che altro non ha fatto che darci una mano.

Un consiglio: se vogliamo incontrare un individuo che sta lavorando per raffinarsi basta notare quanto entusiasmo emana nei suoi discorsi. E spesso hanno una naturale propensione al sorriso.

Un pensiero riguardo “Le parole che allontanano, le parole che avvicinano

  1. Grazie per aver condiviso e commentato questi due video di Chantal Dejean, aiutandoci a conoscere meglio il suo pensiero. Nessuno di noi ha la verità assoluta, ma le parole ed il modo in cui le si dicono, le si esprimono e le si donano, infondono ed inculcano in noi i pensieri positivi o negativi che portano. E questa è la vera importanza della parola, che infatti solo l’essere umano possiede.

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