Banche, prestiti e guerre; tutto quello che non è stato detto e la collusione con chi ha contratto un prestito

A cura di Andrea Pilati

Inizio questo intervento attirandomi le vostre ire ponendo una domanda: se tu, caro lettore, vedessi dei ladri appropriarsi dei beni di una gioielleria e questi ladri, presi alla sprovvista, ti offrissero parte del bottino in cambio del tuo silenzio, come chiameresti questo atto? Omertà? E se ci prendessi gusto e, maschera in faccia e opportunismo dietro di essa, ti mettessi a collaborare con questi ladri appoggiando i loro continui furti, giustificandoti con un “ma tanto è consuetudine e dei ladri ne ho bisogno per le mie spese”, potremo chiamare questo atteggiamento “collusione”?

Tutto questo è quello che accade quando andiamo a servirci delle banche, credendo sia così. Questo articolo vuole invece fare conoscere come siano loro a servirsi dei clienti e di come questi si trasformino in accondiscendenti complici e collusi, se fossero informati di questo operato.

Dopo avere letto le righe seguenti mi auguro si smuovano le coscienze al punto di sentire quanto grava questa responsabilità e di sentirsi con essa scomodi. E, alla fine, agire… Ce ne avvantaggeremo tutti.


Mi pare di avere notato che molti, compresi economisti di fama, non hanno notato il collegamento tra il denaro e tutti gli aspetti della vita umana su questo pianeta. Ne parlavo proprio questa sera con una signora ottantenne di larghe vedute e di ampia cultura. Lei stessa comprendeva il discorso che segue, in primis perché alle stesse conclusioni vi era arrivata pure lei; e senza studiare economia.
Forse perché tale visione va oltre l’aspetto puramente fisico e gli studi accademici, anche seguiti da menti eccelse e di larghe vedute, non sono sufficienti a comprendere l’aspetto olistico del denaro; anche perché ad esso va collegato direttamente ed esplicitamente l’aspetto energetico, che ne sta alla base. Senza di questo tutto è confuso, fumoso, complicato…
Secondo questa visione le banche non sono istituti di credito, ossia semplici prestatori di denaro creato dal nulla in barba a tutte le leggi, ma depositi di beni oggettivi quali case, automezzi, mezzi di trasporto, porti, infrastrutture, intere nazioni, e tutto ciò che sta alla base della materia su questo pianeta. Pianeta compreso. Depositi di beni posseduti da coloro ai quali ha prestato i soldi per il loro acquisto; così, almeno, viene fatto credere. Chi ha creato il denaro ha voluto creare un forte legame tra essere umano e materia, mettendo ad esso il paraocchi e stringendo la sua visuale solamente sull’aspetto materiale, scindendo da esso l’aspetto spirituale. Questa dicotomia ha portato gran parte dell’umanità ad identificarsi con la materialità e a legarsi con la paura. Tutto ciò che è diventato acquistabile non è segno di progresso e di ricerca scientifica ma frutto di marketing a lungo termine e per un ben preciso scopo.

Per esempio, la creazione del motore a scoppio, sebbene inizialmente la coppia Barsanti/Matteucci l’avesse presentata al mondo come una invenzione a tutti gli effetti, per il Sistema dominante è stata trasformata in una operazione commerciale, venduta e mostrata come progresso. L’invenzione risale al 1853; da allora quanti anni sono passati? 2019 meno 1853… dunque… 166 anni! Centosessantasei anni sempre con lo stesso principio endotermico. Possibile mai che siamo riusciti ad andare sulla Luna (sempre sia stato così) mentre sulla Terra giriamo ancora a bielle e pistoni? Ma forse è meglio pensare che ci sia anche qualche specifica preferenza verso i derivati del petrolio… Ma questa è un’altra storia e, se la volete approfondire, la trovate qui: https://traterraecielo.live/2018/10/07/diesel-euro-3-e-la-teoria-della-rana-bollita/
Tutta la mole di denaro oggi circolante, che ha avuto crescita esponenziale dopo i Trattati di Bretton Wood¹ gli anni ’40 del secolo scorso, ha continuato a crescere fino a raggiungere cifre vergognose a 12 zeri. Ma come fare per distruggere tutto questo denaro senza dare nell’occhio? Normalmente, una nazione Sovrana che può permettersi di stamparlo, nel momento in cui si accorge che, per via della inflazione, ossia della troppa emissione monetaria in base ai beni e servizi forniti, i prezzi salgono, decide di raccogliere il denaro eccedente attraverso la tassazione, e di eliminarlo in qualche modo. Oggi, invece, per fare ciò, il Sistema monetario, posseduto dai soliti ristretti gruppi di persone, il denaro non lo elimina ma costringe i suoi sudditi a spenderlo con un semplice sistema, ottenendo un duplice scopo. I suoi sudditi sono gli Stati, ad esso sottomessi, che devono prenderlo in prestito creando, con ciò, altro denaro. In che modo? Attraverso la richiesta di interessi, che dovranno essere pagati stampando ulteriore moneta, anch’essa data in prestito alimentando, così, un circolo vizioso di debito inestinguibile e di continua emissione di denaro. In questa condizione di finanza globalizzata il Sistema di emissione del prestito non può più, tramite le tasse, raccogliere semplicemente i soldi in eccesso e mandarli al macero o bruciarli; essi devono spendere e fare spendere quelle ingenti somme e qual è il comparto più costoso in assoluto su tutto il pianeta? Esatto, quello militare. Basta vedere la spesa del solo Pentagono riportata in questo articolo: https://traterraecielo.live/2018/01/24/il-fallimento-degli-usa-che-trascinera-tutte-le-banche-delloccidente-nel-momento-giusto/
Detto ciò si comprende meglio quando gli Stati Uniti… ops, scusate, la Nato, ha chiesto all’Italia maggiore sforzo economico nella spesa militare. In questo contesto rientra anche l’acquisto dei novanta F35 che si sono rivelati una macchina mangiasoldi e allo stesso tempo un velivolo inutile e mal progettato. Ma il fine non era costruire un velivolo avanzato ma creare un capitolo di spesa per gli acquirenti, forzati, del Patto Atlantico.

E così, ogni volta che un missile esplode se ne vanno in fumo milioni di euro…

Un Tomahawk IV costa sul milione di dollari, un missile Jassm fra 500mila e 930mila dollari. Acquistati con gli interessi sui mutui per rendervi complici. Fonte: www.avvenire.it

Prendendo come esempio una citazione di Mauro Biglino facciamo finta che… per acquistare un missile come questo vengano spesi i soldi ricavati dagli interessi di un qualsiasi finanziamento, si può facilmente comprendere come, chi abbia acceso un prestito per l’acquisto di un bene, abbia avvallato e finanziato una guerra, rendendosi così complice di morti atroci.

Non è una ipotesi campata in aria. Il comparto militare è finanziato da banche, create come uffici di creazione di denaro dal nulla e gestione di queste liquidità, scaricando parte della responsabilità di tali gesti sugli ignari (ma ora non più) debitori.

Consiglio di guardare questo pezzo di Antonio Albanese che, durante il monologo, dice con ironica chiarezza dolce/amara a cosa servono i mutui:

Ancora propenso a chiedere quel finanziamento? Ne hai proprio bisogno di quell’auto nuova? Di rifare la cucina con un debito? Se passi da una banca, o da una finanziaria, quei soldi sono macchiati all’origine dal sangue di chi non si sottomette. Già, perché le guerre, se ci facciamo caso, avvengono sempre contro Paesi che hanno una loro libera emissione di denaro. Come la Siria, per esempio.

Ma c’è una via di uscita (c’è sempre), un modo per contrastare intelligentemente tutto ciò; trasformare i debiti in crediti. E per questo, rimando alla pagina dedicata: Trasforma i debiti in crediti


Note
¹ – http://www.treccani.it/enciclopedia/bretton-woods-accordi-di_%28Dizionario-di-Storia%29/

https://www.borsaitaliana.it/notizie/speciali/fondo-monetario-internazionale/storie-funzioni/fmi-fine-sistema-di-bretton-woods/fmi-fine-sistema-di-bretton-woods.htm

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