Se contro il vaiolo il vaccino non ha funzionato, allora…

Ricevo questo scritto, e invito a fare come ha fatto il sottoscritto; a riflettere.

Ecco la lettera in versione integrale, per la prima volta in italiano, inviata dal Professor Carlo Ruata (Professore di Igiene e Materia Medica presso l’Università di Perugia) all’editore del “The New York Medical Journal” il 21 Giugno del 1899. Essa accompagnava il suo articolo “Vaccination in Italy”, pubblicato il 22 Luglio dello stesso anno sul “The New York Medical Journal” (di cui si fa cenno nel libro “Dissolving Illusions”). Un documento storico di rilevante importanza che mette in luce i numeri reali relativi alle epidemie di vaiolo scoppiate nelle aree meno alfabetizzate della penisola e il pieno fallimento delle massicce vaccinazioni antivaiolose a cui era stato sottoposto ben il 98,5% della popolazione italiana. L’immunità di gregge viene disgregata ancor prima che venga teorizzata dagli idioti di regime. Leggetela e diffondetela: è una memoria (e testimonianza) storica di grande valore.

La lettera, che potete scaricare nel link a fondo pagina, inizia così e, alla fine, vale la pena fare una considerazione:

All’editore del “New York Medical Journal”: SIR: Nel suo discorso presidenziale all’American Medical Association, il dottor Joseph M. Mathews ha avuto la bontà di chiamare pazzi, persone fuorviate, coloro che non hanno la fortuna di essere tra i credenti nel potere preventivo della vaccinazione contro il vaiolo . Non è sorprendente ascoltare un tale linguaggio da fanatici; infatti è più comune vedere uomini ignoranti fare uso di simili espressioni volgari; ma mi sembra quasi incredibile che il presidente di una così potente associazione come l’American Medical Association nel suo discorso si sia mostrato così entusiasta nella sua convinzione di dimenticare quel rispetto che è dovuto ai suoi colleghi che non hanno la stessa fede cieca.

In questo incipit il Prof. Carlo Ruata si scandalizza per il termine “pazzi” con il quale il dott. Joseph Mathews chiama coloro che avanzano dubbi sull’efficacia delle vaccinazioni.

Oggi invece c’è chi li chiama “somari” e, grazie a questo, permettono al luminare di scrivere libri, essere invitato a conferenze e ad essere chiamato in trasmissioni radiofoniche e televisive. Manca solo la menzione al Nobel.

Il documento menzionato parla della inefficacia della vaccinazione contro il vaiolo, inefficacia provata scientificamente (termine questo in corsivo, storpiato, abusato, violentato dai relatori da palco in campo medico). Ma, allora, visto che oggi si è addirittura scoperto che il vaccino contro la rosolia nemmeno contiene il virus che dovrebbe fare reagire il nostro sistema immunitario, a cosa servono REALMENTE i vaccini?

Corvelva - No virus rosolia in vaccino.png
Dal sito Corvelva. Per approfondimenti vedere qui: www.corvelva.it

Intanto continua il delirio dei media sul caso del morbillo, passata da malattia esantematica innocua e virus mortale peggio del veleno dello scorpione. Il caso morbillo arriva addirittura sul tavolo del sindaco di Rimini, località nota per ospitare lo zoccolo duro dei dissidenti sulle vaccinazioni: i terribili e temibili NO-VAX!

Morbillo e Rimini.png
L’inquietante titolo apparso su “Il resto del Carlino” – Consigliamo di evitare di passare le ferie nella località balneare per evitare il diffondersi del temibile virus e creare una epidemia. Fonte: www.ilrestodelcarlino.it
La Repubblica. Morbillo mortale nel mondo.png
Fonte: www.repubblica.it del 25 aprile 2019

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