Movimenti di pancia e niente domande. Come farsi irretire dal Sistema

Da anni stanno continuamente bombardandoci con questa vecchia telenovela del riscaldamento globale consci che, questa volta, questa paura risulta dura farcela entrare in testa. Ci sono certamente molte persone che si sono lasciate influenzare da questo nuovo allarme, le solite persone che non fanno nemmeno lo sforzo di porsi la domanda “sarà vero?”. E sono sempre le solite che le domande non si sognano nemmeno di porsele in altri contesti; perché porsi delle domande impone di cercare le risposte, e questo costa fatica.

Ora, ai direttori di questa orchestra sgangherata non bastano le persone che hanno convinto, non sono sufficienti a fare massa critica, e questo da loro un grosso fastidio. Cosa fare allora? Proporre un nuovo idolo, inaspettato, capace di scuotere il centro emozionale di coloro che sono stati educati a ragionare con la pancia. Chi è che consigliava di ragionare con la pancia?

Che la pancia sia il nostro secondo cervello (per alcuni il primo) non è corretto. Il nostro secondo cervello è l’intestino e Grillo, parlando della serotonina, confonde la pancia con il colon. Forse si è dimenticato che nella pancia ha sede il centro emozionale inferiore che, se non mediato dall’intelletto, porta ad azioni istintive deleterie. Forse doveva fare passare un messaggio… Ma passiamo oltre…

Quindi serviva un nuovo leader per veicolare un messaggio emotivo e raccogliere consensi; un personaggio che fosse facilmente programmabile ma, allo stesso tempo, doveva sembrare umano. Ma chi?

Greta-Thunberg.jpg
Non scrivo nemmeno il nome; è più famosa del David di Donatello

Lei ha scritto anche un libro “La nostra casa è in fiamme”, aiutata da mamma, papà e sorella. Essa afferma (o, almeno, nel libro c’è scritto così):

«Ci troviamo di fronte a una catastrofe. Voglio che proviate la paura che provo io ogni giorno. Voglio che agiate come fareste in una situazione di crisi. Come se la vostra casa fosse in fiamme. Perché è quello che sta succedendo.» Greta Thunberg

Ora, mi piacerebbe sapere dove ha preso questi dati, visto la sicumera con la quale grida questo allarme.

Il problema si pone quando qualcuno glielo chiede e allora succede che, se si sente in imbarazzo o in difficoltà, lei si toglie il cappellino e succede qualcosa:

L’agenzia ANSA scrive così:

Colpita dalle potenti ondate di calore e dagli incendi che avevano distrutto boschi del suo paese l’estate scorsa, Greta, in modo solitario, dal 20 agosto ha deciso di non andare a scuola fino alle elezioni del 9 settembre, per chiedere al governo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra, ritenute fra le cause maggiori dei cambiamenti climatici, come asserito dagli scienziati a livello mondiale e come scritto nell’accordo di Parigi sul clima del 2015.

Fonte: www.ansa.it

E, naturalmente, tutti gli studenti allineati con lei, sono perfettamente coscienti ed informati di quanto sta capitando al clima. Lo dimostra una intervista veramente toccante per l’alto grado di consapevolezza e la vastità di informazione e cultura presente nei cervelli di coloro che rappresentano la futura umanità:

Intervista ai ragazzi manifestanti a Roma contro i cambiamenti climatici 

Ridurre le emissioni di origine antropogenica di gas a effetto serra sembra l’obiettivo dei discorsi della sedicenne portavoce svedese, quasi fosse una docente di fisica del clima. Dico questo perché se ti azzardi a proporre una visione alternativa, ti tacciano subito di ignorante, ti chiedono se hai l’abilitazione a parlare data, che so, da un pezzo di carta preso alla CEPU, per esempio. E invece, per rafforzare il cambio climatico indotto dall’uomo, basta la scuola superiore; che Greta però rischia di non portare a termine, visto i continui scioperi e viaggi all’estero per fare la valletta del Sistema oppure la paladina nelle manifestazioni.

Poi però ti imbatti in uno che invece la laurea in meteorologia ce l’ha veramente e scrive così:

Il presupposto che esista un rapporto stretto tra valori di CO2 ed aumento di temperatura richiede qualche spiegazione. La CO2 nell’atmosfera rappresenta lo 0.03/0.04 % dei gas in essa contenuti. La CO2 è un gas serra ma il principale gas serra è il vapore acqueo che incide per almeno il 75% dell’effetto serra totale. In realtà il più grande serbatoio di CO2 non è l’atmosfera bensì l’acqua degli oceani che ricoprono più del 70% della superficie del pianeta…

E’ evidente che un aumento di temperatura degli oceani provocato ad esempio dai cicli di attività solare o da altri fattori astronomici, porta i mari a liberare grandi quantità di CO2 (e di vapore acqueo) che andranno nell’atmosfera ad aumentare col loro effetto serra la temperatura che a sua volta farà uscire altra CO2 e altro vapore, con un meccanismo che, una volta avviato, si autoalimenta senza che l’uomo abbia nulla a che fare con tutto questo. Quando la differenza di temperatura tra i poli e l’equatore sarà alquanto ridotta, le correnti marine come quella del Golfo che si muovono proprio per questo gradiente termico, tenderanno a rallentare.

Prof. Riccardo Magnani – Nato il 16 ottobre 1951. Laureato in Scienze Biologiche, ha insegnato Biologia, Chimica e Scienze della Terra al Liceo G. Gandini di Lodi. Attualmente in pensione

Continua sul sito della fonte: www.meteogiornale.it

Altri riferimenti interessanti riguardo le temperature medie e le discrepanze con le stime attuali e i modelli previsionali futuri si possono trovare qui: https://www.meteogiornale.it/notizia/48811-1-global-warming-e-manipolazioni-meteo-climatiche

Terminiamo questa lunga dissertazione proponendo quanto si può reperire su Wikipedia riguardo una della cause del cambio climatico che la Madre Terra impone affinché il suo stato di salute permanga tale da permettere ai suoi figli, spesso degeneri ed ingrati, di vivere dei suoi frutti.

Ancora oggi, durante un’eruzione vulcanica, vengono immesse in atmosfera enormi quantità di materiali. La nube vulcanica, oltre che polveri e ceneri, contiene anche vapore acqueo (60% circa) e altri gas come anidride carbonica (10-30% circa) o anidride solforosa, che è senz’altro uno dei più importanti. Polveri e gas vengono iniettati nell’aria e ci rimarranno per un lungo periodo, date le loro dimensioni infinitesimali e la loro leggerezza, viaggiando secondo i sistemi di circolazione principali e finendo alla fine per interessare l’intero pianeta. Gli scienziati riconoscono una stretta correlazione tra grandi eventi eruttivi e variazioni climatiche. Le grandi eruzioni vulcaniche, immettendo ingenti quantità di aerosol nella stratosfera, producono una diminuzione della temperatura media sulla superficie terrestre con effetti sensibili sul clima globale.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Vulcano

vulcano islandese Eyjafjallajökull 2010.jpg
2010 – Eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökull

 

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