Settant’anni di NATO e le menzogne belliche

A cura di Francesca Ghioldi

Giovedì 4 aprile 2019

Leggo un articolo sulla Stampa che parla dei 70 anni che sono trascorsi dalla nascita dell’alleanza tra Stati Uniti, Canada, Danimarca, Francia, Islanda, Lussemburgo, Norvegia, Portogallo, Regno Unito, Italia…: la NATO.

Articolo La Stampa su NATO.jpg

Mi sorge spontanea una riflessione andando a fondo dell’articolo, che continua a pagina 2 e 3, e mi soffermo a pensare a quante bugie raccontano ai nostri figli, che imparano la storia su libri scritti “dai tecnici”, pensando che ogni alleanza venga fatta per il bene comune. Ah… questo bene comune, tanto inflazionato, questo bene comune che non si sa mai da che parte sta; i bambini ci credono e, con lo stupore che è proprio dell’età in cui si accingono a studiare argomenti che li fanno sentire grandi, ti sciorinano, il giorno prima dell’interrogazione, acronimi di alleanze nate per il bene dell’umanità .

Anniversario NATO.png
L’onestà di un Presidente della Repubblica… (puro sarcasmo; ricordo che nel 2013, l’allora ministro della difesa Mario Mauro, aveva coniato il poetico aforisma “Per amare la pace bisogna armare la pace” – N.d.R.)

Ma come sono nate queste alleanze?
Dopo 70 anni ci ricordiamo ancora che gli inglesi non ci volevano? Oppure che il Vaticano voleva Roma neutrale? Per non parlare poi dei rapporti con l’Unione Sovietica o del fatto che l’America, la “tanto liberale” America, si stava armando fino ai denti spingendo “sull’acceleratore di particelle”, tanto che l’Unione Sovietica fece sentire per prima la voce titanica del moderno Vulcano.
E la povera Italia che tanto voleva prendere le distanze con i suoi milioni di cittadini i quali firmarono contro l’atomica, Montecitorio in subbuglio, un omertoso Andreotti che osservava De Gasperi nel tentativo di convincere Papa Pio XII che l’Alleanza era “cosa buona e giusta”, perché con i russi non si può andar d’accordo.
E a Montecitorio giù botte da orbi a sinistra, a destra, e oggi diremmo al centro, ma al tempo non c’era il “minestrone”… E poi il voto finale, che avrà 342 favorevoli, 170 contrari e 19 astenuti.
Poi Gladio, “la sentinella anticomunista”, di cui si parlerà apertamente solo nel 1990, grazie al Divo Giulio.
Quindi, dopo un volo pindarico, torno alla mia riflessione iniziale: ma lo sterile nozionismo scolastico col quale i ragazzi si scontrano ogni giorno, cosa creerà? Nazionalismo sincero o un nuovo integralismo occidentale?
Ricordo alcune parole di una canzone del poeta Franco Battiato che diceva:”…quante squallide figure che attraversano il paese, com’é misera la vita negli abusi di potere…” così coeva, così attuale…
In fondo tutto ritorna… e, finita una partita, ogni pedina riparte dal suo posto sulla scacchiera, così la storia ritorna e si continua a raccontare bugie; ma la verità, prima o poi, viene sempre a galla.

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