Insegnanti a rischio se non insegnano depravazione sessuale

A mettere titoli di questo tipo si rischia sempre di cadere nell’allarmismo ma, di fatto, altro non è che una anticipazione di quello che è in programma da tempo. Come sempre, non si vuole, qui, portare congetture o ipotesi fuori luogo ma trasmettere quello che “gli altri” non dicono, o dicono attraverso altri canali. Voglio precisare che chi tira le fila di tutto, i reali registi, sono sempre in onore e dicono sempre la verità perché sanno cosa significa mentire. Noi, invece, da loro istruiti come maleducati, tiriamo fuori il peggio di noi giustificando con le più assurde affermazioni pur di nascondere la verità. Anzi, oserei dire che è una consuetudine mentire ed è visto “strano” colui che dice il vero. O, forse, è meglio chiamarlo “pericoloso”. Ricordo, ad esempio, che al figlio della mia compagna, la sua insegnante privata consigliava di tenerlo a casa per quel tal giorno della verifica adducendo una scusante come un mal di testa perché lei non lo riteneva sufficientemente preparato. E questo “consiglio” era dato da una che insegnante era stata e che, quindi, aveva esperienza di antefatti di questo tipo nelle aule di scuola; una consuetudine era quindi una regola. Si evince, da ciò, che un’insegnante è già predisposto ad accettare una menzogna per evitare una insufficienza. Che messaggio riceve l’allievo? Ecco perché, per quanto assurdo, dire la verità è un atto di coraggio.

Questo preambolo serve a spiegare il perché del titolo; il coraggio è una virtù per tutti e, a maggior ragione, in ambito scolastico. Un articolo tratto dal blog di Uno Editori chiarisce meglio il problema. Buona lettura.


Audrey Azouley promotrice gender e direttrice generale UNESCO
Audrey Azouley promotrice gender e direttrice generale UNESCO

Nuove direttive scolastiche dell’Unesco per l’educazione sessuale dei nostri figli

21 febbraio 2019 / di  Andrea Bizzocchi

Agenda 2030: strumento di controllo?

Chi sa cos’è l’Agenda 2030? Ufficialmente è il programma politico dell’ONU per il bene delle popolazioni. In realtà l’Agenda 2030 è uno degli strumenti che l’ONU (o meglio chi sta dietro e manovra l’ONU) utilizza perriorganizzare la società in funzione della tecno-dittatura orwelliana prossima ventura, (peraltro già in avanzatissima fase di realizzazione).

Ormai un anno fa (febbraio 2018), all’interno dell’Agenda 2030, l’UNESCO (il cui primo direttore fu Julian Huxley, eugenetista e fratello di Aldous Huxley, autore de Il mondo nuovo), che è l’agenzia “culturale” dell’ONU, ha valutato di somma importanza fornire nuove direttive per l’educazione sessuale  delle nuove generazioni, a partire dall’asilo e per l’intero ciclo delle scuole dell’obbligo in ambito UE.

La promotrice di questa bella pensata è stata Audrey Azoluay, che ricopre il ruolo di direttrice generale dell’UNESCO dal 15 novembre 2017. La sua prima mossa, tre mesi appena dopo il suo insediamento, con una tempistica quantomeno sospetta, è stata appunto tale “imposizione” (perché di ciò si tratta).

La Azoulay viene da una importante famiglia ebraica marocchina, è figlia di André Azoulay, consigliere del re Mohammed VI del Marocco, e ha ricoperto tra gli altri incarichi il ruolo di ministra della “cultura” del governo Hollande (che l’ha piazzata all’ONU prima della caduta).

Audrey Azoulay: le nuove linee guida sull’educazione sessuale

L’UNESCO, nel documento composto di ben 139 pagine firmato dalla Azoluay, si premura per il “bene” dei bambini di inculcare nelle loro giovani menti, alcune concetti interessanti e, per così dire, progressisti.

In primis la promozione della contraccezione, dell’aborto, della masturbazione e delle teorie di genere. Ad esempio, il documento indica che all’età di 9 anni uno scolaro dovrà saper spiegare “come l’identità di genere di una persona può non corrispondere al sesso biologico” – e soprattutto, tale scolaro, deve “dimostrare rispetto per l’identità di genere altrui”. A 12, ormai quasi adolescenti e quindi in odore di prime esperienze sessuali, dovranno essere edotti inoltre sul fatto che i rapporti omosessuali sono “piacevoli” e “non portano infezioni”.

Il documento batte in particolare il tasto delle teorie di genere, portando avanti quel piano ideologico dirimodellamento della visione classica dell’essere umano nella sua naturale distinzione biologica tra uomo e donna. La nuova visione prevede uno svariato numero di altri orientamenti sessuali (omosessualità, lesbismo, bisessualità, sessualità fluida, ecc.) che sarebbero, ci dicono, normali né più né meno dell’eterosessualità. Tutto questo viene promosso o attraverso il finanziamento e il sostegno mediatico e politico ai vari movimenti LGBTQ, in quella che è una vera e propria operazione ad ampio raggio di ingegneria sociale, o, ed è questo il nostro caso, attraverso l’educazione scolastica…


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