Le gag mediatiche provax

Ormai la propaganda pro vaccini non sa più dove sbattere la testa. Ridurre un argomento così importante a dei meri sketch televisivi è indice, a mio avviso, di un’egoica frustrazione che sembra dilagare un po’ ovunque nel mondo cosiddetto civilizzato.

Non a caso scrivo civilizzato perché, a bene vedere, quando i media cominciano a usare il loro strapotere per sostenere una causa che le persone comuni (leggasi “il popolo” e coloro che lo fanno notare e/o lo sostengono sono etichettati come “sovranisti” conferendo al termine un accezione negativa e denigratoria utilissima alla strategia, collaudata ormai da millenni, del divide et impera), dotate di un minimo di buon senso, palesemente non appoggiano più, diventa incivile nonché pericolosamente autoritario indugiare su una linea politica che ha più dell’oscurantismo che della difesa del cittadino e della sua salute.

servizio provax ai limiti dell’offensivo

Poco importa se l’opinione pubblica è costituita da illustri scienziati e premi Nobel, quel che deve emergere dal messaggio mediatico è che questa parte di popolazione afferisce a fanatici integralisti (nell’articolo linkato, in poche righe leggiamo le parole blitz-battaglia-azione quasi fosse un reportage di guerra) o allocchi di turno che si fanno abbindolare dall’ultimo arrivato così come afferma la conduttrice nel video a lato. Tralasciando gli opinabili commenti del servizio mandato in onda, si noti che lo stesso s’intitola “tutte le sviste della medicina alternativa”, alternativa perché non allineata al pensiero unico dominante il quale, sia chiaro, non ha mai avuto sviste così come nel caso del talidomide e del formitrol, tanto per citarne alcuni, oppure denigra personaggi come il Dott. Luigi di Bella o il Dott. G.R. Hamer, che fanno ancora paura anche da morti , mettendoli alla stessa stregua dei santoni indiani che curano infilando le mani nella pancia o curano con gli escrementi di capra… senza parole.

Umorismo nero provax e le famiglie dei danneggiati da vaccino ringraziano

Ancora possiamo vedere questo video grottescamente ironico che citando siti web noti per la loro divulgazione di fake-news o disinformazione, palesemente pervasa di mitomania, li presenta come principale ed unica fonte d’informazione dei contestatori dell’obbligo vaccinale suggerendo lo spettatore, in modo per nulla velato, che chi si pone dei dubbi sulla pratica vaccinale, così come oggi praticata, è un no-vax ignorante e troglodita. Purtroppo questa troppo semplicistica etichettatura giornalistica non tiene per nulla conto del fatto che un no-vax non vaccina mai e in nessun caso mentre tutti gli altri sono free-vax, ovvero per la libertà di scelta terapeutica visto che l’obbligo di vaccinazione è un vero e proprio trattamento sanitario obbligatorio (TSO) che lede i diritti fondamentali della persona, ma questa è un’altra storia.

La laurea su Facebook con buona pace di medici, scienziati e premi Nobel

Tornando ancora alle gag, in una trasmissione condotta da A.Cattelan che ospitava il dottore (minuscolo di proposito) paladino pro vaccini, se n’è consumata una che scimmiottava così l’argomento: «Perché passare notti insonni sui libri e sprecare tempo e denaro per l’istruzione? Da oggi bastano 20 like e ognuno potrà tenere “lezioni di vita agli altri su argomenti di cui non sai assolutamente nulla”».

E ancora, avete presente la premiazione dei Golden Globe la premiazione cinematografica mediaticamente più importante dopo gli Oscar. Ecco cosa è accaduto:

Propaganda pro-vax mascherata da gag ai Golden Globe 2019

Non so voi ma ciò che personalmente ho provato nel vedere queste immagini è… compassione. Gli astanti che si sono ritrovati in un blitz (non a caso uso questo termine) nel bel mezzo della serata effettuato da finti medici che nel brandire delle siringhe si sono apprestati nel somministrare il vaccino antinfluenzale (il flu shot) con uno sfoggiante sorriso e invitando, in modo anche grottesco a giudicare dalla reazione di Willem Dafoe, a farsi vaccinare seduta stante.

Il messaggio mediatico è di forte impatto anche se poi a Vanity Fair le star intervistate dichiareranno che era tutto inscenato:

“L’umore era cambiato e le siringhe erano false. Mi sono imbattuto nella sala da ballo principale per chiedere a Linda Cardellini se il vaccino antinfluenzale somministrato durante la cerimonia facesse parte dello spettacolo o fosse in realtà un vaccino antinfluenzale. […] Ha assicurato che era tutta scena. A quanto pare, agli artisti non è stato chiesto in anticipo. Almeno l’agente di Willem Dafoe ha detto che non lo era. “

Dunque gli attori sono stati più o meno loro malgrado strumentalizzati e mercificati. I più cinici diranno “tanto sono abituati”. Non proprio visto che hanno tutti degli agenti che monetizzano qualunque loro apparizione pubblica e qualunque cosa facciano o siano chiamati a fare o interpretare e poi anche loro sono persone e oramai (non è più un tabù) come tali e come le cose sono considerate merce, né più né meno. 

Terrorismo pro-vax

Infine ho notato questo spot prodotto da Kimerafilm per il Comitato nazionale Contro la Meningite, in quanto mi è stato proposto come pubblicità prima di vedermi un delizioso video coi gattini che si azzuffano. In pratica mi sono sorbito questi 2 minuti di puro terrorismo psicologico.
Naturalmente lo spot è pieno di spunti scientifici ed il fatto che faccia leva solo ed unicamente sulla paura è un mero dettaglio, ovviamente.

A cura di Giuliano Caropreso

Fonti:

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