Il pericolo di incontrare Esseri di Luce

È quasi terminato il 2018, ce lo saremmo mai aspettato? Tra poco più di ventiquattr’ore saremo nel 2019 e c’è già chi fa pronostici, chi dice ci sarà una svolta, di male in peggio, di bene in meglio… Ma la domanda che sorge spontanea è: “nell’anno nuovo saremo nuovi noi o saremo più vecchi in un nuovo anno?”. Perché il tempo non fa sconti, a nessuno; a meno che non si possegga il tempo, come gli antichi alchimisti o i mistici orientali delle
vette dell’Himalaya o i nagual sudamericani. O il Socrate”, protagonista del libro di Dan Millman “La via del guerriero di pace”, che finita la sua missione, scompare in un bagliore che disintegra il corpo, contenitore del suo Spirito.

Invece nemmeno sappiamo di cosa si parla quando sentiamo dire che siamo persone pesanti, perché troppo pensanti, forse… Forse la frase di Chaplin ne “Il grande dittatore” può aiutare ad esprimere il concetto: “Pensiamo troppo e sentiamo poco…”

Ma come reagiamo se ci viene dato dell’arrogante, del superbo, del mitomane, del volgare, del violento… Cosa si muove dentro noi? Perché proprio qualcosa si muove dentro, come vivesse di vita propria, al punto che i nostri organi interni ne risentono con emicranie, acidità gastrica, ulcera, dolori cervicali o ernie discali, cardiopatie, ansia…

E se fosse quell’essere delle Tenebre il motivo scatenante di tutti i nostri malesseri, colui che in fondo alimentiamo per paura di conoscerlo, di andare a sentire cos’ha da dirci? E se fosse proprio quello ciò che serve per accrescere, di conseguenza, la nostra Luce interna, liberata dall’involucro del Signore delle Tenebre chiamato Ego? Colui le cui pesantezze ci tengono a terra per non volare in cielo; e il cielo si merita e si conquista, come la vetta lo scalatore.

Ma a parlare di Ego ci infastidisce, noi, che lo nutriamo tutti i giorni con pasti caldi di suo gradimento, con un menù di sua scelta, alla carta. Tanto paghiamo noi…

E se qualcuno ci fa notare le nostre mancanze, le nostre espressioni inappropriate, volgari, esagerate, noi, piccoli permalosi, ci irrigidiamo e rifiutiamo il consiglio liquidandolo con un “…sarà” verbale e con un “ma chi ti credi di essere?” pensato. L’arroganza si fa strada in noi ed alza barriere di rifiuto, noi, esseri angelici per pretesa, convinti di discendere dalle stelle e di ritornarci  per meriti acquisiti, autoproclamatici “Esseri stellari”, addirittura. Noi, che nemmeno siamo in grado di guardare ad occhi aperti il Sole allo Zenit, pretendiamo di avere sviluppato dentro tanta Luce senza mai esserci confrontati con le Tenebre, nostre maestre.

Noi che siamo più inclini a catastrofismi e pessimismi, guardiamo, ciechi, la realtà della nostra fantasia, anelanti aiuti esterni, mentre Forze esterne, ci spronano a guardarci dentro, distogliendoci lo sguardo fuori, poiché solo dentro esiste il mondo reale come un reame da meritare governare. Pochi lo fanno, molti cercano i guru, altri si sentono guru, ed il gioco continua, sempre dell’Ego, vestito di vesti diverse.

Se non siamo in grado di rinnovarci giorno dopo giorno, attimo dopo attimo, accecando di Luce le Tenebre interiori, come possiamo noi pretendere di ottenere aiuti da Esseri di alto livello energetico?

Li chiamiamo “Fratelli”, sì, ed essi forse lo sono, ma noi, al confronto, saremmo i loro fratelli minori. Molto minori. Essi, per spronarci ad essere più vicini al loro livello, richiedono a noi l’azione coraggiosa (perché di cuore si tratta) di togliere il velo che copre la Luce. Un confronto diretto con Loro sarebbe per noi deleterio al punto che impazziremmo, perché quella forza negativa in noi è decisamente potente, molto potente, ma noi non ne siamo consapevoli, incoscienti quali siamo.

Questo è il pericolo di avere la pretesa di incontrare Esseri di Luce, radiazione pura di elevata intensità come toccare i terminali ad alta tensione. Inceneriti.

Quindi, prima di pretendere di salire su di una navicella spaziale, sarebbe meglio buttare fuori l’immondizia che abbiamo dentro perché Loro, nei Loro velivoli, pretendono pulizia, riflettendo quello che sono dentro, brillanti e puliti, scevri da sudiciume come la pigrizia, l’avarizia, la lussuria, l’orgoglio, la ira, la gola e soprattutto l’invidia, il peggiore, forse. Il peso della nostra immondizia sarebbe tale da non permettere alla stessa navicella di salpare, semmai  riuscissimo a salire.

Sta per finire il 2018… E gli Esseri di Luce non arriveranno in una certa data ma quando, a lavoro svolto, ce lo meriteremo.

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