L’Ufo e la Montagna

Spesso mi accade di leggere di avvistamenti u.f.o. in tutte le salse, tuttavia una curiosità che mi ha colpito più di tante altre è l’enorme casistica di avvistamenti di o.v.n.i. avvenuta presso grossi ammassi rocciosi (Ayers Rock), montagne (Shasta) o luoghi “particolari” (Stonehenge).

Per restare in ambito nostrano ho letto di due recenti avvistamenti ufo:

  1. Un ufo nei cieli del Torinese
  2. “Ufo inseguito da due aerei”, nei cieli del Canavese

Probabilmente si riferiscono allo stesso evento ma ciò che ha attratto la mia attenzione è stata la dichiarazione di uno degli intervistati che testualmente riporto:

““I dischi volanti si radunano sulla verticale di Varisella, sopra il monte Turu

Sulla verticale… Quest’aspetto degli avvistamenti u.f.o. sulla verticale di taluni monti pare sia curiosamente ricorrente. Ho letto molto sull’argomento e normalmente si verificano nelle prime ore del mattino o poco dopo il tramonto.

Adesso il mio ragionamento ammetto che sarà molto azzardato, ma ho pensato al magnetismo che come noto si crea in presenza di correnti elettriche. Quindi quando ho pensato all’energia prodotta dalle correnti telluriche che in certi casi possono concentrarsi, in modo naturale ma altrettanto in modo artificiale, in determinati punti, aree ben precise, ho pensato al monte Musinè ed ho fatto alcune ricerche in merito e ciò che ne è venuto fuori non poteva che essere stimolante.

A quanto pare il monte è sovente protagonista di avvistamenti di oggetti volanti non identificati ma ciò che lo rende più interessante e soprattutto non suscettibile di avventurose supposizioni è la presenza più volte confermata di un anomalia magnetica che copre l’intera area del monte tanto da disturbare il normale funzionamento delle bussole, financo dei piccoli aeromobili che provano a sorvolarne la zona.

Questo potrebbe essere spiegato in parte dal fatto che nel suolo c’è una forte presenza di magnetite e che il sito è stato in tempi remoti un antico vulcano e si sa che quando la lava si solidifica imprime al suo interno il campo magnetico della terra presente in quel momento grazie alla polarizzazione dei cristalli di cui è composta la roccia ignea (questo è anche un modo per la retrodatazione dei reperti fossili e archeologici n.d.a.).

Tuttavia ciò che a mio parere è interessante notare non è come il monte sia diventato quello che è ma piuttosto il fatto che grazie a questa sua particolarità magnetica potrebbe essere una meta ambita per lo stazionamento temporaneo di navi a propulsione non convenzionale un po’ come lo sono le stazioni di rifornimento carburanti per le automobili!

Mount Rainier nelle Cascade Mountains di Washington

Lo so, a prima lettura sembrano le parole di uno svitato ma non ho inventato io il Rasoio di Occam  ovvero quel principio scientifico, secondo cui, a parità di fattori, la spiegazione più semplice tende a essere quella giusta.  A ben vedere di fattori non ve ne sono poi così tanti, ovvero:

  1. o.v.n.i. avvistati sulla verticale o nelle immediate vicinanze di monti che hanno spesso delle “anomalie” magnetiche.
  2. l’avvistamento avviene quasi sempre in determinate finestre temporali (alba o sera) e
  3. durano per un periodo relativamente lungo (da diversi minuti ad anche ore) cosa per altro singolare per un classico avvistamento.

Il primo fattore l’ho esposto poc’anzi mentre per il secondo posso citare uno studio del 2005 condotto dallo scienziato John Burke (pubblicato su “Seed of knowledge, stone of plenty” ) che in sintesi espone come i segnali generati dal campo magnetico terrestre si estinguano di notte, un fenomeno difficile da spiegare in circostanze naturali, poiché la loro energia è molto alta. Mentre all’alba si “ricaricano” grazie alla corrente tellurica del terreno, che viene attirata verso il sito di Rollright Stones nel momento in cui le fluttuazioni magnetiche del tempio raggiungono il loro massimo energetico*.

Azzarderei dire che, poiché questo fenomeno può verificarsi in concomitanza di ammassi rocciosi di tipo naturale e ciò era ben conosciuto dagli antichi, tale energia può essere stata sfruttata anche in modo artificiosamente intenzionale da questi ultimi per la costruzione di edifici “speciali” finalizzati alla concentrazione intenzionale di tali flussi energetici… ma questa è un altra storia è sarà oggetto di un prossimo articolo.

Infine, riguardo al terzo fattore non c’è che da cercare in rete i numerosi avvistamenti riportati in tutto il mondo in concomitanza di regioni montane o monti. In particolare segnalo un avvistamento molto interessante avvenuto a Valmalenco (SO) l’aprile scorso.

Post Scriptum:
In ogni caso i motori a propulsione magnetica non sono pura speculazione fantastica ma anzi sono oggetto di studi e sperimentazione, oltre a enormi investimenti economici, ufficialmente da almeno 20 anni ormai. Per i curiosi segnalo:
E ancora sul blog potete approfondire l’argomento “propulsione magnetica” e sue applicazioni ai seguenti articoli Obiettivo Luna, Marte e altri pianeti. Obiettivo mancato?” e Lettera dal Profondo, al di là del Tempo“.
A cura di Giuliano Caropreso
*Fonte
Altre fonti e riferimenti sono linkati negli ipertesti.
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