Lettera dal Profondo, al di là del Tempo

A cura di Luca Roverselli

Abbiamo ricevuto questa missiva di ignota provenienza e ci è stato consigliato di divulgarla con ogni mezzo; questo è il nostro mezzo di divulgazione. Voi sentitevi liberi di diffonderlo come meglio credete ma vi preghiamo di farlo, vista l’importanza dell’argomento.

Non sappiamo molto sull’identità dell’autore di questo resoconto ma siamo certi dell’affidabilità del testo come crediamo lo sarete voi dopo averlo letto integralmente.

E ora lasciamo che le parole del nostro misterioso confidente arrivino alle nostre sopite Coscienze, come è sua speranza, con l’anelito di un imminente risveglio:

Siamo nel 2017 ed è giunto il momento di chiarire alcune cose. Vi stiamo raccontando tutto da molto tempo ma voi non lo sapete ancora. Vi stiamo spiegando come l’Universo sia così lontano dal vostro modo di percepire ordinario, ma voi non siete mai lì ad ascoltare. Sì, lo stiamo facendo attraverso l’arte, all’interno dei testi di molti di quei brani che amate da lungo tempo nella storia della musica. Poi abbiamo provato a celare i nostri messaggi nelle immagini che da secoli ammirate in innumerevoli e note opere pittoriche o ancora nelle forme ardite degli imponenti monumenti che giungono a voi da un passato lontano. Ma abbiamo sempre constatato che la vostra attenzione rimaneva sempre distratta da altre impressioni e i nostri tentativi restavano perlopiù senza frutto, quasi che tutti i nostri sforzi fossero assolutamente inutili. E allora ecco l’idea, forse stavolta è davvero l’idea giusta: utilizzare un sistema di comunicazione molto diffuso e ben noto a tutti. Invece di ricorrere a messaggi nascosti all’interno di opere che pochi conoscono e che vengono inesorabilmente percepite secondo il metro comune dell’epoca in cui sono guardate o ascoltate, perché non dire invece tutto semplicemente, direttamente? Un’arte in grado di assumersi l’onere di questo ruolo, molto seguita dalle masse esiste: il cinema. Molti sono i film o gli episodi all’interno delle più varie serie di telefilm che raccontano alcune visioni del mondo reale. Stavolta ci sembra proprio di esserci riusciti. Abbiamo creato in questo modo alcune visioni scevre dai preconcetti presenti nella vostra civiltà fin dai tempi di Aristotele, quando il filosofo decretava che per sapere se una qualche intuizione fosse vera o falsa, sarebbe bastato confrontarla con alcuni postulati autoevidenti in grado di generare proposizioni certe. Ma autoevidenti con che cosa? Eh sì, proprio con il modo di percepire ordinario dell’uomo medio, totalmente incentrata sulle limitate percezioni umane, come se il genere homo fosse in grado di percepire direttamente la struttura più intima del mondo. In questa mia breve lettera non è certamente possibile citare o analizzare tutti i film o i telefilm nei quali i nostri messaggi sono presenti e perciò non mi resta che avvalermi di un metodo molto diffuso nell’arte, che si propone di trattare un tema imponendosi di utilizzare un’area limitata dell’argomento: le cosiddette “costrizioni” che permettono in tal modo di far risaltare ancora di più i contenuti al centro dell’opera.

Scegliamo così una serie di telefilm ben nota e molto seguita, un vero cult del genere: “Star Trek”. Bisogna anzitutto sapere che molti dei più illustri fisici contemporanei sono grandi appassionati della serie e sono noti nell’ambiente come i “trekkers”. Tra loro spicca l’eminente Lawrence Krauss, autore fra l’altro di alcuni libri sulla tecnologia presente nei film e poi Kip Thorne e Brian Greene, padri di alcune delle più recenti scoperte nel campo della fisica quantistica e poi ancora il notissimo Stephen Hawking, che prese addirittura parte a un episodio interpretando il ruolo di se stesso, interpellato dagli uomini del futuro. Ma tornando a noi, cosa vi abbiamo detto attraverso quelle storie sceneggiate nel corso di più di quarant’anni? Ebbene, in alcuni casi si è trattato di scoperte in seguito ufficializzate a distanza di molti decenni, facendovi notare che noi ve le avevamo dette molto tempo prima, com’è accaduto con l’episodio della prima serie, “Al di là del tempo”, che già negli anni Sessanta spiegava con precisione che esiste una relazione molto stretta tra tempo e antimateria e che una tale fisica è in grado di generare un fenomeno di arretramento del tempo; un fatto reso ufficiale dalla scienza solo un paio di anni fa.

Em-Drive Roger Shawyer
Prototipo di dispositivo di prelevamento dell’energia del “vuoto quantistico” progettato da Roger Shawyer

Un’altra nozione ben conosciuta dai protagonisti delle avventure dell’astronave Enterprise è senza dubbio la tecnologia dei motori a curvatura, che utilizzano come propulsione la gravità. Questi motori sono descritti in quegli episodi di cinquant’anni addietro, ben prima del 1994, anno in cui il fisico dell’Università del Galles, Miguel Alcubierre, pubblica le “Soluzioni di warp drive” trovate all’interno della Teoria della Relatività Generale di Einstein che permettono – udite bene – di superare la velocità della luce, proprio generando una curvatura gravitazionale dello spazio-tempo. Con quale carburante? Ebbene il carburante è presente ovunque nell’universo e permette di non doverlo imbarcare come nei vostri antiquati, inefficienti ed irrazionali veicoli spaziali.

E cosa dire dell’altra tecnologia presente a bordo dell’Enterprise, il teletrasporto? Qui la questione si fa ancora più interessante, infatti le esotiche caratteristiche di quel congegno lo rendono capace di duplicare uomini ed oggetti, come se essi non fossero entità fisiche uniche ma composte di pura informazione codificata in una serie di bit, che possono essere clonati e trasmessi a piacimento. Una nozione di certo completamente controintuitiva e sicuramente ben lontana dal modo di concepire le cose di quegli anni. 

Gary_Seven
L’autore della missiva

Ebbene, anche questa visione del mondo è venuta a far parte della scienza, ma solo all’inizio del Terzo Millennio e si chiama proprio teletrasporto quantistico. Per ora è stato sperimentato – ufficialmente si intende – solo con entità fisiche ultramicroscopiche, come particelle e atomi, ma il concetto è proprio quello. Vi stiamo raccontando tutto da molto tempo e forse adesso incominciate ad ascoltare. Molte altre cose vi abbiamo detto in quella serie, capaci di sviluppi ancora più eclatanti e mi propongo di scrivervi un’altra lettera per indicarvele e spiegarvele. Per ora un saluto e buona vita a tutti.

In fede, Gary Seven

Fine prima parte…

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