La bellezza, le sincronie e l’evoluzione dell’Anima

A cura di Andrea Pilati

 

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Mauro Scardovelli

Domenica 14 gennaio si è tenuta a Torino, presso l’aula magna della Cavallerizza Reale, il workshop esperienzale “La bellezza salverà il mondo” organizzata da Aleph Umanistica, l’accademia di crescita psicologica fondata da Mauro Scardovelli.

Ad un quarto d’ora dall’inizio l’aula magna era già piena e sono dovute rimanere fuori circa 80 persone! Segno che le parole hanno energia.

“La bellezza”,  che strano che attiri così tante anime. O forse no. Forse siamo assetati di bellezza, ce ne nutriamo come linfa vitale e noi, in deficit di nutrimento, appena sentiamo una fonte aperta ci precipitiamo per non perderne nemmeno una goccia.

Per le persone rimaste fuori spiace, ma diamoci pace perché questo periodo sarà pieno di eventi di questo tipo e le fonti aperte saranno sempre di più; è una esigenza.

Mauro ha aperto la giornata esordendo più o meno così: “…ma, ecco… vi guardo e io vorrei vedere dei visi sorridenti. Come possiamo esprimere la bellezza se non dimostriamo goderne? Ma non dobbiamo sforzarci, no, no. Sarebbe ipocrita, no? Se siamo felici di stare qui basta poco. Un sorriso scalda i cuori…”

Non posso che accordarmi con le affermazioni di Mauro; in questo contenitore di notizie e riflessioni la ricerca della Felicità è il filo conduttore.

Il diventare Esseri Umani non può prescindere dalla cultura, quel nutrimento del quale ho accennato. Ma non è consigliabile accostarsi alla cultura, sotto qualunque forma essa si esprima, se non facciamo un passo dentro di noi a leggere il libro della Conoscenza Universale o Divina. Se ci approcciamo diversamente sarà solo un sapere insipido, solo intellettuale, ed avremo perso il tempo, fonte preziosa, a riempire la massa cerebrale di nozioni atte solo a dare sfoggio del nostro (nostro?) sapere. Saccenza invece che Saggezza…

Siamo chiamati a divenire “integri” opponendoci alla morte fisica che, al contrario, è deputata a dis-integrare per rendere al Pianeta quel veicolo prestato, chiamato “corpo fisico”.

La bellezza… Se mi voglio bene non posso non credermi bello. Il bello va curato e trattato con rispetto, è una espressione dell’Anima e trasmette ad altri quell’entusiasmo misto a stupore che solo quando eravamo bambini avevamo. Poi ci hanno detto che era meglio crescere e spegnere ogni esternazione così frivola. Ci hanno educato, ecco. Non mi veniva il termine…

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Ex-ducere è l’etimo dal latino del verbo educare, significa tirare fuori, e invece ci hanno consigliato di implodere. Non sto qui a dissertare sulle malattie che, come epilogo, si mostrano e dimostrano il nostro tarparci le ali. Vere insegnanti di ultima istanza.

Durante il workshop abbiamo avuto l’onore di ascoltare dal vivo le note del violoncello suonate da Piotr Cwojdzinski (con un cognome così ho dovuto fare copia/incolla:^), primo violoncello dell’Arena di Verona. Credete sia una persona con la puzza sotto il naso? Durante la pausa lui ed io ci siamo abbracciati, mai visti ne conosciuti, per ringraziarci a vicenda del bel regalo dato e ricevuto.

Paolo Maddalena è invece un giovane costituzionalista, colui che studia la Costituzione e aiuta a tradurre in legge quello che sono i dettami scritti dai padri costituenti. Il suo intervento, dall’alto dei suoi ottantadue anni, non è stato dissonante con il clima creato ma anzi, ha proprio posto l’accento di come la Costituzione sia basata sulla tutela dell’evoluzione spirituale del popolo italiano.

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Paolo Maddalena, ex giudice ed ex vice presidente della Corte Costituzionale

Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Maddalena ha ricordato una cosa importante. Parlando di Arte questa non può essere disgiunta dalla natura. Ma il termine “Natura” deriva dal latino natura, participio futuro del verbo nasci (nascere) e letteralmente significa “ciò che sta per nascere”. Vogliamo proprio approfondire? Bene, allo proseguiamo…

 

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Giuliana Mieli

La fine della giornata è stata coronata dall’intervento di Giuliana Mieli: laureata in Filosofia teoretica e in Psicologia clinica è stata consulente presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale S.Gerardo di Monza e successivamente per otto anni dell’ospedale S.Giuseppe di Milano.

Insomma, un po di esperienza nel campo della nascita l’ha fatta, no? Le sue parole sono state chiarificatrici: “…nulla è per caso. Anche la gestazione, il parto, il dolore, la nascita… hanno un senso. Se lo tarpiamo con gli anestetici togliamo una funzione molto importante per la crescita spirituale della donna. …La gestazione in sé cosa ci può insegnare? Non è per caso quel momento dove siamo protetti, tutto va bene, siamo sicuri e felici? Non sarà per caso che il parto ci indica quella sensazione che dobbiamo ricercare per condurre una vita naturale e felice?”

E continua: “La donna con il bimbo in grembo contiene e non comprime… questo la dice lunga sull’atteggiamento che la madre dovrà tenere nei confronti del bambino in crescita se lo vuole condurre in modo naturale…

D’altro canto come potevano non essere esperta di parto e natura una che ha scritto un libro dal titolo “Un bambino non è un elettrodomestico”?

Voglio terminare questo breve diario di viaggio con una convergenza ed un aneddoto:

Sempre nella sua conferenza, Scardovelli ha parlato dell’intelligenza dei tre cervelli, che fanno parte dei centri emozionale inferiore, nell’intestino, emozionale superiore, nel cuore, ed intellettivo, nel cervello. Bene ha evidenziato come la scienza moderna abbia potuto constatare l’enorme potenzialità del cuore rispetto al cervello. Esattamente come scritto https://traterraecielo.live/2017/02/21/governi-che-scricchiolano-censura-e-toroidi/Quando si dice il caso… Ma il caso aveva altre risorse per stupirmi.

Il pomeriggio precedente passeggiando per la città dove risiedo ho incontrato un banchetto di raccolta firme per un neo nato partito (tanto per non perdere il vizio) per cui mi sono fermato per conferire con gli esponenti e comprendere i loro obbiettivi.

“Siamo di estrema sinistra…” mi dicono ma quando gli chiedo cosa significhi essere di estrema sinistra l’unica risposta sensata è stata “beh, è l’opposto della destra… cioè, noi siamo antifascisti”

Bene, o cercato di fare un ragionamento sulla base del fatto che anche negli opposti si può manifestare qualcosa di buono, per cui scartare a priori l’approccio con la controparte preclude una opportunità. Niente da fare, erano di estrema sinistra (e ancora adesso non ho ancora capito cosa significhi) e di lì non si muovevano.

Scardovelli, durante il meeting: “…sapete, per comprendere come rimanere ricettivi e aperti a qualsiasi insegnamento, occorre saperlo cogliere in qualsiasi contesto, anche in seno ai nostri nemici. Eppure spesso siamo così ottusi. Un giorno ho parlato con delle persone di estrema sinistra, ma proprio estrema, estrema…”

Come finiva il discorso ve lo lascio immaginare… Alla fine stare lì era come stare in famiglia.

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