Twitter: prove pratiche di manipolazione sociale

Parlando tra amici è venuto a galla tutta l’ingenuità che pervade la maggior parte di Coscienze in via di risveglio. Ancora ci sono persone convinte che andando in piazza “ci vedano, capiscano che siamo in tanti…”. Ancora non avete capito che vi hanno già contati ancora prima di partire; con le prenotazioni di biglietti on line con carta di credito (numero di carta = persona), con l’instant messaging dei vari Twitter, WhatsApp, Telegram… con i post su Facebook, Google+, Instagram (Nel 2012 l’azienda è stata comprata per un miliardo di dollari da Facebook N.d.r.), con le email, con i commenti sui blog…?

Big data flusso e dati.jpg
Ogni minuto accade questo… impressionante.

Tutto questo enorme flusso di informazioni, in gergo tecnico, si chiama Big Data e vi sono fior fior di ricercatori di altissimo livello che collaborano per creare algoritmi di smistamento e di gestione di flussi perché i dati sono molto importanti, di vitale importanza oserei dire. Sono esattamente come il bidone dell’immondizia dove, fino a poco tempo fa, gli investigatori, o i ricattatori, andavano a rovistare per trovare usanze scomode della vittima oppure per sondarne le abitudini. Basta andare a leggere dell’ultimo accordo di Renzi con IBM per l’acquisizione di tutti i dati sanitari degli italiani da parte di Big blue per capirne l’importanza e la portata.

E come vengono utilizzati questi dati? Non c’è bisogno di scomodare agenti segreti o di sottoporre a tortura uno sviluppatore informatico… Ce lo dicono Loro, in chiaro. Nel 2015 è venuta fuori la notizia che i migranti che ancora erano in Africa, ricevevano i tweet da sedicenti loro connazionali in Europa, soprattutto un Germania, che li incitavano ad imbarcarsi perché “La gente qui ci vuole bene… Vi aspettiamo”. Si era poi scoperto che erano messaggi fasulli partiti dall’Inghilterra o addirittura dall’Australia.

Ne abbiamo parlato QUI. E il riferimento all’articolo si può riassumere con questi sue grafici estrapolati dal sito www.enzopennetta.it:

Tweet da Germania.jpg
Tweet spediti dalla Germania, a quanto sembrava…
Tweet da altri Paesi verso Germania.jpg
Da un accurata analisi questa invece la reale provenienza

E perché abbiamo intitolato l’articolo a Twitter? Perché l’ondata informatica con informazione volutamente distorta e mirata è tornata a colpire. Lo leggiamo sul quotidiano “La Verità” nell’edizione del 29 dicembre. Nel tempo giusto, nel momento giusto, a Camere sciolte…

Falsi tweet terremotati Italia, intestazione.png

Falsi tweet terremotati Italia esteso.png
Nell’articolo esteso sono riportati alcuni dei numerosi messaggi tutti identici ma da improbabili utenti differenti

A che pro questo attacco informatico? A tutto c’è un senso… Ma quello che provoca di primo acchito è l’indignazione e poi la compassione per un colpo così basso da parte del Governo dei governi. L’articolo del quotidiano di Belpietro, a firma di Francesco Borgonovo, chiede giustamente che coloro che hanno ultimamente dichiarato la lotta alle fake news, Boldrini in primis, agiscano per rimuoverle. Ma probabilmente non hanno sentito o non hanno visto questi messaggi perché non si sono degnati di rispondere (figuriamoci di agire). Le fake news loro le cercano solo sui vaccini o sui migranti; il resto ha meno peso.

Speriamo che non questa indagine sia maggiormente chiaro che il Sistema, sulla base di questo monitoraggio così accurato e corposo, ha già pronte le contromisure e le strategie per veicolare le masse; il tutto con largo anticipo. Noi ci possiamo salvare solo agendo con consapevolezza e in modo inaspettato, ma con intelligenza, in modo da trovarli impreparati e non dar loro il tempo di organizzare un’alternativa per arginare la deriva che non permette il raggiungimento dei loro obbiettivi.

Quindi, care Coscienze in fase di risveglio, consigliamo sempre di coltivare un atteggiamento scettico e vedere se una seconda opzione, o un secondo fine, ci possa essere dietro a ogni avvenimento.

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2 pensieri riguardo “Twitter: prove pratiche di manipolazione sociale

  1. Sono convinta che sia così come tu scrivi,ma qualche cosa bisogna pur fare! Non si può sempre rimanere alla teoria..Ci sono vari livelli d’azione e contestazione. C’è il livello di chi scende in piazza e casomai si fa ammazzare,ma in qualche modo scuote le coscienze (es:studente cinese che sfida il carroarmato),C’è chi rimane nel suo e filosofeggia e naturalmente e forse da spunti di riflessione.E’ chi lavora più “sottilmente” e smuove le montagne.Ognuno sceglie d’agire in base alla sua propria evoluzione,ma importante è :non stare con le “mani in mano”. Il tempo di teorizzare è scaduto !

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