Riscaldamento globale, verso lo scoprimento del velo

Il riscaldamento globale o Global Warming è realtà oppure ci hanno mentito? Sono stati redatti molti articoli in merito, uno dei quali vede due climatologi americani, Tim Ball e Michael Mann confrontarsi su due tesi diametralmente opposte. Solo che il primo fornisce le prove del raffreddamento mentre il secondo, sul riscaldamento le occulta, anche ad un giudice federale che gli intima di mostrarle.

Ad oggi altre tesi allarmistiche vengono ridimensionate e sembra proprio un “tirare i remi in barca” con tempistica programmata. Lo affermano gli studiosi che fino a pochi anni fa ci hanno allarmato con tesi al limite dell’inverosimile, avvallati come sempre dall’industria cinematografica (Snowpiercer, The day after tomorrow, Waterworld, per citarne alcuni) e dagli urlatori da palco. A quanto pare il tempo delle menzogne è terminato e qualcuno deve fare ammenda dei propri errori.

Fino a pochi mesi fa continuava l’allarmismo mediatico, come QUI su Repubblica.it, ma per comprendere come è stata gestita la cosa su base psicosociologica basta fare una semplice ricerca su Internet scrivendo “global warming” per verificare il pari numero di pagine di smentite contro quelle che rafforzano la tesi. Confondi e impera potremmo scrivere.

Global warming - Ci siamo sbagliati

Ma la notizia più recente è la smentita, da parte degli scienziati del clima, riguardo il rapido innalzamento delle temperature planetarie. “Ci siamo sbagliati” intitola l’articolo del Times (niente meno!) nella edizione del 19 settembre 2017. “Il riscaldamento globale è più lento del previsto”…

Michael Grubb global warming.png
Professor Michael Grubb

Michael Grubb, professore internazionale di energy and climate change alla University College London e uno degli autori dello studio, ammettendo che la sua precedente previsione è risultata errata, dichiarando durante il Vertice sul clima di Parigi nel dicembre 2015: “Tutte le prove che abbiamo a nostra disposizione degli ultimi 15 anni mi portano alla conclusione che l’aumento della temperatura di 1.5 C è semplicemente incompatibile con le nostre previsioni”.

 

Bene, e ora? Che ne facciamo di tutti quegli esperti da palco?

Ora a riguardo dei cambi climatici andiamo a verificare questa anomalia, una delle tante non dette:

Estensione ghiacci Antartide.gif

Possiamo infatti notare come, nonostante la temperatura dell’aria sull’Oceano del Sud sia in  aumento, di pari passo aumenta anche l’estensione dei ghiacci dell’Antartide. Vedi QUI

È un carosello di conferme e di smentite, di pro e contro (e ti pareva), di previsioni e di revisioni … Nel frattempo tanti rancori giacciono sopiti negli animi di quelle persone che in buona fede seguono quello che gli “scienziati” affermano, e rivolgono gli indici verso un Donald Trump che si ritira dagli accordi sul clima di Parigi. Probabilmente a ragion veduta a questo punto. Ricordiamo quello che pochi anni fa ha affermato John Coleman, il co-fondatore del canale “The Weather channel”, in una pubblica intervista alla CNN dove ha dichiarato che il global warming è stato inventato per giustificare l’aumento delle tasse ed è supportato da una pletora di scienziati pagati per comprovarlo. Pena il taglio dei fondi sulle loro ricerche o addirittura il licenziamento. L’intervista la potete vedere QUI.

Ma per verificare se una tesi è veritiera dobbiamo però volgere lo sguardo da altre parti; verso l’industria automobilistica, per esempio.

I promulgatori della teoria del riscaldamento planetario ci indicano infatti che per ridurre ed invertire questa tendenza occorre che ognuno faccia la sua parte; e così sensibilizzano l’opinione pubblica attraverso programmi scolastici mirati, pubblicità “green”, nuovi prodotti “ecosostenibili”, tecnologie a impatto zero e a zero emissioni. Come l’auto elettrica per esempio. Ma quale esempio più fallace potevano prendere!

Tesla autovettura
Tesla model S75 – bella e impossibile

Se il futuro dell’autotrazione tenderà in questo senso è però dovuto ai larghi incentivi statali (leggasi “tasse”), come quelli che Elon Musk ricevette dall’allora governo Obama e che fino ad oggi riceve per mantenere una azienda in perdita come la Tesla motors. Curioso e paradossale nel contempo come un’azienda così possa rimanere a galla, a mostrarsi orgogliosa dei traguardi raggiunti ed a pretendere di essere il faro illuminante e da esempio per le altre Case automobilistiche.

Marchionne.png
Sergio Marchionne

 

Meno che in Fiat Chrysler Automobiles, dove il CEO Sergio Marchionne ha commentato sull’auto elettrica come una lama a doppio taglio visto che per produrre energia dipendiamo ancora in larga parte dai combustibili fossili.

 

Non la pensa così nemmeno Morgan Stanley, la grande banca d’investimento che sentenzia:

Morgan Stanley ammette che le auto elettriche creano più CO2 di quanto evitano… E rincara la dose dicendo: “Vuoi lottare contro il climate change? Non investire in Tesla”.

Ma non vi è nulla da stupirsi in questo mondo di multinazionali del debito poiché la stessa cosa la fece la compagnia telefonica cinese “3” che fin dagli inizi subiva perdite ma nonostante tutto continuava ad investire, espandersi, fino a giungere in Italia ed a fondersi poi con la Wind.

Ma la domanda sorge spontanea: “Cosa c’entra l’autovettura elettrica con il riscaldamento globale?”. Domanda lecita ma per avere la risposta occorre un altro tassello; la creazione del denaro, dal nulla e l’emissione di talmente tanta quantità di denaro che per smaltirlo va benissimo finanziare qualsiasi progetto che sia in linea con l’obiettivo del Sistema, ossia l’assopimento delle Coscienze, dando alle persone qualcosa per cui lottare e per cui credere: guerre e armi, tensioni, tecnologie obsolete che rallentano la comprensione delle reali potenzialità evolutive (i pannelli fotovoltaici, le auto elettriche appunto…). Solo che gli strumenti o meglio, i giocattoli, ce li danno loro perché bambini ci considerano, da bambini ci trattano e bambini vogliono che rimaniamo. Inconsapevoli.

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