Microchip, in Italia iniziamo dalla Sanità e finiamo in India

Piano piano, a piccoli passi, con discrezione, cercano di fare passare in forma ingenua e innocente l’utilizzo di questi dispositivi al fine di farci gradualmente abituare, così come si abitua una rana in acqua via via sempre più calda.

Per colpa di un portiere sono stati scoperti; e allora ecco pronte le veraci e logiche giustificazioni sulla presenza di un microchip negli indumenti da lavoro. La dirigenza afferma che tale dispositivo è necessario per geolocalizzare il vestiario in modo che non vada perso dopo i lavaggi. Indispensabile la presenza del dispositivo. Come non averci pensato prima! Quale mente malata poteva pensare altro se non una soluzione così logica e tecnologica. Chissà quanti camici saranno andati perduti, e chissà quanti dipendenti giravano con l’indumento di un altro per averlo ricevuto dopo il lavaggio, a sua insaputa.

Scriveva a fine luglio La Repubblica.it nella cronaca di Genova:

Il portiere del Galliera, Tullio Rossi, non sapeva di portare addosso un microchip. Lo ha scoperto, abbottonandosi la camicia della divisa: ha toccato un affarino duro all’interno della cucitura, l’ha tagliata ed ha visto la “cimice nera” grossa quanto una lenticchia. Si è chiesto cos’era. Nessuno lo aveva avvertito (anche se è un rappresentante sindacale) che l’ospedale avrebbe introdotto la novità. Né a lui, né agli altri rappresentanti dei lavoratori, tantomeno sono stati messi al corrente tutti i 22mila dipendenti della sanità pubblica della Liguria. Medici, infermieri, tecnici, operatori sanitari, barellanti, uscieri e operai, perfino gli specializzandi e gli allievi infermieri, tutti coloro che lavorano in divisa, dai prossimi giorni “saranno monitorati” dal localizzatore Gps. Esclusi solo gli amministrativi.

In ogni momento e durante le ore di servizio, quel micro trasmettitore inserito in ciascun capo di abbigliamento, emanerà un segnale elettronico, permetterà di sapere dove si trova quella “divisa”. E pure chi la indossa. «Il camice e il microchip identificano la persona, sono associati a quel dipendente — spiega Luigi Bottaro, direttore della Asl Tre Genovese — in modo che i capi, dopo essere stati lavati, tornino alla base di partenza, cioè ai proprietari. Per evitare, così, che possano finire ad altri».

continua sul sito della fonte

Capito? In ventiduemila monitorati tramite localizzatore; un bel test. Soprattutto per vedere se la cosa è psicologicamente e socialmente accettata. Se sì, allora via libera al resto. Il microchip ci salverà la vita, ci farà guidare alla destinazione prendendo il comando dell’auto, come scritto in questo articolo QUI.

Intanto dall’altra parte del mondo si sta dipanando la stessa agenda per il controllo sociale, in India.

Articolo tratto da La Stampa.it:

Scansione iride India.jpgIn questi mesi chi vive e risiede in India può trovarsi costretto in una di queste due situazioni: nove ore di fila all’anagrafe nel caldo soffocante, oppure, pagando 1000 rupie (13 euro), far venire a casa un funzionario con computer portatile, disco rigido, strumento per scannerizzare le impronte digitali e una sorta di visore da oculista che fotografa gli occhi e raccoglie più dati biometrici possibili. Poi, con l’aiuto di suocero e cognata che reggono un lenzuolo bianco dietro di voi, capiterà di farsi fotografare per la nuova carta d’identità, la più futuristica del mondo. Un procedimento completato già dal 99 per cento della popolazione indiana, quasi un miliardo e 168 milioni di documenti, per ottenere la carta «Aadhaar», che in hindi significa «le fondamenta».

continua sul sito della fonte

L’articolo parla di future transazioni completamente digitali, in qualsiasi contesto. Al pari del controllo dell’auto che può essere usato per eliminare una persona scomoda così può esser fatto per azzerare i conti di chiunque non si allinei con il Governo oscuro.

the-game.jpg

Ancora una volta ci viene in aiuto l’arte cinematografica; nel 1997, nel film “The game” il protagonista, un miliardario che si trova coinvolto in un gioco organizzato dal fratello, a sua insaputa, si trova improvvisamente con il conto prosciugato. Ma non preoccupatevi, è solo un vecchio film…

Annunci

2 pensieri riguardo “Microchip, in Italia iniziamo dalla Sanità e finiamo in India

  1. A breve la tecnologia 5g. Saranno onde mmw, sinora usate solo negli ospedali a scopi terapeutici. Sono le più piccole, veloci e potenti fra le microonde. Pare che agiscano negativamente sulle foglie delle piante e sugli insetti (povere api!). La cosa carina sarà che oltre a servire per i collegamenti wireless e smart-phone, permetteranno l’immediata localizzazione, tramite sistema rfid, di qualunque oggetto. Presto anche dell’essere umano, dopo l’impianto del cip sottopelle.

    Mi piace

    1. Ottima disamina Armando. È il progresso, ci dicono. Ma “progresso” etimologicamente deriva dal greco e significa “andare avanti”; peccato che anche i topi ad Hamelin andavano avanti ma sono caduti nel burrone condotti dal pifferaio. Guardiamoci intorno e troveremo scappatoie ma senza allarmismo e sempre predisposti al sorriso sincero che fa bene a noi e a chi ci guarda ;^)

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...