Le banche prese con le mani nella marmellata

Domenica 18 giugno presso la sala conferenze dell’Agorà Palace Hotel di Biella, il Dott. Marco Saba ha tenuto la presentazione dell’iniziativa “Moneta nostra”  scaturita dopo la sentenza del Tribunale di Bolzano del 6 settembre 2016 che afferma:

considerato, infine, che in ordine alla creazione di moneta, questa ovviamente si crea in quanto le banche non abbisognano dei soldi che imprestano; la creazione, peraltro, della moneta avviene sempre quando si è di fronte ad un debito di valuta che produce interessi, di modo che il rapporto debito/credito dopo un anno non è più pari alla somma imprestata, ma pari alla somma imprestata più gli interessi, e quindi già con tale piccola quanto semplice operazione si crea denaro, che è sempre una cosa virtuale…

…considerato che l’art 10 TUB stabilisce che le banche esercitano la funzione bancaria, e di conseguenza, sono autorizzate a stipulare l’attività di credito, e non è previsto che per ogni finanziamento concesso ci siano dei depositi equivalenti, quindi l’attività bancaria risulta essere ancorata nel diritto positivo, come anche la creazione monetaria virtuale…

Fonte: www.liberamenteservo.com

Cosa significa tutto ciò? Molto semplice; le banche nazionali hanno solo il compito di emettere la moneta che la BCE stampa ma non di crearla, cosa che invece fanno puntualmente ogni volta che viene richiesto un prestito. Le prove? In primis le dichiarazioni del consulente generale della Banque de France, Bernard Maris (morto nell’attentato nella redazione di Charlie Hebdo) e successivamente quelle dello stesso Saba intervenuto all’assemblea degli azionisti Unicredit nel 2014.

Per confermare che le banche nazionali non possono creare moneta, ma solo emettere quella fornita dalla BCE, leggiamo quello che il trattato di Maastricht recita all’articolo 105/A, scaricabile QUI

Conformemente all’articolo 105 A, paragrafo 1 del trattato, il Consiglio direttivo ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno della Comunità. La BCE e le Banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle Banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità.

Quindi Unicredit, Banca Intesa, Banca Sella e compagni di merende NON POSSONO creare denaro, ne cartaceo ne tanto meno elettronico, in nessun modo. Anzi, per puntualizzare, il denaro elettronico non è legale dato che il Trattato parla espressamente solo di banconote. Quindi?

Quindi con l’iniziativa “Moneta nostra” si gioca con il nemico usando le stesse armi. Ed è una strada intelligente.

Basta che chi ha una pendenza debitoria con qualsiasi Ente o banca oppure voglia pagare per esempio il canone RAI (anatema!) può farlo semplicemente inviando una nota contabile al’Ente riscossore o alla filiale di Banca con una PEC dove scriverà l’importo del debito in negativo in una colonna, l’importo del debito, con valore positivo, creando denaro scritturale come fanno le banche, nella colonna successiva e nella terza colonna la somma delle due cifre a saldo “0”. Nel caso di un mutuo per esempio è interessante ricordare il codice civile che all’articolo 1813 dispone: “il mutuo è il contratto col quale una parte (mutuante) consegna all’altra (mutuatario) una determinata quantità di danaro o di altre cose fungibili, e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità

Consideriamo anche che il Codice Civile, compreso l’art. 1813, conosce solamente la moneta legale. Ovviamente, non costituisce moneta legale un qualsiasi titolo denominato in moneta legale. Una cambiale o un assegno o un bonifico o un qualsiasi strumento finanziario da 10.000 Euro o Dollari non sono 10.000 Euro o Dollari. L’art. 105 del Trattato di Maastricht stabilisce che l’unica forma di moneta legale è la banconota (oltre al conio metallico), e ne riserva l’emissione alla BCE.

Bene, dato che la banca ci ha dato in  prestito denaro elettronico espressamente creato dal nulla a fronte della nostra richiesta di prestito, è lecito restituirne la somma compresa di interessi nelle stessa natura, ossia denaro scritturale creato dal nulla. Questo procedimento porterebbe un perfetto equilibrio nei pagamenti e nei buchi di bilancio delle banche stesse, per logica conseguenza; il nulla pagato dal nulla. Teniamo anche conto che all’acquisto del bene il medesimo rimane di proprietà della banca fino al saldo e noi saldiamo il debito con il controvalore dei servizi o lavori offerti cosa che invece la banca non fa e quindi nulla rischia. Lo afferma la stessa sentenza di Bolzano, sopra menzionata:

l’Euro è una moneta non rappresentativa, per cui non è richiesto un controvalore per ogni biglietto stampato come all’era del sistema aureo…”.

Ah, naturalmente la banca richiede di restituire anche gli interessi, ma questo è un altro dettaglio ;^)

Per approfondire consigliamo la lettura del post dell’Avvocato Marco Della Luna su Banca d’Italia si contraddice.

Certo che tale iniziativa come “Moneta nostra” potrebbe essere valida se avessimo una reazione di diffida da parte dell’ente che “possiede” la facoltà di emettere euro, un po come il ringhio del cane al quale cerchiamo di togliere l’osso. Ed infatti: http://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/avvisi-pub/creazione-moneta-scritturale/creazione-moneta-scritturale-avviso-pubblico.pdf

A breve sul blog posteremo l’integrale della conferenza di Saba… restate connessi!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...